A Todi gli ex Udc Nazzareno Menghini, assessore della Giunta Ruggiano, e Claudio Serafini, consigliere comunale, che per il loro recente passaggio nel Partito delle Libertà sono stati oggetto di critiche, hanno diffuso una nota per spiegare una scelta che “segue una logica ed un ragionamento politico ben precisi“.
“I fattori fondamentali che hanno reso imprescindibile la nostra scelta – scrivono – sono in sostanza: la presa d’atto dell’irreversibile percorso di semplificazione e polarizzazione della politica, fortemente voluto dai cittadini; la necessità che abbiamo di mantenere la nostra identità rispetto all’elettorato moderato; la necessità di prendere in considerazione alleanze solo con le forze politiche in grado di garantirci posizioni trasparenti ed univoche rispetto ai nostri valori di riferimento“.
Ribadite le motivazioni, Menghini e Serafini spostano l’attenzione su chi, facendoli oggetto di attacchi, aspira ad occupare il centro della scena politica. “A tal proposito ci domandiamo, e crediamo che anche i cittadini si domandino – si legge in un comunicato – quale sia la sintesi politica del progetto ‘Riformatori e Centristi’, quali siano i valori di riferimento e in quale scenario nazionale pensa di collocarsi, visto che si propone non come alleanza elettorale ma come vero e proprio progetto politico”.
Un passaggio è riservato ad Elena Ciliani, esponente dell’Udc ma anche firmataria del manifesto del nuovo movimento politico cittadino che aveva criticato il “tradimento”. “Per quanto riguarda le tessere, che non sono mai state una nostra priorità né nella nostra disponibilità – scrivono Menghini e Serafini – ribadiamo che ad esse preferiamo senza dubbio ascoltare la voce delle persone che ci hanno eletto e che ci chiedono senza ambiguità di rispettare il mandato elettorale che ci ha visto convintamente uniti nel sostenere la candidatura Ruggiano a sindaco del Comune di Todi”.
“L’ingresso nel Partito delle Libertà insieme con altri esponenti del centro, come Belia, e quelli che certamente aderiranno nel prossimo futuro – conclude la nota – ha proprio l’obiettivo di portare dentro questo nuovo grande contenitore dei moderati il peso, la voce e la rappresentanza del cattolicesimo popolare. Auspichiamo anzi che la nostra scelta non venga interpretata come un gesto di rottura ma come un gesto d’avanguardia al quale presto altri amici si possano avvicinare con entusiasmo e attiva partecipazione, certi che la “politica del pendolo” in Italia ha ormai ben pochi estimatori tra i cittadini”.







