Individuati 99 casi di pazienti morti a Narni per i quali i medici di base continuavano a percepire i relativi compensi; altri 97 a Terni, 37 a Giove ed uno a Ficulle.
L’inchiesta si inquadra in una iniziativa più ampia della Guardia di finanza su tutto il territorio nazionale. Quella della Corte dei conti di Perugia era stata avviata da alcuni mesi.
Alcuni degli 89 medici segnalati alla procura della Corte dei Conti avevano più di un paziente morto tra i loro assistiti ed in qualche caso si arrivava a 15-20 casi.
L’Asl di Terni intanto ha già avviato il recupero dei compensi ingiustificatamente percepiti da parte di medici di base.
Le indagini hanno accertato un danno erariale di circa 80 mila euro.
Al di là delle giustificazioni che i medici di base potranno validamente produrre, perché il sistema delle rilevazioni anagrafiche non è per nulla a punto (e quindi ufficialmente nessuno potrebbe aver comunicato loro il decesso dell’assistito), una domanda sporge spontanea: ma quanto si interessano i medici dei loro pazienti se non sanno neppure che sono morti?
O lo sanno e stanno zitti? Nella risposta, quale che sia, il dramma più grosso.
- Redazione
- 25 Marzo 2008









