Toccherà ora al Giudice per le indagini preliminari stabilire se il convincimento della Procura, frutto di oltre due anni di indagini, sia fondato o no

Il fondatore della Comunità Incontro di Amelia, Pierino Gelmini, sacerdote ridotto allo stato laicale su sua richiesta, dovrà affrontare il giudizio penale del Giudice delle Indagini Preliminari di Terni.
Dopo più di due anni di indagini, nel corso delle quali sono state raccolte diverse dichiarazioni ritenute attendibili dal sostituto procuratore, ed effettuato svariate intercettazioni telefoniche, l’inchiesta è stata formalmente chiusa.
La richiesta di rinvio a giudizio riguarda dieci presunti episodi di abusi sessuali nei confronti di ex ospiti della Comunità incontro.
Il magistrato ha chiesto anche di processare due collaboratori di Gelmini e la madre di uno degli accusatori del sacerdote: tutti accusati di avere cercato di intralciare l’indagine condotta dalla Squadra mobile della Questura ternana.
Il magistrato ha tenuto ad evidenziare che l’inchiesta non è stata un’indagine sulla Comunità.
La difesa parla di inconsistenza e fragilità delle accuse e degli stessi accusatori, alcuni dei quali erano stati espulsi dalla Comunità Incontro.
L’avvocato Frezza ha citato a questo proposito la deposizione di uno degli ex ospiti, diventato uno dei principali accusatori dell’ex sacerdote, che sostiene, pur essendo giovane e robusto (pesa 80 chilogrammi), di essere stato scaraventato a forza sul letto dall’anziano ex sacerdote per approfittare sessualmente di lui.
L’avvocato Morcella, da parte sua, ha rimarcato che il suo assistito ha scelto di difendersi nel processo e non dal processo e che confida nella terzietà della magistratura giudicante.

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