La fiera dell'agricoltura, giunta alla quarantesima edizione, si aprirà venerdì al centro espositivo di Bastia Umbra: tanti gli appuntamenti e le proposte in calendario nella tre giorni

Tutto pronto al centro fiere di Bastia per “Agriumbria”, rassegna giunta alla sua quarantesima edizione.
La manifestazione, in programma dal 28 al 30 marzo, vedrà presenti circa 450 espositori con un’ampia offerta commerciale di macchine agricole.
Tra le rassegne zootecniche ci saranno la mostra nazionale dei bovini di razza chianina, l’interregionale della razza frisona e altre di varie specie e razze organizzate dall’Associazione Nazionale Allevatori e dall’Associazione Provinciale di Perugia in collaborazione con Italialleva.

Nella conferenza stampa di presentazione, il presidente di Umbriafiere Spa, Lazzaro Bogliari, ha ricordato “il ruolo di Agriumbria, come punto di riferimento dell’agricoltura nell’Italia centrale”.
I saloni specializzati (A&A, Bancotec, Oliatec, Enotec) consentiranno poi di ampliare la già vasta gamma merceologica presente nelle aree espositive del quartiere fieristico, proponendo soluzioni impiantistiche innovative specializzate nella lavorazione, nella trasformazione e nella conservazione dei prodotti agricoli.
Sono in programma anche iniziative rivolte alla valorizzazione della filiera agro-alimentare umbra (lattiero caseari, vino, carne bovina, olio di oliva). Protagonisti gli istituti tecnici agrari e alberghieri che, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Perugia ed Umbriafiere, autogestiranno un seminario dal titolo “Alimentazione, gastronomia e filiere agroalimentari locali”.

Ad Agriumbria ci sarà anche il convegno “Terra e mass media: un rapporto inquinato” per analizzare il fenomeno delle modalità con cui vengono date alcune notizie, spesso sulla spinta emotiva, nel comparto agricolo.
All’interno dei padiglioni fieristici verrà allestita infine “L’osteria de’ brutto tempo” (con salumi, olio e il vino delle cantine sociali umbre), un luogo simile a quello che i contadini frequentavano quando pioveva e non era possibile lavorare.

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