I monti dell’Umbria vanno verso l’Africa. L’Appennino centrale si muove infatti lentamente e progressivamente, spostandosi da Nord-Est verso Sud-Ovest, da uno a tre millimetri l’anno.
Lo ha verificato, con misurazioni raccolte negli ultimi 15 anni, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) nell’ambito di uno studio sulla dinamica della crosta terrestre nell’Italia centrale.
Il ricercatore dell’Ingv Marco Anzidei, ha pubblicato i dati sul Geophisical Journal International e, più recentemente, sui Quaderni di geofisica.
La rete Gps che sta registrando i movimenti dell’Appennino è stata realizzata in seguito ai terremoti umbro marchigiani del 1997. Le stazioni Gps sono installate in tutta Italia, particolarmente nelle zone sismiche e nei vulcani.
Tra il 1999 e il 2003 la rete ha potuto mettere in evidenza i movimenti della crosta terrestre che non sono di origine sismica e che avvengono a causa dei lenti movimenti delle placche terrestri.
“Tutto ciò – ha osservato Anzidei – è finalizzato a prevedere l’avvicinarsi di un terremoto attraverso i piccoli movimenti della faglia che lo precedono. I movimenti che misuriamo in Italia – ha aggiunto il ricercatore – risentono della dinamica delle placche africana ed eurasiatica”.
- Redazione
- 30 Marzo 2008










