Il tanto atteso (ed annunciato) pronunciamento del presidente del Consiglio comunale di Todi Floriano Pizzichini è arrivato.
Una sua presa di posizione sulle voci che da mesi e mesi ormai lo riguardano non era più rinviabile, tanto più con l’avvicinarsi del decisivo voto sul bilancio preventivo dell’Amministrazione Ruggiano.
L’intervento dell’esponente socialista appare finemente cesellato dal punto di vista politico, privo di annunci clamorosi ma con passaggi che delineano come – per dirla con una celebre frase pronunciata al congresso di Rimini nel marzo del 1990 da Craxi, al quale Pizzichini stesso si richiama nel suo sofferto documento – “possono non essere chiari i tempi ma non le rotte e gli approdi“.
Questo il testo diffuso poco fa da Pizzichini, all’indomani di una delle sue giornate più intense e dopo una notte che deve avergli portato consiglio.
Ci limitiamo a riportarlo tal quale, limitandoci ad evidenziare alcuni degli stralci a nostro avviso più significativi…
“In questi mesi, troppo spesso, sono stato coinvolto in vicende politiche senza averne né merito né volontà, a volte con la percezione che dietro tante parole ci fosse l’unico intento di danneggiare me e ciò che rappresento, cucendomi addosso un’immagine che certo non mi appartiene.
Tali atteggiamenti svelano amaramente la povertà di una politica sempre più sprovvista di un progetto ed autoreferenziale, incapace di comprendere, ancora oggi, quanto la società rifiuti tale vecchia impostazione e chieda invece, sempre più risposte ai tanti problemi che attanagliano il Paese.
Le riflessioni cui sono giunto dopo mesi di difficoltà, dopo essermi accollato la responsabilità di rappresentare al meglio un ruolo delicato e fondamentale come quello di Presidente del Consiglio comunale in una situazione tutt’altro che facile, partono da alcuni presupposti per me irrinunciabili e che condizionano il ragionamento che ne segue.
Ho sempre ritenuto, e con tali convinzioni ho iniziato ad occuparmi di politica, che nel nostro Paese a cavallo fra gli anni ‘70 e gli anni ‘80 fosse maturata una delle esperienze più importanti della nostra storia Repubblicana, che per me è e continua ad essere il socialismo liberale e riformista di Bettino Craxi.
Con tale modello ho amato in questi anni confrontarmi, ai margini di una storia tutta italiana che sappiamo a quale ruolo abbia relegato quell’esperienza ed il suo leader.
Le dinamiche nazionali e l’atteggiamento di una certa politica nei confronti dei socialisti hanno dimostrato come sullo sfondo rimanesse un atteggiamento quasi di sopportazione, soprattutto in certa parte della sinistra, di quel modello e di chi lo ha con coraggio, orgoglio e fatica rappresentato in questi anni.
Le vicende che hanno accompagnato in questi ultimi intensi mesi i socialisti di Todi hanno soltanto anticipato una situazione che è matura in molte altre realtà, e che, come era prevedibile, ha trovato in queste elezioni politiche e nell’isolamento del Partito Socialista la sua cartina di tornasole.
Mi preme ricordare, non per fare polemica, ma per amore di verità come ai socialisti, prima forza del comune di Todi alle elezioni del 2002, non sia stato consentito di esprimere un candidato sindaco che per autorevolezza, capacità e passione aveva tutti i presupposti per partecipare alla competizione elettorale.
Ricordo che all’indomani della sconfitta del centro-sinistra ai socialisti è stata imputata la colpa principale con la dura e numericamente insostenibile polemica sul voto incrociato.
Ricordo come ai socialisti sia stato impedito di indicare a ruolo di Presidente del Consiglio la figura di chi, non socialista tra l’altro, meglio di tutti avrebbe saputo interpretare tale ruolo con autorevolezza ed esperienza, producendo da qui la mia tanto contestata, quanto non cercata, elezione.
Ricordo che fui l’unico consigliere del centro-sinistra a non conoscere un documento di auto-tutela dei miei colleghi legato ad una presunta non legittimità della mia elezione a Presidente.
Ricordo infine quanto sia stato stigmatizzato il comportamento del sottoscritto e di un altro collega del centro-sinistra nel momento in cui, legittimamente, si sono prese posizioni diverse dal resto della coalizione su singoli atti in Consiglio comunale.
In questi mesi ho inteso svolgere al meglio il ruolo e le funzioni di Presidente del Consiglio, considerando opportuno e costante il rapporto con la conferenza dei capigruppo, dalla quale sono discese tutte le indicazioni su cui in questi mesi ho convocato e condotto i Consigli comunali, senza aver su ciò fatto mai scelte autonome che pure mi competono.
Dall’altra parte, sul piano politico, ho semplicemente difeso e rivendicato l’autonomia e la dignità storica e politica di chi rappresentavo.
Tale atteggiamento, evidentemente non compreso da qualcuno, ha permesso a chiunque di fare forzature che nel mio interesse personale, e nel rispetto della città non posso più accettare.
Un’esperienza politica non si difende nascondendosi dietro una sigla ma agendo nel solco delle idee e dei valori che ad essa si ispirano.
Nel rispetto del ruolo che rivesto e che deve essere a garanzia di tutti, nel rispetto di una città che non può subire gli effetti negativi di una guerra politica fine a se stessa, ma che ha bisogno di un forte rilancio per affrontare le sfide che l’aspettano, rispondendo alle istanze di rinnovamento e cambiamento che la città ha lanciato a tutte le forze politiche, ribadisco il mio impegno a perseguire responsabilmente e autonomamente tali obiettivi, come fatto sino ad oggi, nell’interesse unico e irrinunciabile di Todi e dei suoi cittadini”.
Fin qui l’articolato ragionamento di Floriano Pizzichini. E’ quanto nel centrodestra si stava aspettando, oppure la dichiarazione non sarà ritenuta sufficientemente esplicita?
La tattica di avvicinamento per piccoli passi è il frutto di un’abile strategia finalizzata a costruire “l’approdo” o invece serve per non tagliarsi ancora tutti i ponti alle spalle e mantenere comunque per il futuro le mani libere?
E come verrà accolta la dichiarazione del presidente del Consiglio all’interno del centrosinistra, dove da due giorni l’aria è tesissima, con il Partito Democratico di nuovo con i nervi a fior di pelle verso l’intero mondo socialista, per alcuni reo di aver tenuto il gioco che va ora palesandosi?
Quel che ormai è chiaro è che il voto di Pizzichini a favore del bilancio preventivo ci sarà. E per Ruggiano, almeno per il momento, non è poco.










