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Gli effetti benefici dell'immersione sono stati riscontrati da un esperimento scientifico condotto dal'Università "Cattolica" di Roma

Invece di passare dallo specialista di chirurgia plastica per ridurre rughe e cicatrici sarebbe meglio vivere sott’acqua, dove si può stare, almeno, per due settimane.
È quanto emerge dal ‘Progetto Abissi’, uno studio svolto da un’equipe di specialisti dell’Università “Cattolica” di Roma per conoscere quali sono gli effetti sull’organismo di un’immersione prolungata.
Per 14 giorni sei subacquei professionisti si sono immersi nelle acque di Ponza, a inizio settembre 2007, e dai risultati è emerso che, al termine dell’impresa, le rughe dei protagonisti erano diminuite, così come le cicatrici, visibilmente ‘appianate’.
La vita negli abissi è difficile, ma non impossibile. I sei atleti sono riusciti a vivere senza grandi problemi riuscendo a gestire le esigenze fisiche e alimentari, ma una missione che sfondi il muro dei 14 giorni potrebbe portare anche al rischio di anemia.
Anche vista e udito, fanno sapere gli organizzatori, potrebbero avere danni da un’immersione prolungata
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