L’Italia mantiene le proprie posizioni con una quota sul mercato mondiale del vino che è rimasta invariata: il 18% dell’export mondiale 10 anni fa, il 18% oggi.
Meglio della Francia, che passa dal 42% al 35%, e favorisce soprattutto l’Australia (9%) assieme alla new wave produttiva (Cile, Usa, Sud Africa, Nuova Zelanda), la cui quota passa dall’11 al 22%.
Ciò che cambia per l’Italia, e di molto, è invece – prosegue la nota – il valore dell’export, la cui crescita è stata esponenziale grazie alla produzione di qualità e all’affermazione del proprio brand: negli ultimi 12 anni l’export è praticamente raddoppiato e il valore del 2007 si è attestato sui 3,4 miliardi di euro.
- Redazione
- 16 Aprile 2008










