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Una ricerca avrebbe identificato una proteina responsabile della degenerazione: è la stessa responsabile della "gotta" che ha già una cura sintomatica

La notizia viene dalla Svizzera e se si dimostrasse fondata e praticabile darebbe una speranza ai tanti che temono per le esposizioni all’amianto.
Ricerche condotte a Losanna dimostrerebbero che il fatto di bloccare preventivamente una molecola (interleuchina-1) nelle persone che hanno subìto un’esposizione all’amianto impedisce lo sviluppo di infiammazioni e di tumori consecutivi.
Lo studio è pubblicato dalla prestigiosa rivista “Science” ed il suo autore, il professore Jurg Tschopp, ha dietro di sé una storia di successi scientifici: aveva già identificato nel 2002 una molecola infiammatoria la cui produzione eccessiva provoca la gotta.
Grazie a questa scoperta scientifica si è arrivati ai medicinali attuali contro la gotta, la cui azione consiste a bloccare l’interleuchina-1 , eliminano i sintomi in soli due giorni.
Ora il ricercatore ha dimostrato che il meccanismo relativo alle fibre di amianto ed a altre particelle pericolose per l’organismo umano è simile, in quanto l’interleuchina-1 favorisce dopo svariati anni lo sviluppo di una fibrosi polmonare o di un mesotelioma, il cancro incurabile provocato dall’amianto.

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