Sarà il successo del centrodestra alle ultime Politiche, saranno le voci sempre più insistenti sulla disponibilità di una maggioranza consilare che finora non c’era: sta di fatto che l’Antonino Ruggiano che accetta l’intervista per parlare del bilancio preventivo si mostra più sicuro che mai, quasi ribaldo. A tratti sembra quasi che l’ormai famoso “sorriso sulle labbra” faccia fatica per non trasformarsi in una risata sardonica…
Quando manca ormai una manciata di ore al Consiglio comunale chiamato ad approvare il bilancio preventivo 2008, il sindaco di Todi scende in campo con tutto il suo peso e la sua grinta, come se si trattasse di una sorta di prova generale prima di andare in scena, venerdì sera, nella più austera sala dei palazzi municipali.
Ruggiano non solo non mostra dubbi di sorta sull’impostazione della manovra e sull’attività amministrativa finora svolta, ma sveste i panni “deamicisiani” usati in altre occasioni ed affonda senza pietà la spada nelle carni lacerate dell’opposizione. La battaglia finale è cominciata…
– Dovendo enucleare su tutti tre elementi distintivi e qualificanti del bilancio preventivo quali indicherebbe?
“Il bilancio preventivo che abbiamo ideato è un bilancio molto severo. Come tutte le manovre di bilancio non è facile estrapolare solo tre tratti caratterizzanti, ma se dovessimo sforzarci di trovare una sintesi direi che i tre elementi sono: la fortissima riduzione delle spese correnti (canoni di affitto/locazione e retribuzione del personale su tutto); la assoluta invarianza fiscale (con la previsione di nessun aumento delle aliquote fiscali e l’applicazione della detrazione dell’ICI); la forte spinta per gli investimenti pubblici (con le numerose opere pubbliche previste) e per i servizi alle persone (con l’aumento di tutte le prestazioni a favore delle fasce disagiate della popolazione, a partire dagli anziani e dai più deboli)”.
– Vi sono sicuramente delle cose “rimaste” fuori: quali sono quelle che con più fatica si sono dovute sacrificare?
“Non credo che ci siano cose che “sono rimaste fuori”… è un bilancio di promozione e sviluppo, che ci darà grandissime soddisfazioni. Si può far sempre meglio ma vedrete che Todi è una città che è già ripartita e il sereno è davanti a noi”.
– L’opposizione lamenta l’assenza di un qualsiasi coinvolgimento ed anzi un attacco in sede di relazione alla gestione precedente: è utile cercare lo scontro ad ogni costo?
“L’opposizione fa bene a lamentarsi… è il suo dovere, ma dovrebbe dire le cose come stanno. Il coinvolgimento non bisogna chiederlo per fare solo polemiche strumentali, basterebbe lavorare per la città tutti insieme, ma sembra che sia una cosa che con questa sinistra sia proprio impossibile. La proposta di bilancio è a disposizione dai primi di marzo, ma, né io né l’assessore con delega al bilancio ha mai ricevuto alcuna richiesta di convocazione della Commissione consiliare apposita. Eppure, i consiglieri di centrosinistra avrebbero potuto chiedere che venisse fatto un confronto serio e responsabile, invece di continuare a usare la tattica della delegittimazione e della falsificazione della verità. È evidente che non avevano nessun interesse a mettersi intorno ad un tavolo per discutere in positivo. Per il resto, per la prima volta nella storia di questa città, la proposta di bilancio è stata confrontata con tutte le parti sociali, a partire dai sindacati e dalle associazioni di categoria, per arrivare ai rappresentanti di tutte le frazioni”.
– Tra le critiche più dure c’è quella della mancanza di una progettualità futura e della capacità di reperimento di nuove risorse: cosa risponde?
“Questo si vedrà. Abbiamo ricevuto una Todi morta sotto tutti i punti di vista ed abbiamo dato una forte scossa, sbloccando decine e decine di progetti e di realizzazioni che erano ferme ed incrostate da troppo tempo (si veda, ma solo per fare qualche esempio, il Contratto di Quartiere, la nuova Zona Industriale, i lavori del Palazzo di Via del Monte, la viabilità della vecchia Zona Industriale; lo sviluppo dell’area Industriale di Pantalla, il nuovo Ospedale, i Piani urbani Complessi, la definitiva sistemazione del versante Ovest della città, la Pista di Atletica, la fognatura di Pian di San Martino, il completamento dei lavori di Izzalini, l’Acquedotto di Camerata, la Strada della Torriola, la sistemazione del Tever Morto, la zona verde di Collevalenza, le bacheche in tutte le frazioni, le luci dei Giardinetti, la sistemazione dei Portici Comunali, i dossi stradali nei punti nevralgici della città). Tralascio la parte relativa alla organizzazione di eventi, perché rischieremmo di scrivere cento pagine…”.
– Tanto ormai ha iniziato, dica pure…
“Mi permetto soltanto di far rilevare come sia stata organizzata la Rassegna Antiquaria e gli Internazionali di Tennis. Per quest’anno avremo una edizione straordinaria del Todi Arte Festival, Tipico e Dop Art, Gran Premio Italiano Mongolfieristico, “Un’ estate fa” (con i concerti in Piazza), TodiNotte, Umbria Music Fest, la seconda edizione degli Internazionali e Agriturismi a Porte Aperte, nonché la nascita di nuovi eventi come “TodinFiore”, Raduno Internazionale delle Bugatti in Umbria, la semifinale nazionale di Miss Teenager, il “Todisport 2008” Festival dello Sport e del Tempo Libero, Il Progetto Scuola Federale “L’Atletica va a Scuola” che avrà come testimonial la campionessa Sara Simeoni… soltanto per citarne alcuni”.
– Non è che prima ci fosse proprio il deserto, non crede?
“Certamente, se la sinistra fosse stata al posto nostro, avrebbe fatto diversamente. Come ha dimostrato il Governo Prodi, avrebbe cominciato a dire una serie infinita di NO ai progetti in corso, bloccando tutto e tutti. Noi non siamo così. Noi non guardiamo a chi realizza i progetti, a chi guadagna o a chi è favorito da questa o quella realizzazione. Per noi tutti i cittadini sono uguali e tutti i progetti, se portano sviluppo e benessere, sono bene accetti. La Todi del futuro dovrà crescere così, unita e solidale”.
– Se il bilancio verrà approvato in tanti si aspettano l’avvio di una “fase due”: ritiene anche Lei che a quasi un anno dall’insediamento ci sia bisogno di un colpo d’ala?
“Certamente se Todi approverà questo bilancio, saranno più evidenti i frutti del grandissimo lavoro svolto.
Solo per garbo nei confronti di chi ha proposto dei progetti non posso ancora anticiparli, ma vedrete che Todi fiorirà entro pochi mesi”.
– Ritiene che la riorganizzazione del personale comunale sia per ora completata o c’è da attendersi altri cambiamenti?
“Non abbiamo proceduto alla riorganizzazione del personale comunale, quanto ad una razionalizzazione della organizzazione interna, senza tagliare nessun posto di lavoro. Le modifiche sono state evidenti, ma non credo si possa dire che siano terminate qui. Non abbiamo degli schemi rigidi e la proposta di riorganizzazione è temporanea, in attesa che venga verificata la efficacia e la efficienza dello schema.
Se avremo avuto ragione e se i fatti, come sembra, ci daranno ragione, continueremo a verificare le circostanze e ad adeguare la “macchina comunale” alle varie esigenze che dovessero verificarsi.
Il nostro sogno è uno schema fluido, elastico, duttile che sappia rispondere alle sfide della “clientela” (cioè i cittadini) al massimo delle proprie possibilità. La situazione ottocentesca del “posto fisso” ed immutabile nei decenni non può essere la risposta della Pubblica Amministrazione alle sfide del nuovo secolo.
Abbiamo dipendenti professionalmente qualificati, entusiasti, capaci di apprendere e di migliorare giorno dopo giorno e, con loro e grazie a loro, sapremo dare un volto nuovo al Comune di Todi”.
– In alcuni ambienti si spinge per il settimo assessore, ritenendo che potrebbe dare sprint ad una Giunta composta da professionisti e quindi anche altrimenti impegnati. Arriverà?
“La Giunta è composta da persone serie, competenti e preparate. Non ha, in tal senso, alcun bisogno di sprint, perché se lo dà da sola e in abbondanza. Se avremo la esigenza di un settimo assessore, la questione verrà verificata non serenità e senza schemi preconcetti. Non c’è alcuna chiusura in tal senso, dovrà essere, però, la conseguenza di una esigenza di efficienza amministrativa, non la spartizione di un posto di (presunto) potere. Quei tempi, a Todi, sono finiti per sempre“.
– Continuano a girare voci secondo le quali Lei sarebbe stato felice di cadere sul bilancio per poter tornare a tempo pieno alla sua vita di avvocato: da dove e perché circolano queste voci?
“Io, nella mia vita, non sono mai stato felice di cadere da nessuna parte. Non affronto questa esperienza per cadere di qua o di là. È vero che non manifesto disperazione o piango a destra o sinistra alle minacce di chi vorrebbe “farmi cadere”. Abbiamo già vissuto l’esperienza di chi ha accettato qualsiasi compromesso e qualsiasi stortura, pur di mantenere la poltrona. Io non sono così”.
– D’accordo, ma…
“No, mi lasci finire. Lavoro e mi impegno, quotidianamente, per il bene della città, ma non sono disposto a fare “intrugli” per mantenere la mia posizione. Finché i cittadini saranno contenti di me e della mia squadra, allora le cose procederanno per bene, quando non saremo più bene accetti saremo disposti a farci da parte sempre per il bene della città. Credo che questo arriverà fra qualche anno (circa nove e mezzo) e non domani o dopodomani, ma guardiamo, in ogni caso, al futuro sereni e contenti, con il sorriso sulle labbra, anche se a qualcuno potrà sembrare indigesto”.









