Più della metà degli avvisi di garanzia emessi sono stati consegnati nella regione: coinvolte anche quattro ditte di trasporti e cinque industrie di trasformazione del prodotto
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Era proprio Perugia il centro di ideazione del meccanismo per truffare i contributi europei legati alla produzione del tabacco.
Non a caso ben 43 degli 80 avvisi di garanzia emessi ieri sono stati consegnati proprio nel capoluogo dell’Umbria: gli altri hanno toccato la provincia di Terni (uno) e quelle di Varese, Verona, Firenze, Siena, Arezzo, Terni, Teramo, Roma, Latina, Potenza, Matera, Caserta, Benevento e Lecce.
L’indagine – nome in codice “Gosth Tobac (tabacco fantasta) – vede coinvolte 4 ditte di trasporti, 5 industrie di trasformazione, 12 componenti cooperative di trasformazione e 8 tecnici “incaricati di pubblico servizio” che attestavano il falso, ovvero la commercializzazione di 900 mila chilogrammi di tabacco in realtà mai prodotto e per il quale sono stati però percepiti 3 milioni di euro di aiuti comunitari alla produzione.
I carabinieri del nucleo delle Politiche Agricole e Alimentari, grazie a controlli effettuati sia in Italia che all’estero su vendite sospette, hanno scoperto, insieme all’Ufficio Comunitario competente (OLAF), che si trattava di operazioni inesistenti che sfuggivano anche al pagamento dell’Iva.
La principale società estera che acquistava fittiziamente il tabacco era un’impresa commerciale austriaca con sede a Vienna, il cui amministratore unico era funzionario pubblico dell’ente erogatore.
Il “tabacco fantasma” (in alcuni casi mai prodotto, in altri moltiplicato in vari passaggi) veniva venduto anche in Russia, Francia, Austria, Belgio, Lussemburgo e Romania.
Degli 80 avvisi emessi una quindicina contestano il reato di associazione a delinquere, mentre per gli altri si parla di truffa ai danni dell’Unione Europea.
A carico di tutti gli indagati sono stati attivati i procedimenti amministrativi per il recupero delle somme indebitamente percepite e quelli sanzionatori, che complessivamente ammonteranno a circa 20 milioni di euro, oltre ovviamente a verifiche volte a togliere i diritti di aiuto comunitario alle imprese produttrici

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