L'esperimento ha utilizzato un fascio laser ad alta potenza

Gli scienziati non hanno ancora sviluppato una fantasia paragonabile con quella de “iltamtam.it” che ha pensato di utilizzare il laser per produrre elettricità dalla Luna, ma si stanno avvicinando.
Un gruppo di ricercatori europei, dopo trenta anni che se ne parlava inutilmente, ha scatenato l’attività elettrica in una coltre nuvolosa, cioè fulmini, innescandola per la prima volta con un fascio laser ad alta potenza.
I ricercatori si sono portati sulla cima del South Baldy Peak durante il passaggio di una imponente perturbazione, da dove hanno lanciato una serie di impulsi ad alta energia che hanno creato nelle nubi filamenti di plasma che hanno funzionato da conduttori dell’elettricità, innescando così una notevole attività elettrica.
Di fatto quelli creati sono stati classificati dai ricercatori solo come “precursori” dei fulmini, che non sono giunti fino a terra, perché la durata di vita dei filamenti di plasma era troppo breve.
Ora, riprogrammando il laser e utilizzando sequenze di impulsi più complesse, cercheranno di creare filamenti di durata più lunga, tali provocare la formazione di veri e propri fulmini.
La possibilità di provocare fulmini è importante sia per la ricerca di base, sia per quella applicativa, consentendo di studiare i loro meccanismi di innesco, con ricadute sulla possibilità di valutare e testare la sensibilità ai lampi di aeroplani e infrastrutture come le linee elettriche.

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