In Umbria nel primo trimestre dell'anno non c'è stata la sperata crescita delle donazioni nè da nuovi iscritti all'Avis nè da quelli abituali

Una regione, come l’Umbria, che è stata per anni ai vertici nazionali per le donazioni di sangue rischia di entrare presto “in emergenza”.
C’è carenza di sangue nei servizi immunotrasfusionali della regione, con particolare riferimento a quello dell’ospedale della Misericordia di Perugia.
“Occorre un impegno di tutti – è l’appello dell’Avis – per costruire e mantenere un così necessario patrimonio sociale e risorsa insostituibile”.
Un appello particolare l’Avis lo rivolge ai propri iscritti, invitandoli a donare almeno due volte l’anno.

Nelle due principali città dell’Umbria, Perugia e Terni, l’indice donazioni/popolazione è già notevolmente sotto la media regionale e delle rispettive province.
Infatti, mentre nella città di Perugia tale indice è pari a 3% e nella città di Terni è dell’1,9%, in Umbria le donazioni Avis sono 4,3 ogni 100 abitanti, nella provincia di Perugia sono 4,9 in quella di Terni 2,6.
Sembra quasi che i cittadini dei due capoluoghi provinciali, sempre così pronti a difendere i loro servizi sanitari contro le richieste di piccoli centri della regione, poi alla fine intendano usufruire solo dei vantaggi e poco si impegnino per una problema così importante.
Ma in tutta la regione i dati non sono confortanti: nel primo trimestre 2008 non c’è stata alcuna crescita.

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