Auspicabile la pronta individuazione da parte delle forze dell’ordine dei responsabili dell'atto ed una presa di distanza da parte del politico “parlamentare”

Nella frazione di Ponte San Giovanni di Perugia da tempo esiste, all’incrocio con la strada per Torgiano e Collestrada, sotto il livello stradale della E45, un centro sociale che, a quel che risulta, ha il solo torto di qualificarsi quale è, con i graffiti sulle sue mura esterne.
Intorno solo aree industriali e di commercio all’ingrosso deserte nella giornata domenicale. Nessun motivo di contestazione da parte del vicinato dunque, anche perché gli abituali frequentatori del Centro sembra prediligessero più gli aspetti culturali che quelli della contestazione violenta.
Ma questa relativa tranquillità della zona non ha messo il centro sociale al riparo da una incursione che, più che per il fatto in sé, preoccupa perché interviene in un momento in cui, per motivi opposti, le ali extraparlamentari dello schieramento politico sono coi “nervi scoperti” e potrebbe esserci chi di questo nervosismo vorrebbe approfittare.

La “provocazione” (per chi, privo di argomenti da contrapporre se non la violenza, la voglia ritenere tale) parrebbe essere stata la proiezione del film NaziRock, che documenta le strette relazioni tra destra istituzionale e gruppi di estrema destra nazifascista.
Nel documentario si evidenzia il tentativo di strumentalizzazione del disagio delle nuove generazioni da parte di vecchi e conosciuti esponenti dell’estrema destra (stragisti e attentatori).
Il film è stato escluso dai circuiti cinematografici tradizionali ovviamente molto più attenti agli incassi che non ai contenuti, ma alla proiezione e alla discussione del film con il regista avrebbero partecipato, con attenzione ed interesse, circa 150 persone. In seguito al dibattito, terminato intorno alle 24, c’è stato un concerto di musica “Oi!” che ha visto ugualmente una grossa partecipazione.

Tutto ciò non è stato bene ad un gruppetto di 4 persone, che alle 7 di domenica mattina, ha preso di mira il centro sociale ex mattatoio di Ponte San Giovanni di Perugia, danneggiandone le vetrate e accanendosi, nella loro opera di distruzione, contro un camper parcheggiato nel piazzale e nel quale stava dormendo il proprietario.
C’è da augurarsi che l’ episodio non abbia un seguito: sia in conseguenza di un auspicabile pronta scoperta, da parte delle forze dell’ordine, dei responsabili, sia dall’augurabile “freddezza di nervi” da parte dei supporter delle vittime, anche se non dovesse venire dal mondo politico “parlamentare” e non quella immediata presa di distanza da metodi violenti e facinorosi, ma che la società reale umbra, al di là di qualsiasi orientamento, si aspetta unitamente alla rapida individuazione dei “quattro” di turno.

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