Rischiano grosso coloro che sul terrazzo o sul giardino di casa dovessero ospitare qualche piantina di canapa indiana, magari trasportata dagli uccelli o dal vento.
Nonostante il parere contrario del Procuratore Generale, la Cassazione a Sezioni Unite ha sentenziato che costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività di coltivazione non autorizzata. Ovviamente il divieto vale, a maggior ragione, anche per chi la coltivazione la facesse intenzionalmente per uso personale.
Occorrerà vedere le motivazioni della sentenza, ma la “massima” di diritto è contenuta in una nota diffusa dalle Sezioni unite penali della Cassazione in una sintetica informazione provvisoria sulla Camera di consiglio che si è da poco conclusa sotto la presidenza del Primo presidente Vincenzo Carbone.
Resta ora da capire se ci sia lo spazio per il rilascio di “autorizzazioni”, come la sentenza sembra adombrare, prefigurando una specie di “concessione” statale.
- Redazione
- 24 Aprile 2008








