Per la Corte di Cassazione è “evidente ed indiscutibile” la partecipazione di Rudy Guede all’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa lo scorso novembre a Perugia.
A questa conclusione sono arrivati i supremi giudici nella sentenza depositata oggi, nella quale spiegano perché, all’inizio del mese, hanno confermato la custodia in carcere per l’ivoriano indagato per violenza sessuale e omicidio volontario aggravato insieme all’americana Amanda Knox e al pugliese Raffaele Sollecito.
Per la Corte di Cassazione, Guede ha preso parte ‘coscientemente e volontariamente all’azione omicidiaria’, visto che dalle sue stesse dichiarazioni si apprende che era presente nell’appartamento della vittima “prima, durante e dopo l’omicidio”.
Con la studentessa inglese, inoltre – fanno notare i giudici – il giovane si era intrattenuto anche “con rapporti sessuali incompleti” per i quali non è stato possibile stabilire se ci sia stato consenso o meno.
In ogni caso, viene sottolineato, non è fondamentale che sia già stabilito se Guede abbia partecipato al delitto “come autore o coautore materiale, mandante o istigatore”, ma che come detto vi abbia preso parte, motivo sufficiente a rendere legittima la prosecuzione della sua carcerazione cautelare.
La Cassazione ha evidenziato anche che l’ivoriano ha reso “dichiarazioni indiscutibilmente false” (quelle nelle quali raccontava che uno sconosciuto sarebbe entrato nell’abitazione mentre lui era in bagno, uccidendo la Kercher), elemento questo che “aggrava gli indizi a suo carico”, visto che fornire agli inquirenti un alibi falso costituisce per la legge un altro “indiscutibile indizio di colpevolezza”.
- Redazione
- 29 Aprile 2008










