Un libro che è un viaggio nell’universo televisivo italiano – tecnologia, generi, ruoli e vincoli legislativi – costruito con la tecnica dell’inchiesta giornalistica da Alvaro Fiorucci, uno dei decani dell’informazione in Umbria, firma del TG3 regionale e corrispondente del quotidiano “Repubblica”, nonchè presidente Associazione Stampa Umbra.
“Fuorionda – genesi, cronologia e analisi della questione radiotelevisiva italiana”, già da alcune settimane in libreria, sarà protagonista di una nuova presentazione sabato 3 maggio, alle ore 17, al Teatro Morlacchi di Perugia. Insieme all’autore, a dibattere di televisione (e più in generale di informazione), ci saranno il giornalista Lamberto Sposini, il massmediologo Paolo Mancini e il consigliere del Corecom Umbria Valentino Filippetti.
Lo scenario viene rappresentato “come un binario costituito dalle rotaie della scienza e del prodotto il cui tragitto – è scritto nella nota di presentazione – è segnato dalla norma o, molto più incisivamente, dall’assenza di regole adeguate certe e condivise. Anzi, le leggi che dovrebbero accompagnare la strutturazione di un sistema avanzato di comunicazione al servizio dei cittadini – affonda Fiorucci – sembrano arrivare puntualmente in ritardo rispetto allo status quo che si autodetermina, nelle diverse fasi storiche del nostro Paese, seguendo altre logiche: quelle del potere economico, finanziario e politico”.
Durante il viaggio in “Fuorionda” si incontrano studiosi, analisti, esperti, ricercatori: da Umberto Eco a Jean-Luis Missika, da Wolfgang Achtner ad Aldo Grasso, da Marco Travaglio a Norma Rangeri, i cui contributi sono spesso inseriti nel testo come se gli scritti fossero il contenuto di interviste che l’autore ha raccolto «sul campo».
“Arrivato alla stazione dei giorni nostri – scrive Alvaro Fiorucci – il convoglio televisivo è sempre pieno di passeggeri: ma sono passeggeri sempre più disorientati perché non sanno cosa troveranno al prossimo scalo”.










