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Di fatto il Consiglio di Palazzo Cesaroni si è espresso, contrari soli i Verdi, a favore della trasformazione della E 45, ma restano dei nodi: quanti e dove i caselli di ingresso e chi la pagherà se il traffico pesante non la percorrerà più

Anche se c’è qualcuno che spera ancora di evitarla e si affida con superstizione al numero, 17, dei voti ottenuti a favore della proposta di trasformare la E 45 in autostrada, la cosa ha fatto un decisivo passo avanti nel Consiglio regionale dell’Umbria, che ha approvato a maggioranza (17 sì e 6 no) la  mozione del centrosinistra (Pd, Pdci, Sdi e Prc) sulla E 45.

Tra quelli che sperano, il consigliere dei Verdi e Civici, che ha dichiarato il proprio voto
contrario alle mozioni, precisando però di condividere la parte del documento del centrosinistra che sollecita la messa in sicurezza dell’arteria, ma che nella maggioranza attuale di palazzo Cesaroni ormai è completamente isolato come da lui stesso ammesso: “Dopo il risultato delle ultime elezioni politiche, le forze ambientaliste e del buon senso hanno meno possibilità di dare impulso alle proprie ragioni e alle proprie idee”.

Due le mozioni, oltre quella della maggioranza anche una della minoranza, con formulazioni diverse, chiedevano l’impegno del Governo sia per la messa in sicurezza, sia per la trasformazione della E 45 in autostrada.
Quindi il fatto che quella di minoranza sia stata respinta sembra solo una questione meramente “partitica” e non di sostanza.

La mozione dei consiglieri di maggioranza era firmata da Cintioli (Pd), Lupini (Prc), Carpinelli (PdCi) e Girolamini (Sdi) è stata presentata in Aula dal primo firmatario Giancarlo Cintioli (PD), che ha ricordato come l’atto vuole impegnare la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo nazionale affinché vengano aumentati gli stanziamenti per le manutenzioni stradali al fine di assicurare la sicurezza delle strade statali, con particolare riferimento alla E 45 e alla Flaminia, visto che l’Anas ha assegnato all’Umbria la somma di 23 milioni di euro, non sufficiente a tamponare la situazione poiché le stime del Governo regionale indicano che sono necessari dagli 80 ai 90 milioni di euro solamente per far fronte all’emergenza.
Inoltre la mozione chiede di sollecitare il Governo nazionale ad una verifica immediata delle risorse disponibili e della praticabilità della realizzazione degli interventi già definiti con l’intesa istituzionale del 1999 e gli accordi di programma quadro del 2002 e del 2004, ivi compreso la soluzione definitiva della E 45, attraverso un pieno coinvolgimento delle regioni interessate, anche alla luce di quanto dichiarato a più riprese dall’assessore regionale ai trasporti, Giuseppe Mascio, in merito alla trasformazione in autostrada della E 45, vale a dire che “tale progetto non è stato abbandonato, ma può essere ripresentato dall’Anas nell’immediato futuro”.

La mozione di minoranza è stata illustrata dal capogruppo Fiammetta Modena, la quale ha evidenziato che “si discute in Aula di questo argomento così importante con due anni di ritardo, durante i quali, praticamente, nulla è stato fatto per migliorare le condizioni della principale arteria stradale umbra.
“La nostra mozione – ha ricordato Modena – punta sulla trasformazione in autostrada, mentre negli intendimenti della maggioranza questo argomento non è mai stato considerato essenziale, solo che con queste prerogative il risultato è che la questione è stata presa alla leggera. Pertanto – ha concluso Modena – noi saremo i primi a sollecitare il nuovo Governo ad intervenire non solo per mettere in sicurezza la E 45, ma per portare a compimento un progetto di cui si discute da molti anni”.

Nel corso del dibattito si sono meglio precisate le posizioni delle componenti la maggioranza.
Roberto Carpinelli
(PDCI), non si è posto il quesito se la realizzazione di un’autostrada possa risultare alla fine inutile, perché il traffico pesante potrebbe, dovendo pagare il pedaggio, ritornare sulla A1 e si è concentrato sulla situazione attuale: “L’economia umbra è legata fortemente sul turismo e senza una ottimale rete stradale, ferroviaria e aeroportuale non potrà avere sviluppo. Sembra quasi che la nostra regione abbia un conto aperto con i governi del Paese, tant’è che fin dal 1964, grazie a Fanfani, venne deciso che l’Autostrada del Sole passasse in Toscana escludendo il territorio umbro. Anche allora si parlò di penalizzazione del territorio, proprio come oggi. La E 45, attualmente, ha il carico e il volume di traffico di un’autostrada, senza però garantire la sicurezza propria un’autostrada.”

Un po’ più sfumata la posizione del PRC che con Pavilio Lupini per il quale “la trasformazione della E 45 in autostrada costerebbe addirittura 12 miliardi di euro. All’Umbria serve la messa in sicurezza della E 45, se le risorse pubbliche sono sufficienti. Se invece si entra nell’ottica di una rete viaria nazionale e internazionale allora bisogna capire quali saranno i costi e le ricadute sui nostri territori. Un’autostrada con pochi caselli di accesso non servirebbe alla viabilità regionale che invece trarrebbe giovamento da un superstrada sicura e scorrevole”.

Per Ada Girolamini (SDI) non si può accettare “che la tutela dell’ambiente sia solo dire di no, quanto piuttosto trovare tecnologie idonee a rispettare sia l’ambiente che lo sviluppo, pur se richiedono costi più elevati. Infine, dato che le risorse sono un patrimonio sempre più limitato, il coinvolgimento dei privati è indispensabile – ha sostenuto Girolamini – anche se hanno i loro interessi, per cui servirà utilizzare lo strumento del project financing che garantisce la costruzione di interessi reciproci”. Girolamini ha poi posto l’accento sul trasporto merci, per il quale “è necessario sviluppare il trasporto su ferro – ha concluso – per cui servono investimenti e integrazione delle modalità di trasporto”.

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