Nuova speranza di salvezza del Fiume Topino nella pianura di Foligno. La sofferenza del fiume e di vecchia data: dagli anni ’50.
Allora venne autorizzato il prelievo dalle sue sorgenti per alimentare l’acquedotto che disseta Perugia.
Per assicurare la sopravvivenza del fiume nel periodo estivo fu prevista la costruzione di una diga in località Acciano a Nocera Umbra, nei pressi della sorgente.
Ma di questo “bacino di reintegro” per decenni non se ne parlò più, mentre i prelievi di acqua aumentarono a dismisura oltre i limiti stabiliti.
Poi negli anni Settanta, dopo una campagna di stampa della redazione folignate de “il Messaggero” ed il personale intervento dell’allora Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, Pietro Conti, si decise per la costruzione della diga.
Intanto iniziarono lunge vicende giudiziarie che portarono anche alla condanna del Presidente del Consorzio Acquedotti di Perugia per il “furto” dell’acqua.
La diga però venne realizzata senza un adeguato studio geologico per cui presto la portata del bacino, a rischio di frana come accadde nel Vajont, fu dimezzata. Il colpo di grazia lo diede il terremoto che consigliò lo svuotamento integrale del lago artificiale.
Ora l’assessore regionale Lamberto Bottini, dopo l’incontro con i rappresentanti dei territori comunali di Foligno, Nocera Umbra e Valtopina, ha annunciato che la diga di Acciano verrà rimessa in esercizio e sarà sviluppata la rete irrigua a servizio della Valle Umbra Sud.
E’ stato però concordato di abbassare il livello d’invaso dai circa un milione e 300 mila metri cubi previsti dal progetto iniziale ad 850 mila metri cubi. Sono previsti, inoltre, interventi per il recupero ambientale dell’area interessata.
Per risolvere i problemi ambientali e di portata dei corsi d’acqua, in particolare dei fiumi Topino e Clitunno, è stato deciso il prolungamento delle condotte irrigue provenienti dalla diga sul fiume Chiascio. Attualmente realizzate fino a Cannara, verranno estese fino al territorio di Foligno.
I relativi progetti esecutivi sono già stati approvati e finanziati con 35 milioni di euro, stanziati dal ministero per le politiche agricole.
“Determinante per accelerare i tempi di esecuzione – sottolinea Bottini – sarà la realizzazione del progetto di consolidamento del versante in frana della diga sul Chiascio, che la Regione ha posto all’attenzione del commissario delegato per l’emergenza idrica del dipartimento nazionale della Protezione civile, il quale ha riconosciuto l’importanza strategica dell’invaso per l’Umbria”.








