All’inizio erano i “vecchietti” che, circuiti o allettati da qualche centinaia di euro, si prestavano a sposarsi con extracomunitari al solo scopo di far ottenere il permesso di soggiorno al “finto” coniuge.
Adesso forse le difficoltà economiche spingono anche donne nel fiore della maturità ad offrirsi per una tale operazione.
Ma stavolta le uova nel paniere sono state rotte dalla polizia pochi minuti prima che un “finto” matrimonio venisse celebrato, con rito civile, nella sala consiliare di palazzo Spada a Terni.
Lo sposo ha dovuto fare, di tutta fretta, il viaggio da mancato sposo verso il paese d’origine dove è stato immediatamente rimpatriato con un volo partito da Fiumicino.
Denunciati i futuri sposi – lui un marocchino di 24 anni clandestino e lei una casalinga ternana di 42 anni con alcuni precedenti penali.
I testimoni e gli invitati sono stati fermati dagli agenti nell’atrio del palazzo municipale ed i primi sono stati denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Secondo l’Ufficio immigrazione della questura si sarebbe trattato di un matrimonio simulato, contro un corrispettivo di 5.000 euro, per far ottenere il permesso di soggiorno allo sposo, più volte espulso dall’ Italia e con precedenti per lo spaccio della droga.







