Secondo quanto sostenuto da un nuovo studio americano, pubblicato sul numero di giugno del ‘Journal of Public Economics’ e basato su dati governativi relativi all’85% delle contee statunitensi, tra l’eccesso di alcol alla guida e la diminuzione o la compressione del vizio fumo ci sarebbe una relazione.
Sempre che non si venga, tra qualche tempo, a scoprire che la ricerca è finanziata dalle industrie del tabacco, parrebbe che le leggi contro il fumo nei luoghi pubblici sarebbero indirettamente responsabili di un aumento degli incidenti stradali dovuti a guida in stato di ebbrezza.
Secondo la ricerca le città e gli Stati che hanno adottato politiche anti-fumo dal 2000 al 2005 hanno anche visto aumentare del 13% la percentuale di vittime di incidenti stradali causati da guida sotto l’effetto dell’alcol nell’anno successivo all’entrata in vigore della legge.
Per alcuni, non potendo più fumare nei bar e nei ristoranti, la gente berrebbe di più con conseguenze nefaste una volta che si mette al volante.
L’affermazione viene però da specialisti come Scott Adams, professore di economia dell’Università di Wisconsin-Milwaukee che ha condotto lo studio in collaborazione con l’economista Chad Cotti. E le conclusioni “psicologiche” di due esperti in materia del tutto diversa lasciano ampi margini al dubbio.
- Redazione
- 7 Maggio 2008










