La regione ha sottoscritto un protocollo di intesa per combattere l'abbandono di un rifiuto che è pericoloso per la salute e per l'ambiente

Parte dall’Umbria la campagna nazionale “A misura di Regione” per la raccolta ed il riciclo delle batterie al piombo esauste, un rifiuto altamente pericoloso per la salute e per l’ambiente. L’Umbria è infatti la prima regione italiana ad aver aderito alla campagna rivolta ai cittadini e promossa da Legambiente e Consorzio obbligatorio batterie esauste (COBAT).
L’iniziativa, avviata oggi con la firma di un protocollo d’intesa, si propone di contrastare l’abbandono indiscriminato di un rifiuto che può rilasciare in ambiente sostanze inquinanti come acido solforico e piombo.
Secondo il protocollo, Regione Umbria, UPI e ANCI Umbria sostengono la sottoscrizione di convenzioni tra Cobat, Comuni umbri e referenti territoriali per la realizzazione di un servizio gratuito per il ritiro ed il riciclo delle batterie al piombo esauste, conferite dai cittadini nelle stazioni ecologiche comunali.
Sono previste azioni di informazione e sensibilizzazione da parte dei soggetti firmatari e una edizione regionale del concorso “Comuni Ricicloni” di Legambiente.

L’accordo va ad aggiungersi a quello recentemente firmato dalla Regione Umbria con il CONAI e con il Comune di Terni per la raccolta degli imballaggi. Una esperienza pilota che a breve verrà estesa al Comune di Perugia e poi all’intero territorio regionale.
La Regione sta inoltre lavorando ad intese con la grande distribuzione per la collocazione di dispenser nelle strutture, così che i cittadini potranno acquistare alcuni prodotti, dal latte fresco al detersivo, all’acqua minerale, con ripercussioni positive da un punto di vista economico ed ambientale.
In collaborazione con le pro-loco si sta infine procedendo a far sì che tutte le feste e sagre in Umbria utilizzino materiale biodegradabile e procedano ad una corretta raccolta differenziata.

Tornando alle batterie, attualmente più di 4mila Comuni sono convenzionati con il Cobat. La rete garantisce un servizio gratuito di installazione di contenitori e di ritiro periodico delle batterie raccolte.
Il Cobat conta, infatti, su 90 raccoglitori incaricati che assicurano in tutte le regioni la raccolta ed invio a riciclo delle batterie esauste nei 7 impianti di trattamento.
Il ritiro gratuito interessa circa 59 mila produttori del rifiuto (elettrauto, centri di grandi distribuzione) con circa 141 mila ritiri effettuati ogni anno, pari a 200 mila tonnellate di batterie e circa 16 milioni di pezzi raccolti ed inviati a riciclo.
Il flusso viene monitorato in tempo reale attraverso un sistema informatico (SpyCob) che registra l’attività svolta da ciascuna azienda incaricata Cobat e che permette la tracciabilità del percorso delle batterie dalla produzione alla destinazione agli impianti di riciclaggio.

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