Di fronte ai tempi in cui una pratica burocratica normalmente viene smaltita, appena dieci giorni per presentare una domanda da parte degli aspiranti ad un incarico di consulenza sembrano proprio un adempimento sicuramente non fatto per cercare sul “mercato” il meglio disponibile.
Ma alla Provincia di Perugia sembra di aver fatto il giusto perché avrebbe risposto di no a chi chiedeva una proroga dei termini.
I consiglieri di minoranza hanno, infatti, riferito di aver presentato un ordine del giorno, nell’ultima seduta del Consiglio, per chiedere di prorogare i termini, “ma non è stato accettato dalla maggioranza per l’immediata discussione”.
Per la minoranza è necessario, invece, ridurre o azzerare le consulenze nella Provincia di Perugia. In una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il presidente della Commissione controllo e garanzia, Stefano Zuccarini (Fi), Edoardo Alunni (Fi), Giovanni Ruggiano (An) e Giampiero Panfili, vicepresidente del Consiglio provinciale (An), il capogruppo di Forza Italia, Ivo Fagiolari ha detto che i compensi sono molto alti e che nell’ente c’è chi può coprire quelle mansioni.
Il capogruppo di Fi – riferisce una nota della Provincia – ha ricordato che “da cinque anni l’ente ha quasi raddoppiato la dotazione di personale”.
Fagiolari ha poi citato il caso di due consulenze affidate nei settori urbanistica ed informatica per le quali le uniche due domande sarebbero state presentate da persone che già avevano incarichi di consulenza all’interno dell’ente, con compensi, rispettivamente, di circa 90 mila e 50 mila euro, per sei mesi.
- Redazione
- 12 Maggio 2008








