Nel 2006, in Italia, 325 chilogrammi di rifiuti per abitante sono stati smaltiti in discarica; circa 67 kg sono inceneriti, mentre solo un quarto del totale di rifiuti prodotti sono avviati a raccolta differenziata. I dati emergono dalle ”100 Statistiche per il Paese” rese note dall’Istat.
Il ricorso alla discarica, certamente la modalità meno virtuosa per smaltire i rifiuti, si è ridotto in Italia negli ultimi 5 anni (-13,6% rispetto ai 338,3 kg pro capite del 2002), ma si colloca ancora nel 2006 significativamente al di sopra della media europea.
L’Umbria è passata dai 368,6 kg pro capite del 2002 ai 412,2 kg del 2006 con un incremento notevole, pari al 43,6% e con questa progressione: 368,6 (2002); 409 (2003); 304,6 (2004); 367,1 (2005) e 412,2 nel 2006.
Anche se per l’Unione europea lo smaltimento tramite inceneritori è una buona prassi, non altrettanto sembrano ritenerlo gli umbri.
Per quanto riguarda la quota di rifiuti inceneriti, infatti, l’Italia nel 2006 con 67 kg pro capite si posiziona ancora molto al di sotto della media Ue (98 kg pro capite).
Dal 1999 al 2006 l’incenerimento ha subìto un aumento o è rimasto pressochè invariato in quasi tutte le regioni ad eccezione dell’Umbria (con decrementi di circa 10 kg pro capite) e del Trentino-Alto Adige (con andamento discontinuo di tale pratica di smaltimento).
Ancora più indietro in Italia è lo smaltimento attraverso la raccolta differenziata, attualmente al 25,8%, ben lontani dal 40% posto dal QSN come obiettivo del 2013.
Le regioni del Centro sono ancora piuttosto distanti dal raggiungimento dell’obiettivo, fatta eccezione per la Toscana che vi si sta lentamente avvicinando (31% nel 2006).
L’Umbria, in questo settore non ha raggiunto la media nazionale, ma mostra un’accelerazione. Infatti, viene raccolta in modo differenziato una quota di rifiuti pari al 24,5% (media nazionale 25,8%) ma l’incremento registrato nel periodo 2000 – 2006 è del 17,6%.
Tale incremento di quota della raccolta differenziata colloca l’Umbria al quinto posto, dopo Trentino Veneto Piemonte e Sardegna e ben al di sopra dell’incremento registrato a livello nazionale: 11,3%.
Per quanto riguarda infine il compostaggio dei rifiuti, l’Umbria con una quota del 16,5% nel 2006 è precipitata sotto la media nazionale (21,6%), che l’anno prima aveva superato col 22,7%.
Nonostante il crollo dell’ultimo anno la nostra regione fa registrare nel periodo 2000 – 2006 un aumento superiore a quello medio italiano (+4% contro 3,3%).









