L’originale “esperimento teatrale” che si terrà sabato nel Ristorante “I due papi” di Sismano, con la rappresentazione di un “giallo” di cui saranno protagonisti anche coloro che saranno presenti nel locale, andrà a rinnovare una antica tradizione, reale e non solo scenica, dell’antico castello, ove in passato non sono certo mancati episodi “gialli”, il cui ricordo contribuirà a rendere l’atmosfera giusta anche agli appassionati dal palato sottile.
Il paesino anticamente era indicato con i nomi di Susmano, Sosmano e Submano, forse derivanti dalla gens Sisimia.
È sovrastato da una grande rocca fortificata con due torri semicircolari, le cui origini risalgono al XI secolo e di cui la parte anticamente destinata a cantine e granai, ora utilizzata per l’attività di ristorazione, è parte integrante.
Nel 1324, nei dintorni si svolse una sanguinosa battaglia tra i todini ed i perugini, con i loro alleati.
Nel 1340 venne ulteriormente fortificato e fu al centro di contese tra gli Atti ed i Chiaravalle, famiglie del tuderte che combattevano per la supremazia.
Dal 1393 al 1500, vari eventi tragici si susseguirono, a partire dalla decapitazione di Catalano Atti; nel 1462 era proprietà di Matteo di Chiaravalle, solo nel 1500 Alessandro VI risolse la diatriba in favore degli Atti, signori di Todi.
Purtoppo, nel 1575, accadde un altro evento di sangue, con l’uccisione di Eleonora Atti da parte del marito Orso II Orsini.
Il castello, dal 1607, è di proprietà dei conti Corsini.









