Lettera-denuncia di un cittadino la cui casa dista appena 25 metri dal corso d'acqua e che ha già presentato degli esposti alle autorità competenti contro il perdurare di tale situazione

Sono ormai tre anni che, trasferito con la mia famiglia da Roma, vivo sulle rive del torrente Faena in un ex molino ristrutturato e da tale data ricevo regolarmente TamTam.
Vi ringrazio per questo, in quanto mi permettete con i Vostri articoli di conoscere le varie realtà locali che hanno delle notevolissime potenzialità paesaggistiche e turistiche, ma purtroppo anche il classico rovescio della medaglia.
In questo periodo ho notato che non avete mai parlato del torrente Faena: vivendoci accanto mi pregio di informare su quanto di negativo esiste in questa zona.
Questo corso d’acqua che, in mani sapienti potrebbe essere un autentico gioiello naturalistico, è invece, grazie alla fognatura comunale di Fratta Todina una autentica fogna a cielo aperto. Infatti i liquami provenienti dal centro della cittadina vengono raccolti in una fossa costruita sulla riva del torrente, in zona demaniale, e senza nessuna forma di depurazione scaricati nel Faena che, come saprete, è un affluente del Tevere.

Da sottolineare che di tutte le fogne esistenti a Fratta Todina (una decina disseminate nel territorio), questa che riversa nel torrente è la principale per portata, in quanto come detto raccoglie tutto il cosiddetto centro storico. E tutto questo avviene a 25 metri dalla mia casa, casa restaurata con tutte le licenze di costruzione che la legge richiede, sia in ambito comunale, sia regionale, sia provinciale e da ultimo, ma non per importanza, dei Beni ambientali.
Se tale situazione di per sé è già degna di un paese retrogrado, in estate, quando il torrente rimane all’asciutto la situazione diventa addirittura catastrofica, in quanto gli unici liquidi che scorrono nell’alveo del torrente sono i liquami, che scorrendo senza soluzione di continuità avvelenano le falde acquifere ed ammorbano l’aria con i loro miasmi maleodoranti e causando una proliferazione incontrollata di insetti.

Il Comune di Fratta Todina dall’ottobre 2004, data del mio arrivo, non ha mai provveduto neanche a far ripulire detta fogna, che passata in gestione ad Umbra Acque viene ripulita mensilmente, a partire dal giugno 2007. Purtroppo, al danno si è aggiunta la beffa, visto che la società nelle bollette per la fornitura idrica inserisce anche il canone di depurazione (operazione che non viene eseguita) ed il cui costo incide per circa il 30% del totale.
Della situazione abbiamo informato sia il Nucleo Ecologico dei Carabinieri, sia il Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato. Questi enti, prontamente intervenuti, hanno riscontrato l’effettiva gravità della situazione, trasmettendo i risultati delle indagini eseguite ai competenti uffici giudiziari.
Infine, ma non per importanza, rendo noto che per accedere alla Via del Molino senza rischiare incidenti ho dovuto, dopo varie domande inusitate, richiedere l’intervento della Procura della Repubblica che, dopo aver fatto un sopralluogo ha obbligato il Comune ad eseguire gli indispensabili ed elementari lavori per un accesso sicuro.
Parafrasando Lucrezio “Tantum religio potuti suadere malorum” posso dire: “A tali cose possono arrivare certi Comuni”.

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