Come da tradizione, San Venanzo ha festeggiato il patrono San Venanzio Martire, riproponendo le celebrazioni laiche e religiose che hanno avuto come prologo l’arrivo da Camerino della fiaccola accesa perennemente sulla tomba del Santo morto il 18 maggio.
Sabato, don Mario Rellini e Jeremy Joseph Kelly (Jerry per i parrocchiani), hanno celebrato la messa presso il “Traccio”, dove la leggenda narra che Venanzio, accompagnato da Porfirio, suo sacerdote e maestro, entrambi in fuga dalle persecuzioni ai cristiani, si fermarono per far bere il loro cavallo e, non trovando acqua, il giovane Venanzio fece miracolosamente sgorgare da un nudo sasso una fresca sorgente.
Vicino al paese vi è infatti una pietra detta “ciocco di San Venanzio”. Sulla pietra si nota l’impronta di uno zoccolo di cavallo ed una grande fessura dalla quale sgorga acqua perenne.
Il paese stava allora nascendo ed il popolo per devozione e ringraziamento al Santo che aveva operato dei miracoli gli mise il suo nome. Più tardi venne costruita la chiesa parrochiale che gli abitanti vollero dedicare a San Venanzio Martire.










