Quale futuro per le Comunità montane dell’Umbria e, in particolare, per quella del Monte Peglia? E’ il tema che ha fatto da sottofondo alla seduta del Consiglio comunitario dell’ente montano, svoltasi nei giorni scorsi a San Venanzo presso il centro congressi “La Serra”, alla quale ha preso parte, oltre a una nutrita rappresentanza dei sindaci dei Comuni membri, l’assessore regionale Vincenzo Riommi. Argomento all’ordine del giorno, appunto, “lo stato di attuazione della riforma del sistema delle Comunità Montane in Umbria alla luce della legge regionale 24/2007 e della legge finanziaria 2008″.
L’alta partecipazione, anche di gran parte del personale dipendente e di numerosi cittadini, è risultato un segnale di come il territorio guardi con attenzione all’iter procedurale che sta interessando l’Ente Montano per portarlo verso un processo di riforma che – secondo le parole dell’Assessore Riommi – lo renderà più snello, più moderno ma ugualmente efficiente e assolutamente a misura delle esigenze della popolazione che abita in zone marginali “montane” secondo un criterio non solo puramente altimetrico ma anche e soprattutto socio-economico.
Il presidente della Comunità Montana del Peglia, Giorgio Posti ha aperto la seduta tracciando in maniera sintetica la storia dell’ente, nato come ente di diritto pubblico e poi diventato una unione di Comuni, inizialmente impegnato soprattutto in opere di tipo silvicolturale per poi acquisire nel tempo funzioni di coordinamento e di ente capofila in progetti di sviluppo collettivo, quali ad esempio quella delle funzioni associate per i Comuni.
“Le comparazioni passato/presente – ha spiegato Posti – potrebbero continuare, ma ciò che risalta evidente è in generale il maggior peso politico acquisito nel tempo, grazie ai rapporti di stretta e reciproca collaborazione tenuti con i Comuni membri, grazie alle nuove funzioni e compiti assegnati, ad esempio, nel campo dei parchi e delle aree naturali protette, della bonifica, dello sviluppo del territorio in collaborazione con i GAL “Orvietano Trasimeno” e “Media Valle del Tevere”, della gestione di progetti innovativi come il cablaggio diffuso, grazie alla modernizzazione della struttura tecnico-amministrativa e di quella operativa”.
Nel suo intervento Riommi ha spiegato le novità introdotte dalla legge 24/2007 che riduce il numero delle Comunità Montane in Umbria da nove a cinque, con una sostanziale riduzione degli organi istituzionali, pur salvaguardando la permanenza sul territorio di una struttura efficace ed efficiente quale quella degli Enti Montani.
“Si tratta, in sostanza – ha spiegato l’assessore regionale – di ridefinire le perimetrazioni di queste nuove Comunità Montane per individuare aree geografiche unitarie sia morfologicamente che culturalmente e storicamente. La riforma – ha sottolineato Riommi – riguarderà anche la macchina amministrativa e il personale dipendente ma questo non deve creare allarmismi relativamente ai posti di lavoro”.
Riommi ha rivolto l’invito ai sindaci presenti al Consigli di svolgere un ruolo attivo e operativo collaborando con l’ente montano nell’individuazione dei perimetri di queste nuove aree montane.







