Soddisfazione dei responsabili della struttura di Fratta Todina per la manifestazione di domenica: tanta gente e rappresentanti istituzionali fianco a fianco sotto la pioggia coi disabili e le loro famiglie
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Grazie alla città di Todi per l’accoglienza e l’abbraccio che hanno riservato alle persone disabili e alle loro famiglie, riunite con gli operatori e tutte le persone amiche nella Camminata della Speranza che quest’anno s’è mossa da Collevalenza a Todi”. Così Giuseppe Antonucci ha commentato l’esito della manifestazione dedicata al Centro di cui è responsabile.
Domenica scorsa 18 maggio, il tempo inclemente non ha fermato il piccolo gregge che ha dato corpo all’edizione 2008 della “Camminata della Speranza”, promossa dal Centro di Fratta Todina e solitamente svolta tra la stessa Fratta e Marsciano.
A piedi e in gran parte sotto la pioggia, dalle 8.30 alle 12.30, uomini e donne, religiosi e laici, gente comune e persone impegnate nelle istituzioni o nell’attività politica hanno raggiunto il centro di Todi camminando a fianco di disabili, anche gravi, e dei loro familiari e amici. Efficiente il servizio d’ordine e l’organizzazione di tutti i presidi della sicurezza.

Tappa presso il Tempio della Consolazione da dove il gruppo in cammino è stato accompagnato dalla Banda Musicale “Pasquale Del Bianco” di Pantalla e dal gruppo dei Templari cattolici. All’arrivo in piazza del Popolo, riunione sotto i Portici comunali per il saluto delle autorità civili e celebrazione eucaristica in Duomo, officiata dal Vescovo Giovanni Scanavino. Infine pranzo al sacco offerto dal Comune di Todi, presso il Parco della Rocca.
Con il sindaco di Todi Ruggiano, il vicesindaco Primieri e l’assessore comunale alle Politiche sociali Menghini, c’erano i sindaci dei comuni limitrofi, Mencacci di Fratta Todina, Cerquaglia di Monte Castello Vibio e Borioli di Collazzone, c’era anche Maria Pia Bruscolotti, segretario regionale Pd, che ha indicato il Centro com’esempio che la politica, come azione per il bene comune, ha il dovere di rafforzare sostenere e promuovere rafforzando il proprio impegno.
 
“Portare la cultura della disabilità – ha commentato Antonucci in proposito – è un’opera straordinaria. Per i cristiani ha un valore assoluto, come affermazione della sacralità della vita, ma è un valore civile per tutti, riaffermando nel mondo di oggi i diritti delle persone con disabilità. La società non può delegare alla sola famiglia il compito difficilissimo della gestione della persona disabile, occorre l’intervento di tutti, in particolare di chi ha responsabilità nel mondo politico e istituzionale”.
Chiamato “Speranza”, nome della Madre fondatrice e insieme programma della struttura, è una realizzazione della Congregazione delle Suore dell’Amore Misericordioso. Centro riabilitativo convenzionato con l’Azienda sanitaria locale, accoglie, cura e si fa carico dell’educazione e della socialità di bambini e i ragazzi con disabilità gravi e gravissime. L’associazione Madre Speranza e il gruppo degli educatori e amici del Centro Speranza Onlus ne affiancano l’operato.

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