I dati regionali mostrano che il rifiuto del mezzo televisivo è meno forte che nella media italiana, ma poi non si abusa dello schermo

A partire dal dicembre del 1993 l’Istat ha avviato delle indagini multiscopo sulle famiglie. Tra queste l’indagine “I cittadini e il tempo libero”, con cadenza quinquennale, rileva le attività svolte dagli italiani nel tempo libero.
L’ultima indagine condotta a maggio 2006 ha interpellato 19 mila 921 famiglie, per un totale di 50 mila 569 individui.
In Italia nel 2006 il media più utilizzato dalle persone di 11 anni e più è la televisione guardata dal 93,2%.
Segue nella piramide dell’utilizzo il cellulare (79,9%) e, al terzo posto, la radio (71,2%).
I quotidiani sono i media a stampa più fruiti (61,4%) a cui fanno seguito le videocassette e i dvd (56,3%), i settimanali (51,7%) e i libri (43,6%).
Ancora poco diffuso – rispetto ad altri media – l’uso di Internet (35,6%).  Le riviste non settimanali (28,3%) si collocano all’ultimo posto.

La popolazione dell’Umbria sembra più portata della media nazionale a guardare la televisione. Infatti a sedersi di fronte al piccolo schermo è il 94,3% (contro il 93,2%), in leggero calo rispetto ai dati 2000, mentre a seguire le trasmissioni radio sono parecchi in meno della media italiana.
Per la radiofonia in Umbria solo il 66,4% (contro il 71,2%),
ma il dato ha registrato un aumento dal 2000.
La preferenza per la Tv si ricava anche dal fatto che mentre in Italia il 5,2% dichiara decisamente di non guardare mai il piccolo schermo, in Umbria la percentuale si riduce al 3,7%.

Ma gli umbri che guardano la Tv tutti i giorni sono seppur di poco meno della media nazionale. I cittadini dell’Umbria che dichiarano di vedere la televisione solo qualche giorno alla settimana sono, invece, parecchi di più della media italiana.
L’ultimo dato significativo è quanto tempo si passa di fronte alla TV. I patiti degli spettacoli televisivi, cioè quelli che li guardano per più di cinque ore al giorno sono meno della media nazionale ( 10,6% contro il 12,1%) e va un po’ sempre così quando si parla di tempi superiori alle due ore.
Ma quando si parla di sguardi alla Tv, cioè tempi massimi fino a due ore, i dati regionali sopravanzano, ovviamente, quelli nazionali seppur di poco.

condividi su: