La Provincia di Terni, quella di Perugia ed addirittura la Questura ternana sono state tra le vittime, in molto casi fortunatamente solo potenziali, di un colossale raggiro che, per l’accusa, fu messo in piedi da un ex presidente del Bologna Calcio.
Costui avrebbe costituito in Inghilterra una società dal nome altisonante: ‘Davidson Security and Guarantee Ltd’. Nome appariscente e capitale quasi inesistente: una (dicasi una sola) sterlina.
Ma a fronte di questa sola sterlina, la società aveva concesso 1.500 fideiussioni per un totale di oltre 90 milioni di euro che mai avrebbe, ovviamente, potuto onorare.
Invero il furbo bolognese avrebbe falsamente dichiarato che la società aveva 11 milioni di sterline di capitale, ma si era limitato ad aggiungere una cifra a quella vera.
Nel maggior parte dei casi le fidejussioni rilasciate dalla società britannica dovevano garantire gli enti pubblici della buona esecuzione di appalti, erano insomma delle “cauzioni” che non cautelavano nessuno e chi ha avuto bisogno di rifarsi sugli appaltatori è rimasto con le mosche in mano.
Nelle tasche della ‘Davidson’ invece – secondo le indagini che vennero fatte dai militari del Gruppo investigativo antiriciclaggio del Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di Finanza (il denaro ricavato con la Davidson veniva poi riciclato di società in società ‘lavandolò) – sarebbero arrivate centinaia di migliaia di euro, senza pagarvi sopra alcuna tassa.
- Redazione
- 26 Maggio 2008











