“In questi mesi non sono mai intervenuta in replica a molte e gratuite esternazioni che hanno fatto riferimento alla mia persona e alla mia attività amministrativa di sindaco della città di Todi.
Il mio silenzio non nasceva certo dalla mancanza di argomentazioni per la replica, considerando che spesso si è trattato di vere e proprie bugie, volte a denigrare la mia persona, il mio operato di amministratore e quello delle persone che in questi anni hanno condiviso con me la responsabilità di amministrare Todi.
La scelta del silenzio é stata connessa alle decisioni da me assunte un anno fa di dedicarmi esclusivamente al mio lavoro ed al nuovo impegno di studio e ricerca.
Speravo anche che trascorsi i primi mesi le forze politiche di destra, non più opposizione nella città ma forze di governo, avrebbero chiuso definitivamente la campagna elettorale e avrebbero iniziato ad occuparsi di programmi, progetti, proposte, opere, servizi per Todi.
Ho sperato altresì che l’inedito ed originale ruolo di maggioranza degli esponenti politici di destra li avrebbe spinti ad assumere la responsabilità del governo, misurandosi con i problemi ed abbandonando la polemica sterile che li ha caratterizzati nel fare l’opposizione.
Così invece non é stato e ad un anno dalle elezioni la città é “paralizzata” nella polemica politica, che auspico venga superata dalla normale dialettica maggioranza-opposizione nel merito dei problemi e delle questioni.
Il mio nuovo e recente impegno istituzionale che cercherò di svolgere al meglio e ancora una volta al servizio dell’Umbria e di Todi – la mia città, nella quale sono nata, ho studiato, ho scelto di fissare la mia residenza, ma soprattutto il luogo al quale é legata la mia formazione ed impegno politico – mi spinge ad una breve risposta:
“Gentile consigliere Epifani, mi sembra legittimo che Lei polemizzi e critichi le mie scelte politiche ed amministrative ed il mio operato di amministratore pubblico (ho sempre risposto con fermezza e puntualità nel merito delle questioni da una posizione politica nettamente alternativa alla Sua). Che lo faccia però ora ad un anno dall’insediamento di un altro sindaco e di un’altra maggioranza lo considero francamente banale e fuorviante.
Ma altra cosa é insistere con argomentazioni che “vorrebbero adombrare” comportamenti illeciti, scorretti e penalmente rilevanti della mia persona in qualità di amministratore pubblico.
La mia storia personale, individuale e familiare (come é pubblicamente nota nella piccola comunità locale di cui siamo parte) é sempre stata improntata ad “onestà e senso del dovere”. Onestà piena che ho messo nella prova più alta e impegnativa che é quella di sindaco.
Vorrei ricordarLe che in nove anni di sindaco ed in due di vicesindaco non sono mai stata sottoposta ad alcuna azione di responsabilità civile, amministrativa, contabile e penale così come nessuno degli amministratori che con me hanno condiviso l’esperienza della Giunta, del Consiglio comunale e degli Enti di secondo livello: possiamo aver fatto scelte non condivise e per alcuni errate, ma sempre nel rispetto della legge e della legalità dell’azione amministrativa.
Ho consegnato una situazione di bilancio del Comune, economicamente sano, con un bassissimo livello di indebitamento (inferiore al 3% a fronte di una media dei Comuni italiani del 10%), con un significativo avanzo di amministrazione (pur nel quadro sempre più difficile della finanza locale), senza essermi mai imbarcata in nessuna operazione di “finanza creativa” che oggi sta mettendo in difficoltà molti Comuni italiani di centrosinistra e di destra.
Le chiarisco dunque che non ho mai utilizzato la mia funzione per fare attività che non fossero strettamente connesse alle finalità istituzionali di sindaco.
Per questo i miei “viaggi” (peraltro li verifichi tutti e vedrà che in nove anni sono molto pochi e di pochi giorni e quasi totalmente connessi all’attività di gemellaggio istituzionale) sono stati effettuati con il massimo rigore di spesa: aerei in tariffe economiche, pensioni ed alberghi di categoria medio-bassa (ho dormito nella pensione con gli studenti in Albania, in famiglia a Dreux come gli altri cittadini, in una modesta sistemazione in Africa…).
Infine veniamo alla Palestina, nel febbraio 1999: dopo il mio insediamento la Diocesi di Todi-Orvieto mi invitò ad unirmi alla delegazione di “pellegrini” in Terrasanta per stringere rapporti di gemellaggio ed amicizia con la città di Nazhareth dopo che Orvieto aveva avviato rapporti con Betlemme.
Ricordo anche che nei mesi precedenti esponenti della destra polemizzarono con l’allora sindaco Nulli Pero perché non si era recato in Terrasanta con il sindaco di Orvieto, ma questo fa parte del “gioco dei ruoli”.
Ricordo perfettamente che il “viaggio” del sindaco é stato esattamente quello dei pellegrini (notoriamente turisti particolarmente sobri nei prezzi e negli alloggi) e mi sembra che la spesa complessiva non sia stata superiore a £ 1.400.000 (circa 700 euro di oggi, viaggio aereo, pernottamento e spostamento in autobus per 6 giorni).
Con me era presente l’assessore Petrazzoli che si pagò personalmente il viaggio, avendo ritenuto che una sola persona dovesse essere a carico del Comune per la rappresentanza istituzionale. Il nostro viaggio ha avuto inoltre incontri istituzionali con il sindaco ed il Consiglio comunale di Nazhareth, con l’ambasciatore italiano, con alcune autorità religiose a Gerusalemme, Betlemme e Nazhareth. I rapporti con la città di Nazhareth si sono mantenuti negli anni ed abbiamo ospitato a Todi il sindaco Ramiz.
Alcuni cittadini di Todi che erano al seguito del pellegrinaggio possono confermare quanto da me dichiarato.
Ricordo inoltre che il consigliere comunale Leonardo Mallozzi fece l’interrogazione non su questo viaggio, ma su quello in Cina (maggio 1999). Interrogazione alla quale mi rifiutai di rispondere in quanto si trattava di un viaggio “privato”, con l’Associazione Italia-Cina, pagato da me e del quale non dovevo in nessun modo rendere conto al Consiglio comunale. Per questo non risposi.
Spero che il consigliere comunale Epifani mi consentirà una battuta: non oso immaginare cosa mi avrebbe scritto se da sindaco mi fossi recata per “motivi istituzionali” insieme ai colleghi di Giunta nella comunistissima repubblica cubana….”.
Vorrei concludere con un impegno ed una disponibilità. In questo nuovo incarico istituzionale sono a disposizione di Todi e della nostra comunità.
Spero che nella distinzione di ruoli e funzioni, di posizioni politiche, si abbia la consapevolezza che questa nomina sia considerata un’opportunità per lavorare al meglio per la nostra comunità.
Nei prossimi giorni chiederò un incontro al sindaco della città per proporre alcune iniziative istituzionali da intraprendere”.
Catiuscia Marini – Parlamentare Europeo












