L'amministratore comunale con delega ai lavori pubblici replica alla foto-interrogazione del Partito democratico dal quale era stato accusato di preoccuparsi troppo di difendere il viaggio a Cuba del vicesindaco Primieri
serafini

La foto-interrogazione sui cavi volanti nel centro storico di Todi ha spinto l’assessore Antonio Serafini – “il meno loquace e quello mediaticamente meno visibile”, per stare ad una sua autodefinizione – a replicare alla nota del Pd nella quale veniva tirato in ballo per aver preso le difese del vicesindaco Primieri, in relazione al suo viaggio a Cuba, piuttosto che occuparsi del decoro della città.
“Il sottoscritto – scrive Serafini – non ha preso le difese di Primieri per il semplice motivo che nulla c’era da difendere. Mi sono soltanto adoperato ad elencare le motivazioni, le opportunità, i fatti e le circostanze che hanno portato alla composizione della delegazione tuderte. Ritengo sia gravissimo sbandierare come “indifendibile” la posizione del vicesindaco che vuole essere fatta passare come quella di un “turista da spiaggia”, anzichè come quella di un amministratore che si è impegnato a rappresentare al meglio la sua città in una occasione così importante come la Fiera Internazionale del Turismo”.

Serafini, dopo aver tenuto a precisare che la maggior parte del suo tempo lo utilizza non a difendere Primieri ma “per ascoltare i cittadini e (con la modestia ed i limiti di un essere umano) a provare a risolvere i molteplici problemi dei tuderti”, invita il Pd a riprenderlo pure sui risultati del suo impegno di amministratore, “i quali – spiega rivolgendosi direttamente al coordinatore del Pd Carlo Rossini – politicamente (e non può essere altrimenti dal punto di vista dell’opposizione) saranno quanto meno incerti, scarsi, poco incisivi, inutili ecc. ecc.”.

L’assessore comunale ai lavori pubblici, pur richiamando il sorriso sulle labbra di ruggianesca memoria, non ci sta però a passare come un “Attila” del centro storico. “Sono soddisfatto e grato – scrive in riferimento ai cavi volanti – al caro Rossini e ai suoi colleghi i quali, dopo avere amministrato la città per alcuni decenni a questa parte si sono finalmente decisi a volgere il loro sguardo in alto (fino ad ora dove lo avevano rivolto?) e nell’alzare di poco gli occhi da terra si sono accorti che la città è preda terrorizzata dei cavi e dei diffusori audio dell’impianto predisposto lo scorso anno per le festività natalizie. Nel suo indimenticabile reportage fotografico – prosegue l’assessore – Rossini ha messo bene in evidenza non solo i cavi dell’impianto di diffusione audio ma decine e decine di cavi, cavetti, fili e filetti, tiranti e mollette installati sugli immobili del centro storico nel corso degli ultimi trent’anni. Devo intendere la sua interrogazione – conclude Serafini – limitata ai soli diffusori audio o la denuncia è estesa a tutte le brutture “pericolose ed orrende”.

condividi su: