Il dibattito in Consiglio comunale a Todi, al di là delle schermaglie politiche, è servito per mettere dei punti fermi sulla struttura in costruzione a Pantalla; in alto mare ancora il destino del vecchio nosocomio cittadino
consiglio-12-05-08

A Todi il dibattito in Consiglio comunale sul “problema dell’ospedale nuovo e vecchio” (problema che con una battuta si potrebbe definire “Legato”, dal nome del direttore generale della Usl 2 che che era presente alla seduta) si è svolto secondo un canovaccio in parte annunciato.
La gran parte del tempo, come se la cosa interessasse davvero i cittadini al di fuori della sfera dei rapporti fra le diverse forze politiche, è stata spesa a chiedere o a giustificare chi non c’era a questa e quella riunione.
Queste le cose certe emerse. Il direttore generale della Usl 2 ha assicurato che, salvo eventi eccezionali, la struttura edilizia del nuovo ospedale di Deruta-Marsciano-Todi sarà pronta entro giugno-luglio del prossimo anno. Il ritardo, rispetto al preventivato marzo, è addebitabile alla necessità che agli scavi presenziasse un archeologo ed ad una rottura dell’acquedotto che ha reso necessario opere aggiuntive.
Il sindaco Ruggiano, da parte sua, ha affermato che le opere di competenza del Comune di Todi saranno realizzate entro la fine del 2009.

Dal dottor Legato è arrivata poi anche una promessa credibile per il vecchio ospedale: l’Usl potrebbe destinare i 98 mila euro che spende attualmente per gli affitti delle sue strutture su Todi ad un canone di locazione per parte delle strutture del vecchio plesso ristrutturato, sempre che si trovi qualcuno disponibile a comprarlo (il ricavato serve per pagare la nuova struttura di Pantalla) e a riadattarlo.
Poi tante questioni diverse. Il sindaco ha ricordato un impegno dell’Ato 1 a sistemare il problema delle fogne al servizio del nuovo ospedale entro il 2007/2008.
Il consigliere Serafini ha invece addossato al Comune di Marsciano la responsabilità per la mancata progettazione dell’accesso all’ospedale dal bivio di Pantalla all’uscita della E45, dove l’Amministrazione di Todi dovrebbe realizzare una rotonda, nonché alla Regione la mancata autorizzazione e relativo finanziamento ad un depuratore al servizio degli scarichi.

Per il vecchio ospedale, infine, è stata distrutta con poche parole dal direttore generale Legato la possibilità di realizzarci un “ospedale di comunità” per motivi che è facile intuire.
Il suddetto trasferimento delle strutture sanitarie sparse per il territorio (distretto, uffici, servizio veterinario, prelievo di campioni per esami di laboratorio) è stato condizionato alla destinazione che l’ipotetico acquirente vorrà dare allo stabile.
Nessun’altra idea concreta sul futuro della struttura, se non quella di utilizzarlo per una razionalizzazione degli uffici comunali, proposta che seppur apprezzabile, alla città di Todi non darà mai quel valore aggiunto che la perdita dell’ospedale sottrarrà al centro storico.

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