Arnaldo Prato e Massimo Cimbelli hanno annunciato la loro partecipazione alla competizione nata nel 1968 e ritenuta tra le più dure tanto da essere paragonata alla "tesi di laurea del podista"

Nuova sfida per i due maratoneti con “passaporto” marscianese Arnaldo Prato e Massimo Cimbelli: i due atleti dell’Uisp Marsciano hanno deciso di dare l’assalto addirittura all’Abetone.
Quando domenica 29 giugno, con partenza alle ore 7.30, scatterà la 33esima edizione della ultramaratona di ben 53 chilometri che condurrà i concorrenti dai 65 metri sul livello del mare di Pistoia ai 1.388 metri della vetta dell’Abetone, sulla linea di partenza ci saranno anche loro.
Si tratta di un percorso ritenuto micidiale: “più lungo di una maratona, più duro di una 100 km, ma più affascinante di qualsiasi altra corsa”.

Il fondatore di questa competizione è stato Artidoro Berti, carbonaio, muratore, figura mitica dell’atletica pistoiese, classe 1920, prima in ritirata con gli alpini sul fronte russo e poi due titoli italiani sulla maratona, maglia azzurra alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e una figlia chiamata Maratona.
Nel 1968, a 48 anni, sfidò sé stesso scalando di corsa il monte Abetone, percorrendo in poco più di 5 ore i 53 chilometri che lo dividono dalla piazza del Duomo di Pistoia.
Da quella volta, ogni anno, un gruppo sempre più nutrito di temerari “corridori della domenica” si cimenta, dietro ai professionisti, in una gara che rappresenta la “tesi di laurea del podista”.

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