Nel corso del mese di giugno, una équipe di studenti statunitensi della Drew University di Madison, New Jersey, guidati dal professor John D. Muccigrosso si trova a Massa Martana per una campagna di scavo archeologico nella zona di Santa Maria in Pantano, su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e sotto il controllo della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria.
Dieci studenti dell’università americana, assistiti da archeologi di Intrageo, impresa archeologica di Todi che da alcuni anni collabora con la Soprintendenza per i Beni Archeologici, continueranno le attività di ricerca per tutto il mese di giugno e parte del mese di luglio.
Il Vicus Martis Tudertium, è una delle stationes lungo il percorso della via Flaminia, ed è ricordata e citata negli itineraria fra i quali la Tabula Peutingeriana. Dal punto di vista archeologico, il sito costituisce un elemento di fondamentale importanza per le conoscenze non solo dello sviluppo del territorio massetano in relazione con l’antica Via Flaminia.
Altro elemento importante è lo studio dei vici, strutture organizzative anche molto complesse che ospitavano al loro interno attività artigianali ed industriali, assumendo a volte l’aspetto di villaggio autarchico, altre quello di centro specializzato.
A livello sociale sussisteva un elevato grado di coesione, fisicamente testimoniato da strutture comunitarie, come depositi del grano e grandi cisterne di acqua spesso rinvenibili al loro interno. Riunivano periodicamente i contadini migranti alla ricerca di lavoro, ma costituivano anche il punto di raccolta delle derrate alimentari destinate all’ annona romana.
Il Comune di Massa Martana, che ha contribuito economicamente e materialmente all’iniziativa, ripone grandi aspettative dalle ricerche, legando le indagini ad un progetto di più ampio respiro che è in corso di attuazione, grazie ad un accordo di programma stipulato con i Comuni limitrofi di Acquasparta e di Sangemini, con la Soprintendenza per i Beni Archeologici, con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e con le Università di Firenze e Perugia, volto alla valorizzazione del territorio “martano” nelle varie epoche storiche.












