Anche in Umbria avevano colpito i due truffatori che acquistavano auto pagadole con assegni falsi, spacciandosi per padre e figlio, e poi le riciclavano nel mercato clandestino internazionale.
Ma una operazione della polizia stradale di Ancona e Ascoli Piceno, coordinata dal sostituto procuratore di Fermo, ha posto fine alle loro gesta.
Sono finiti in carcere, un ingegnere fermano ed il complice, di Nereto, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di autovetture.
L’indagine era iniziata nel dicembre del 2006 ed ha permesso di scoprire che il giro d’affari della coppia è stato ingente: un importo stimato oltre i 700 mila euro.
Le auto venivano pagate (nelle tarde ore del pomeriggio a banche chiuse) con i falsi assegni circolari.
Per non essere identificati, i malviventi utilizzavano documenti con false generalità che venivano modificate di volta in volta (da qui il nome dell’operazione della polizia: ‘Transformer’) .








