Il terremoto giudiziario in corso per la vicenda della corruzione negli appalti pubblici in Umbria rischia di bloccare l’attività nel settore delle manutenzioni stradali della Provincia di Perugia, che certo fino ad ora non hanno brillato, visto lo stato delle strade.
Sono cinque i funzionari della Provincia di Perugia oggetto delle misure cautelari di oggi, uno dei quali ha ottenuto gli arresti domiciliari.
C’è anche un funzionario della Regione tra le 27 persone agli arresti domiciliari. Si tratta di Venera Giallongo, di 61 anni, residente a Collesanto di Magione, responsabile del servizio affari generali della Direzione Ambiente-Territorio e Infrastrutture,
Il gip Claudia Matteini ha disposto gli arresti domiciliari anche per l’ ex capo dipartimento dell’ Anas Umbria Amleto Pasquini, di 59 anni, nato a Falconara Marittima e residente a Monte Marciano, in provincia di Ancona; la funzione svolta dall’arrestato fa supporre che si possa aprire anche un altro filone importante nell’indagine.
Intanto stamattina, in Provincia si è tenuta una riunione della maggioranza per una valutazione politica degli ultimi sviluppi delle indagini, alla quale non ha partecipato l’assessore Riccardo Fioriti, destinatario di una delle informazioni di garanzia.
Appena martedì scorso il Presidente della Provincia, Giulio Cozzari, aveva riferito al Consiglio Provinciale sui propri interventi relativi alla vicenda dell’inchiesta della magistratura. “Ho parlato con tutti i dirigenti e funzionari raggiunti da avviso di garanzia – aveva detto – per verificare la loro disponibilità a continuare negli incarichi affidati. Il risultato è che le persone coinvolte si sentono sostanzialmente serene e disposte a proseguire, ad esclusione di due eccezioni relative ad alcuni aspetti degli incarichi affidati”.










