Nuovo terremoto giudiziario nel capoluogo di regione a seguito degli sviluppi dell'indagine su "appaltopoli": in mattinata sono scattate le manette per personaggi eccellenti : tra essi anche imprenditori e dirigenti di Todi, Marsciano e Massa Martana
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L’autosospensione dalle funzioni del Presidente di Ance Umbria, Carlo Carini, sembra sia stato il segnale premonitore del “terremoto” che si è abbattuto dalle prime ore di stamattina sul mondo politico-amministrativo-imprenditoriale della provincia di Perugia.
Sono infatti in corso di esecuzione da parte della squadra mobile della questura di Perugia, nell’ambito dell’indagine della locale procura sulla aggiudicazione di appalti per la esecuzione di lavori pubblicioltre trenta ordinanze di custodia cautelare.
Otto le persone che sarebbero già finite in carcere (tra cui il presidente dell’Ance Carlo Carini), mentre per gli altri destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare (un’altra ventina di persone) sarebbero stati concessi gli arresti domiciliari.

I reati ipotizzati per tutti sarebbero quelli di corruzione, turbativa d’asta e falso pubblico. L’operazione che avrebbe portato all’arresto dei soggetti è ancora in corso, coordinata dal Pm Manuela Comodi che ha richiesto al Gip Claudia Matteini i provvedimenti.
Secondo notizie di agenzia, alcuni imprenditori sarebbero stati portati per gli interrogatori in Questura, davanti alla quale si stanno affollando giornalisti e fotografi.

L’inchiesta sugli appalti potrebbe preannunciare altri sviluppi, con anche ripercussioni politiche, in modo particolare alla Provincia di Perugia, dove il presidente Giulio Cozzari aveva confermato fiducia agli indagati e all’assessore Fioriti, raggiunto anche lui da un’avviso di garanzia, salvo riservarsi una ulteriore valutazione in settimana.
Ma questa riunione è stata anticipata per il precipitare degli eventi.
Vari alti funzionari della Provincia di Perugia sarebbero tra gli arrestati: il direttore area viabilità; il dirigente servizio appalti, la responsabile ufficio contratti e appalti ed il direttore area ambiente e territorio.
In Provincia, in mattinata, si è svolto un “summit” della maggioranza per una valutazione politica degli ultimi sviluppi delle indagini, alla quale non ha partecipato l’assessore Riccardo Fioriti, destinatario di una delle informazioni di garanzia
Nel frattempo, comunque, la Giunta provinciale si è affidata all’avvocato Corrado Zaganelli per difendere l’istituzione che si considera ”parte lesa”.

Oltre alla autosospensione di Carini, altri segnali dell’addensarsi di nere nubi erano venuti dalle ulteriori perquisizioni in uffici della Provincia, del Comune di Perugia e della Fondazione della locale Cassa di Risparmio con l’emissione di una quarantina di avvisi di garanzia.

AGGIORNAMENTO

Le misure cautelari emesse sono 35: degli indagati otto sono stati condotti in carcere, mentre agli altri 27 sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Lo ha comunicato ufficialmente il procuratore della repubblica di Perugia, Nicola Miriano.
Ad otto persone viene contestato il reato di associazione per delinquere.
Sono otto, quattro imprenditori privati e quattro dirigenti dell’amministrazione provinciale di Perugia, le persone che sono state condotte in carcere.

La polizia è ancora impegnata in perquisizioni e nell’acquisizione di documentazione sui lavori oggetto delle indagini.

Questi gli imprenditori arrestati: Carlo Carini, perugino, 54 anni, dal 10 luglio scorso vicepresidente della Confindustria di Perugia e dal 2003 presidente dell’Ance, il sindacato provinciale dei costruttori (nei giorni scorsi si era dimesso o autosospeso da entrambi gli incarichi) di Perugia; Massimo Lupini, della ditta Seas; Gino Mariotti, amministratore della Appalti Lazio; Dino Bico, ex amministratore della Ediltevere.
Questi invece i quattro funzionari della Provincia di Perugia condotti in carcere: Adriano Maraziti (direttore area viabilità); Fabio Patumi (dirigente servizio appalti); Maria Antonietta Barbieri (responsabile ufficio contratti e appalti); Lucio Gervasi (direttore area ambiente e territorio).

Hanno invece ottenuto gli arresti domiciliari: Paolo Piselli, di 62 anni, di Perugia, amministratore della Ecocave; Alessio Mariotti, di 31 anni, di Corciano (dipendente della Appalti Lazio); Sergio Margutti, di 64 anni, di Marsciano (ex consigliere delegato e direttore tecnico della Ediltevere); Maria Simonetta Chiocci, di 48 anni, ed Ettore Marcucci, di 52 anni, entrambi di Papiano di Marsciano, rispettivamente Amministratore unico ed amministratore di fatto della Costruttori edili; Giustiniano Baldelli, di 57 anni, di Perugia (Amministratore unico e direttore tecnico della Cogife); Silvio Topo, di 61 anni, di Ficulle (socio amministratore e direttore tecnico della Topo Silvio e Topo Fausto); Corrado Bocci, di 43 anni, di Foligno (amministratore unico e direttore tecnico della Pavi); Fabrizio Mezzasoma, di 41 anni, di Magione (titolare della Emmegi); Orfeo Brunelli, di 48 anni, di Nocera Umbra e Francesco Commodi, di 47 anni, di Gualdo Tadino, rispettivamente socio accomandante e direttore tecnico della Brunelli Costruzioni; Marcello Betti, di 59 anni, di Santa Maria degli Angeli (amministratore e direttore tecnico della Betti); Francesco Pagnotta, di 53 anni, di Fontignano di Perugia (amministratore delegato e direttore tecnico della Pagnotta Almero); Ilario Pelliccia, di 54 anni, residente a San Martino in Colle di Perugia (titolare omonima ditta individuale); Luigi Sensini, di 46 anni, residente a Pantalla di Todi (direttore tecnico della Glicos); Giovanni Rinalducci, di 48 anni, di Gualdo Cattaneo (socio accomandatario della Agricola Rinalducci); Maurizio Nanni, di 48 anni, di Castel Ritaldi (socio e direttor tecnico della Nanni); Sandro Broganelli, di 45 anni, di Spoleto, titolare dell’ omonima ditta; Ermanno Piccionne, di 34 anni, di Giano dell’ Umbria (socio della Piccionne); Stefano Ricci, di 43 anni, di Castiglione del lago (direttore tecnico azienda Ricci); Marco Rosati, di 41 anni, di Spoleto (titolare Edilrosati); Roberto Corbo, di 32 anni, residente in provincia di Caserta e socio accomandatario della omonima azienda; Roberto Magnaricotte, di 45 anni, di Massa Martana (Amministratore Edilmassa); Marco Bondini, di 39 anni, di Castel Rigone, amministratore unico della omonima azienda.

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