Cristofari (ambiente), Frullani (bilancio) e Fioriti (viabilità) fanno un passo indietro; il Pd conferma la fiducia nella magistratura e chiede massima chiarezza; l'opposizione ritiene indifferibili le dimissioni in un ente ormai decapitato

Il terremoto giudiziario di “appaltopoli” si è spostata nei palazzi della politica, con scosse di assestamento che si susseguono una dopo l’altra, tanto da renderne faticosa la registrazione. Difficile ricordare giorni altrettanto difficili per il centrosinistra al potere in Umbria da sessant’anni.
Mentre sono iniziati gli interrogatori delle persone in carcere, la Provincia di Perugia si appresta a vivere domani, quando è previsto lo svolgimento del Consiglio, uno dei suoi giorni più lunghi.

Gli assessori provinciali Sauro Cristofani, Daniela Frullani e Riccardo Fioriti hanno deciso, in accordo con il Partito Democratico e di tutta la coalizione di centrosinistra, di rimettere le proprie deleghe al presidente Cozzari, (con il distinguo che Fioriti, indagato, le ha già restituite, mentre i suoi due colleghi si sono detti disponibili a farlo) “per una valutazione su come rispondere alla grave vicenda in corso, con l’obbiettivo di consentire una serena e piena funzionalità dell’ente e di dare una forte risposta politica ai cittadini umbri ridefinendo al meglio il lavoro della Giunta provinciale”.
Le anticipazioni ipotizzate nell’articolo che annunciava lo svolgimento domani mattina del Consiglio provinciale di Perugia hanno trovato dunque trovato conferma attraverso un comunicato stampa del Partito democratico, il cui silenzio sulla vicenda degli appalti pubblici si stava facendo ora dopo ora assordante, soprattutto rispetto alla tempestività con la quale era stata espressa solidarietà all’indomani degli avvisi di garanzia.

Dopo aver espresso sconcerto e indignazione per quanto sta emergendo dalle indagini della magistratura, verso il cui operato viene ribadita “piena fiducia”, il Pd conferma la richiesta di poter “vedere al più presto emergere chiaramente le responsabilità di reati gravi e profondamente lesivi della dignità delle istituzioni e della fiducia dei cittadini nel loro operato”.
Pur non volendo “venir meno al principio che vuole una persona colpevole solo quando condannata in un regolare processo”, il partito afferma chiaramente che non può “rimanere indifferente ad un inchiesta che sembra far emergere la pratica di un malaffare teso ad umiliare il libero mercato imprenditoriale e a piegare e asservire le istituzioni a interessi privati e illeciti”, parole queste che, probabilmente non a caso, sono le stesse con le quali gli inquirenti hanno illustrato la vicenda.

Il Partito democratico è d’accordo con la scelta dell’amministrazione provinciale di costituirsi come parte lesa, sollecitando la massima trasparenza e chiarezza su quanto è accaduto. A tal fine viene ufficializzata la proposta di mettere all’opera una Commissione di indagine della stessa Provincia, che possa contribuire a fare piena luce sulle vicende accadute all’interno dell’ente.
Il Pd chiede inoltre che, “nel ridefinire e riorganizzare la struttura degli uffici provinciali si operi una scelta di radicale innovazione e di profonda discontinuità, volta a garantire insieme la massima trasparenza e la capacità della Provincia di proseguire con serenità nel proprio lavoro”.

A fronte del fare quadrato del centrosinistra, il Pdl dell’Umbria sollecita invece a gran voce le dimissioni del presidente della Provincia di Perugia, Giulio Cozzari, e di tutta la sua Giunta, richiesta questa che sarà avanzata nel corso della seduta straordinaria del Consiglio provinciale di sabato mattina.
A chiedere all’Amministrazione provinciale di togliere le tende da piazza Italia sono i coordinatori regionali dei partiti aderenti al Popolo della libertà (Fi-Pdl, An-Pdl), insieme ai gruppi consiliari regionali, provinciali, comunali Fi, An e Popolari liberali.
“Il Pdl dell’Umbria – evidenzia un comunicato – conferma la propria linea basata sulla inscindibilità della responsabilità politica rispetto a quella burocratico-amministrativa che in queste ore è emersa in tutta la sua drammatica realtà. Pur ribadendo ogni forma di garanzia con riferimento all’accertamento dei fatti contestati e delle responsabilità penali, è ormai acclarato l’evidente legame di un vasto sistema degenerato tra istituzioni e affari”.
“Il Pdl dell’Umbria – continua la nota – ritiene indifferibili le dimissioni del presidente della Provincia di Perugia, Giulio Cozzari e della sua Giunta, quali responsabili politici di un ente ormai decapitato di tutta la sua struttura dirigenziale”.

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