Nel corso dei controlli dei carabinieri, scoperti cinque infermieri pubblici che facevano un doppio lavoro in una Casa protetta privata; denuncia anche per un centro medico fisioterapico ed odontoiatrico

Due gli episodi in cui le attività investigative, svolte dal personale del Nas di Perugia nel primo semestre 2008, in presidi sanitari pubblici e privati, hanno fatto emergere responsabilità penali segnalate alle procure di Perugia e Terni a carico di strutture e personale sanitario operante nell’ambito territoriale del distretto della Media Valle del Tevere.

A Marsciano, in un Centro medico fisioterapico ed odontoiatrico, sono stati denunciati il titolare, l’odontotecnico ed altro dipendente, il primo per l’attivazione del presidio sanitario senza l’autorizzazione, tutti per il concorso nell’esercizio abusivo della professione sanitaria di odontoiatra.
Inoltre cinque infermieri di una Residenza protetta del comune di San Venanzo, dipendenti pubblici, sono stati denunciati per lo svolgimento in maniera organizzata, continuata e senza la preventiva autorizzazione dell’attività professionale in struttura convenzionata con il servizio sanitario nazionale, con conflitto di interesse.

Complessivamente nel primo semestre 2008 il Nas ha denunciato 19 persone. Molte le strutture sanitarie aperte senza le necessarie autorizzazioni. In gran parte si tratta di studi odontoiatrici. 
Nel Centro salute della fascia appenninica di Gubbio dell’Azienda Usl 1 di Città di Castello è stato denunciato un dirigente medico per le ripetute assenze dal posto di lavoro e per le false dichiarazioni attestanti lo svolgimento completo dell’orario di lavoro, con richieste di indebiti rimborsi di diaria chilometrica.

In un centro estetico di Bastia Umbra sono stati denunciati due soci contitolari ed un medico chirurgo, i primi due per l’esercizio abusivo della professione sanitaria di medico utilizzando un’apparecchiatura laser il cui impiego è riservato al medico, il terzo per l’attivazione di uno studio senza aver richiesto la preventiva autorizzazione.

A Castiglione del Lago, sono stati il titolare ed il direttore sanitario di una parafarmacia, il primo per le false attestazioni riportate nella richiesta di attivazione dell’esercizio sanitario, entrambi per avere avviato l’attività in assenza dell’autorizzazione.

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