Sopralluogo di due ore nella villetta rosa di Compignano dove oltre un anno fa venne uccisa la donna incinta di otto mesi; il processo prenderà il via giovedì prossimo: 275 le testimonianze
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Si è svolto stamattina un nuovo sopralluogo nella villetta rosa di Compignano di Marsciano dove nella notte tra il 24 e il 25 maggio del 2007 venne uccisa Barbara Cicioni, incinta di otto mesi, e del cui omicidio è accusato il marito, Roberto Spaccino, in carcere da più di un anno.
L’accesso alla casa di vocabolo Montestradello è stata richiesta dagli avvocati della famiglia Spaccino, Michele Titoli e Luca Gentili, i quali sono potuti rientrare nel luogo del delitto insieme ai consulenti della difesa, il professor Carlo Torre, il criminologo Calabrese (Francesco Bruno, invece, non è riuscito ad arrivare) e la dottoressa Laura Pagliacci.

Il sopralluogo è durato oltre due ore. I sigilli apposti all’abitazione sono stati aperti dopo le 10. Era presente anche il pm Antonella Duchini, i carabinieri del Ris e il comandante della stazione carabinieri di Marsciano Torello Fiaschini.
Nel corso del sopralluogo sono stati fatti rilievi e misurazioni, scattate fotografie e filmate immagini, al fine di avere un quadro più completo della scena del crimine.

Per giovedì della prossima settimana, il 19 giugno, è fissata l’udienza del processo, al quale sono state richieste 275 testimonianze.
Le liste sono state presentate nei giorni scorsi alla procura, che ha depositato un elenco di 90 nomi, e dalla difesa, che ne propone 185 (sembra che una parte dei testi però coincida).

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