C’è il rischio che un’altra inchiesta sui “servitori” della pubblica amministrazione venga a toccare nuovamente l’Umbria.
Questa volta potrebbe trattarsi di personale sanitario o comunque operante nelle aziende sanitarie.
Tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari sono state emesse dal gip, nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze sulle forniture di protesi ortopediche all’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi, di Firenze.
Altre tredici persone sono indagate in stato di libertà. Le ipotesi di reato vanno dalla corruzione, al peculato, alla truffa aggravata ai danni del sistema sanitario nazionale.
Ma le indagini dei Nas si stanno svolgendosi in tutta Italia e stamani, nell’ambito dell’inchiesta, i militari, oltre che aver effettuato perquisizioni nella struttura fiorentina di Careggi, si sono recati anche in altri ospedali italiani, uno dei quali sarebbe in provincia di Perugia, per appurare a quante ed a quali altre strutture sanitarie italiane possa essere stato esteso il presunto illecito sistema di acquisto di prodotti sanitari.
Al centro dello “scandalo” un responsabile della società fornitrice delle protesi, la Advancor, 44 anni di Montervarchi (Arezzo), un medico dell’ospedale di Carate di Brianza (Milano), 54 anni, ed un addetto alla farmacia del Cto di Careggi a Firenze.
Dalle indagini sarebbe emerso che i prodotti – protesi, ma anche placche, viti e altri strumenti di osteosintesi – erano di qualità, ma in alcuni casi sarebbero stati acquistati aggirando le procedure.
E, stranamente, in contemporanea viaggi all’estero, ma anche denaro e regali a favore degli indagati offerti dalle ditte fornitrici, anch’esse ovviamente coinvolte nell’indagine.









