C’è stata battaglia per la nomina dei periti, ai quali il gip del tribunale di Terni affiderà la perizia sulla morte del capoturno 49/enne dell’Asm in servizio all’ inceneritore di Terni, morto all’inizio del mese.
In relazione a questa morte hanno ricevuto informazioni di garanzia 11 persone tra cui il sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, ed il presidente dell’Asm, Giacomo Porrazzini, nelle quali vengono ipotizzati i reati di omicidio colposo e lesioni colpose.
Il gip Maurizio Santoloci aveva indicato un collegio di tre periti ai quali affidare l’incarico di accertare la fondatezza di questa ipotesi di accusa.
Ma in sede di udienza dell’incidente probatorio i difensori di alcuni indagati hanno presentato istanze sulla composizione del collegio di periti.
In particolare il difensore di Raffaelli, David Brunelli, e quello di Porrazzini, Giovanni Cerquetti, avevano presentato istanza di ricusazione per due dei tre periti, sostenendo che entrambi si erano già pubblicamente espressi in varie sedi sulla nocività degli inceneritori per la salute della popolazione e di coloro che vi lavorano e che quindi erano “ideologicamente schierati” (la stessa strategia del presidente del Consiglio Berlusconi nei confronti della giudice Gandas per aver firmato in passato un appello sulla giustizia)
Dopo circa tre ore e mezzo di Camera di Consiglio, il Gip Santoloci ha respinto queste istanze ma ha deciso di allargare il collegio peritale, includendovi un altro oncologo ed un ingegnere esperto di gestione degli inceneritori. Prossima udienza l’11 luglio prossimo.










