“Il quadro che viene delineato dalla relazione illustrativa della variante strutturale al Piano Regolatore Generale di Marsciano – si legge nell’intervento di David Liotti, capogruppo di An in Consiglio comunale – dà conto di una realtà economica e sociale marscianese particolarmente dinamica che sta avendo una forte accelerazione soprattutto in questi anni.
Come Alleanza Nazionale affermiamo che questa analisi è strumentale e che Marsciano avrebbe bisogno di un lettura molto più approfondita e lungimirante per poter godere, negli anni futuri, di uno sviluppo urbano e sociale conforme ai fattori reali di crescita e che tenga ben conto dei caratteri identitari dei luoghi.
La variante strutturale al PRG portata dalla Giunta all’esame del Consiglio comunale è un’occasione persa per un’equilibrata programmazione urbanistica del nostro territorio.
La nostra è stata, in questa prima fase, un’opposizione impegnata a tamponare gli eccessi e sottolineare le dimenticanze.
Il Piano Regolatore Generale, d’altronde, dovrebbe essere il massimo strumento di programmazione urbanistica concertata. Per questo crediamo che non si possa perdere questa occasione che disegna la Marsciano del futuro.
Dopo il passaggio in aula permangono tutte le nostre forti perplessità sulla effettiva necessità di questa variante e sulla filosofia generale che l’ha ispirata.
Se è vero che questa prima fase di variante allo strumento perseguiva alti obiettivi ed altrettanto ambiziose politiche territoriali, Alleanza Nazionale è convinta che sarebbe stato opportuno un coinvolgimento maggiore dell’Ufficio Urbanistico del Comune; i suoi componenti conoscono meglio di chiunque altro il territorio marscianese e sarebbero stati in grado di correggere, nelle fasi previsionali, scelte fortemente pilotate e prive di radici conoscitive.
L’enorme lavoro svolto in Prima Commissione ha permesso l’attento esame delle oltre 400 osservazioni pervenute. In molti casi le previsioni della maggioranza non ci hanno convinto, soprattutto nella zona nord del nostro Comune, dove ci sono ambiti sovradimensionati nelle previsioni e fuori da una logica di sviluppo armonico.
C’è un eccessivo utilizzo dei “villaggi rurali”, unico strumento per edificare in zone isolate, che, nella loro indicazione “vaga” potrebbe voler indicare una volontà di intervenire “ad personam” nella seconda fase della variante allo strumento urbanistico, ovvero, la parte operativa del PRG.
Anche le zone previste per insediamenti pubblici o privati (impianti sportivi, strutture ricettive, scuole, ecc.), nell’area “Monalda” e nel versante Est del “Piano” sono troppo ampie e mal rappresentate (!) in termini fondiari.
Il centrodestra non si sottrae alla discussione sulle sfide della modernità. Anzi, con enorme sforzo si impegna a migliorare il più possibile, negli interessi della comunità, i provvedimenti di programmazione urbanistica. Ma così come sono non possono che trovarci in disaccordo con diverse scelte strategiche, figlie di anni di eccessiva smania di costruire pensando troppo alla quantità e poco alla qualità.
Per questo abbiamo lanciato un monito chiaro alla maggioranza in Consiglio comunale. Approvare la parte operativa del Piano, quella più delicata, dove si assegnano i diritti edificatori, (le cubature), entro e non oltre la fine dell’anno.
E’ per noi assolutamente da evitare una fase decisionale così importante e “succosa” in prossimità delle elezioni del 2009. Altrimenti il sospetto di un uso elettoralistico sarebbe difficile da fugare.











