I P.M di Perugia hanno chiuso l'indagine sull'omicidio della giovane studentessa inglese, formulando le loro ipotesi sui fatti, ma al momento non si conosce se sia stato chiarito il movente alla base del comportamento dei tre arrestati

Lo scenario della morte di Meredith Kercher potrebbe essere questo secondo l’accusa: è stata violentata e uccisa per futili motivi da Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede in concorso tra loro.
L’atto di chiusura indagini che precede la richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pm di Perugia Giuliano Mignini e Manuela Comodi.
Ai tre giovani i pm contestano la violenza sessuale sostenendo che, mentre Rudy commetteva materialmente gli abusi, Amanda e Raffaele trattenevano Meredith.
Da questa descrizione potrebbe sembrare che i tre stessero cercando di “punire” la giovane inglese o che, fuor di testa e come in un gioco, volessero a tutti i costi che compiesse atti sessuali di fronte a due di loro col terzo.

Ai tre viene contestato l’omicidio volontario in concorso per aver ucciso Meredith “mediante strozzamento e conseguente rottura dell’osso ioide e profonda lesione alla regione antero-laterale sinistra e laterale destra del collo da arma da punta e da taglio”, approfittando “dell’ora notturna e dell’ubicazione isolata dell’appartamento”.
Ciascuno dei tre, nel corso degli interrogatori, quindi, non solo non avrebbe detto la verità sulla propria parte nel delitto ma avrebbe coperto le responsabilità degli altri due.

I giovani sono anche accusati di furto di circa 300 euro, di due carte di credito e di due telefonini appartenuti a Meredith.
Esclusivamente ad Amanda e Raffaele i pm contestano il possesso abusivo di arma da taglio – il coltello lungo 31 cm trovato a casa di Raffaele con il dna di Amanda e Meredith – e la simulazione di reato e cioè il tentato furto con la rottura della finestra della camera di una delle inquiline dell’appartamento.

La studentessa americana, infine, è accusata anche di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba perchè, “sapendolo innocente” lo ha invece accusato dell’omicidio di Meredith per “ottenere l’impunità per tutti e in particolare per Rudy”.

Per quest’ultimo
i guai non finiscono qui, perché la sua padrona di casa si è rivolta al Tribunale civile del capoluogo umbro rilevando il mancato pagamento del canone mensile di 320 euro da novembre a maggio, nonchè delle spese di registrazione del contratto sottoscritto nel luglio dell’anno scorso.
Ha quindi chiesto nei confronti di Guede un’ingiunzione di pagamento di complessivi 2 mila e 365 euro, oltre ad avere intimato al giovane ivoriano lo sfratto per morosità.

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