Per i Nas che hanno condotto l'operazione c'erano irregolarità nella conduzione di attività di ricerca del gastroenterologo: i dati di laboratorio erano falsificati con probabili complicità interne

Il riserbo è massimo trattandosi di tutelare il buon nome di un sanitario di primo piano.
Ma ormai la notizia che un medico, che lavora presso la facoltà di Medicina dell’Università di Perugia, con un ruolo di primo piano, è stato arrestato stamattina dai carabinieri del Nas del capoluogo umbro, manca solo dei dettagli.
A suo carico verrebbero ipotizzati i reati di truffa e peculato, legato a presunte irregolarità nell’attività di ricerca condotta in ambito universitario.
 
Si tratterebbe di un professore associato della clinica di Gastroenterologia dell’Università degli studi di Perugia.
L’arresto è scattato per storno di fondi pubblici destinati a lavori scientifici rilevatisi falsi perchè fondati su manipolazioni di dati di laboratorio.
Sono state eseguite sei perquisizioni che hanno interessato, oltre al professore associato, anche un medico dipendente dell’Azienda Ospedaliera, due biologi a contratto, due laboratori dell’Unità di Ricerca dell’ateneo perugino e lo studio dello stesso professore.

L’operazione ha portato anche al deferimento di un medico ospedaliero e di tre biologi a contratto per il concorso nella realizzazione dei lavori scientifici falsi e per il contributo prestato dai medesimi nella produzione di finti originali da poter esibire alla commissione universitaria istituita per la verifica delle pubblicazioni.

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