Le regole da osservare da parte dei commercianti a tutela dei consumatori per i saldi di fine stagione che inizieranno il 5 luglio

Un anticipo di sette giorni nei saldi estivi 2008 che partiranno in Umbria il prossimo 5 luglio e non il 12 luglio come inizialmente previsto. La decisione è stata assunta  dalla Regione Umbria e resa nota dalla Confcommercio.
Secondo l’assessore regionale al commercio Mario Giovannetti “l’anticipazione di inizio saldi si è resa necessaria per riallineare l’Umbria alla data scelta dalle regioni vicine, in particolare Emilia Romagna, Lazio e Marche”.
Attraverso le vendite a saldo si intendono sostenere i consumatori in questa difficile fase di ulteriore calo dei consumi legato alla diminuzione del potere di acquisto delle famiglie. Riduzione delle spese e negativa stagione meteorologica ha inoltre determinato nelle aziende serie difficoltà di vendita di beni estivi e l’accumulo di consistenti stoks.

I saldi possono essere effettuati dagli esercenti che commercializzano i seguenti prodotti:
• generi di vestiario e abbigliamento in genere;
• accessori per l’abbigliamento e la biancheria intima;
• calzature, pelletteria, articoli di valigeria e da viaggio;
• articoli sportivi;

La durata massima delle vendite di fine stagione è pari a 60 giorni di calendario. Gli esercenti non sono più tenuti ad effettuare alcuna comunicazione al Comune.
Le vendite di fine stagione o saldi devono essere presentate al pubblico con le sole diciture “vendite di fine stagione” o “saldi”. Sulla merce va indicato:
• il prezzo originario;
• lo sconto espresso in percentuale;
• il prezzo finale di vendita.
Il prezzo deve essere esposto in modo ben leggibile e i caratteri devono essere almeno 1,5 centimetri.
Le merci vendute a saldo debbono essere separate in modo chiaro ed inequivocabile da quelle che eventualmente siano poste in vendita alle condizioni ordinarie.
In caso contrario tutte le merci esposte devono essere vendute alle condizioni più favorevoli.
E’ fatto divieto tassativo di oscurare le porte a vetri, le finestre o le vetrine con manifesti, cartelloni o altro espediente che impedisca la completa visione dei locali dall’esterno.

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