Il Popolo della Libertà di Todi respinge l’immagine di una città ormai divenuta, secondo il Partito democratico, il “Paese dei Balocchi” e passa al contrattacco, dispiacendosi per il susseguirsi di critiche sarcastiche piuttosto che di controproposte concrete.
“Non crediamo che ai cittadini contribuenti dispiaccia – sottolinea in una nota il Pdl – se ‘la macchina comunale si mette in moto: operai, impiegati e vigili urbani corrono di qua e di là. Fervono i preparativi, la città è in fermento…‘: le risorse umane del Comune infatti sono retribuite dalla collettività proprio per questo, per dare servizi, appoggio logistico, operativo ed amministrativo anche alle attività di tipo sportivo, culturale e ricreativo che sono essenziale valore aggiunto per una città che pretende di fare dell’accoglienza e del turismo una delle industrie trainanti e di riferimento dell’economia locale”.
Il Popolo della Libertà, lungi dal rinnegare le iniziative delle quali gli viene contestata l’organizzazione, sottolinea come dalle parti del Pd “non si sono accorti del fatto che le manifestioni programmate, come ad esempio Todi Sport, hanno portato a frequentare il parco della Rocca centinaia di appassionati di tutte le discipline sportive oltre che turisti e curiosi in un clima di festa rovinato solo parzialmente dalle avverse condizioni del tempo”.
Ma è sul Todi Arte Festival, e non poteva essere altrimenti, che si concentra la risposta del partito del centrodestra.
“Sul festival la critica del Partito Democratico ci risulta particolarmente infelice – si legge nel comunicato del Pdl. Infatti l’obbligato trasferimento dell’evento nel Teatro Comunale, a causa della pioggia, ha purtroppo fatto sì che centinaia (e sottolineiamo centinaia) di persone venute in città per assistere alla “Processione Laica” per le strade del centro non abbiano potuto partecipare, ma ciò non ha impedito agli spettatori che gremivano il Teatro di godere di uno spettacolo dalle suggestioni significative”.
“La critica è infelice – prosegue il documento – perchè viene da chi ha sostenuto per anni imbarazzanti edizioni del festival, dove non ci risulta sia mai accaduto che il pubblico fosse più numeroso dei posti disponibili, anzi spesso abbiamo assistito con desolazione allo scempio di spettacoli allestiti nella magnifica cornice di piazza del Popolo, dove a stento si riempivano le prime file, con vendite di tagliandi neppure degne di una sala cinematografica di periferia. E allora, da che pulpito viene la predica dei soldi sprecati! Quelli sì e veramente!”.
L’intervento del Pdl si conclude sottolineando come l’Anteprima abbia lasciato “la sensazione di un festival che verrà, fresco, sapientemente “popolare”, con il giusto mix di espressioni culturali diverse, prosa, poesia, musica d’autore, jazz e comicità”.
Dal centrodestra, come già aveva fatto il sindaco Ruggiano nel dibattito in Consiglio comunale, non si nasconde che “si è fatta una scommessa, un tentativo di cambiamento che non poteva certo più essere rimandato e del quale non ci è dato oggi di sapere fino in fondo il risultato”, ma che va sostenuto con convinzione “per dare finalmente a Todi un Festival di livello degno della fama di cui gode la nostra città”.










