27 luglio 2008
I coraggiosi, chi sono costoro?

Ora avremo anche l’Alleanza dei coraggiosi, di cui forse non sentivamo la necessità. Coraggiosi perché?
Si potrebbe pensare a uomini che stanchi di essere nell’ombra, calpestati, inascoltati reagiscono e si uniscono in un progetto rivoluzionario, invece…
Troviamo Casini, Rutelli, il transformer Adornato, il redivivo Mastella (che ci comunica che è dimagrito 8 kg) fino all’enigmatico Cuffaro, all’incomprensibile Buttiglione e così via.
Todi ci ha offerta anche questa chicca estiva arricchita da pillole di saggezza.
Cuffaro: invita il partito a non «barattare la nostra identità per andare alla ricerca di consenso da una parte o dall’altra». Lui che invia a non barattare…
Mastella: «Io ci sono, ma – è il suo monito – non mi fate fare come quei giocatori forti che tutte le squadre vogliono e che nessuno poi mette in campo». Insomma, pretende il posto in squadra.
Cesa (riferito a Mastella): «Al momento delle liste parleremo anche con lui».
Altro che progetto di dialogo a destra e a sinistra: è solo l’ennesimo tentativo di costituire un nuovo partito.
Maurizio Pierdomenico

26 luglio 2008
Grazie a TamTam che ci mette alla prova

L’articolo su Tam Tam di luglio 2008 (sull’uso della posta elettronica da parte dei Comuni, ndr) ha reso onore a chi ripone il proprio impegno a servizio della visibilità del proprio territorio.
Noi della Società del Teatro della Concordia, che dell’Accoglienza turistica abbiamo fatto un codice etico ,siamo orgogliosi che il giornale ci abbia messo alla prova e, giorno più giorno meno per la risposta, non importa per chi ci si dedica volontariamente.
Grazie alla redazione di Tam Tam che si impegna per migliorare la Qualità del nosto territorio.
Edoardo Brenci, Presidente della Società del Teatro della Concordia

26 luglio 2008
Sicurezza nelle scuole: non c’è peggior sordo…

L’insegnante della scuola dell’Infanzia, responsabile alla sicurezza dei lavoratori e consigliera di minoranza Luciana Gonnellini, rassicura il sindaco Francesca Valentini e tutta la comunità sanvenanzese in merito all’articolo ”A San Venanzo a scuola di insicurezza”.
L’articolo non voleva essere uno strumento per fare della pubblicità politica occulta (come sostiene il sindaco), ma essendo coinvolta in prima persona nell’ambiente scolastico, era mia intenzione sensibilizzare l’Amministrazione comunale e richiamare l’attenzione, dei genitori sull’argomento “sicurezza”.
Confermo che l’intervento fatto nelle testate dei giornali è frutto di una mia iniziativa personale, ma è altrettanto vero che le insegnanti responsabili della sicurezza, in collaborazione con il Dirigente Scolastico, si impegnano ormai da anni ad effettuare la rilevazione e valutazione dei rischi: elencano i lavori da eseguire a breve, medio e lungo termine nei vari plessi, protocollando e inviando il tutto all’organo competente (Comune). Molto spesso sono stati coinvolti anche i genitori e i rappresentanti dei vari plessi scolastici che si sono fatti portavoce presso l’Amministrazione comunale affinché fossero risolti i problemi più urgenti.
Sono dispiaciuta che il mio intervento sia stato interpretato come un anticipo di campagna elettorale e non come una legittima preoccupazione di chi, lavorando per i bambini, vuole assicurare loro le migliori condizioni possibili di sicurezza. Sinceramente, avevo avuto l’erronea sensazione che fosse proprio il sindaco/prof. Francesca Valentini a sentirsi in continua campagna elettorale, perennemente preoccupata di raggranellare consensi e conferme, e che ogni suo atto, ogni gesto, finanche ogni sospiro, fosse a quello scopo preordinato. Niente di più sbagliato! Prendo atto che non è così e che invece sono ben altre le aspirazioni ideali che la sospingono e la sostengono.
E’ confortante sapere che il nostro sindaco coltiva sensibilità d’animo e romantici ideali, quando nega l’utilità di recintare gli spazi aperti della scuola, perché fermamente crede: “… in una scuola che si integra al territorio anche fisicamente…” ; ecco che i frequenti atti vandalici : rottura della cassetta antincendio, rottura delle finestre della palestra, forzatura delle porte d’ingresso della scuola, danneggiamento dei giochi dei bambini, immondizia, escrementi, cartacce, ecc., perdono la loro dimensione di “atti vandalici” per collocarsi, più opportunamente, nella reale dimensione di azioni necessarie per una corretta integrazione della scuola con il territorio.
Tuttavia, anche gli ottimi sindaci a volte sbagliano e sbaglia anche il nostro Sindaco Valentini quando, nel rispondere alla mia lettera dice: “…la scala antincendio non può, per ovvi motivi, avere la via d’esodo occlusa da recinzione…”. Verissimo! Infatti vorrei sommessamente ricordare al sindaco che anche noi insegnanti abbiamo un minimo di formazione in materia di sicurezza e che, come da nostre precise richieste scritte, nessuno intendeva chiudere la via d’esodo, bensì sollecitare il completamento del lavoro iniziato mettendo in sicurezza i piloni e i basamenti di cemento!
E se un giorno, per malaugurata sorte, un estraneo male intenzionato si introduce nel cortile o nello spazio verde della scuola, se un cane randagio azzanna un bambino nei suddetti spazi, se un nostro alunno si punge con una siringa abbandonata nell’erba o giocherella con un preservativo, non ne abbiano dispiacere i genitori e si rendano conto che questi sono modesti inconvenienti rispetto a quel ben più nobile ideale rappresentato dalla “integrazione della scuola con il territorio”. D’altronde, in quale altro modo una scuola potrebbe integrarsi con il territorio?
Luciana Gonnellini

24 luglio 2008
Renato Domenico Orsini apprezza il sindaco Gubbiotti

Ho molto apprezzato lo stile, l’equilibrio personale e civile e lo spirito civico con cui il sindaco di Massa Martana ha presieduto il Consiglio Comunale del 21 luglio 2008, rappresentando degnamente gli interessi generali della Gente Martana ed anteponendoli a quelli dettati dai vari particolarismi, e come cittadino voglio esprimere pubblicamente questa mia valutazione, puntualizzando queste considerazioni tecniche e politiche, già presenti negli atti da me presentati agli Uffici competenti:
– il sistema stradale d’uso pubblico e d’interconnessione territoriale nelle macroaree è un elemento pregiudiziale e complementare di ogni disposizione generale e particolare in materia d’interventi urbanistici in genere, siano essi d’iniziativa privata che pubblica, per cui non ha fondamento scientifico e giuridico l’affermazione che si tratti di ambiti separati da gestire attraverso uffici separati e non interdipendenti;
– le opere d’urbanizzazione primaria sono un elemento pregiudiziale e necessario di ogni provvedimento urbanistico, tanto è vero che la loro progettazione operativa costituisce un elemento indispensabile per il rilascio dei provvedimenti d’autorizzazione;
– nel caso di specie della variante a Villa San Faustino Stazione e del recupero produttivo e funzionale della zona delle ex Fornaci Scarca, nei due “corridoi ecologici” sono presenti alberi di età superiore ai 60 anni, di specie tutelate con una funzionalità biologica e paesaggistica non richiede costi aggiuntivi e le opere di urbanizzazione primaria e di collegamento stradale e ferroviario sono un elemento indispensabile per la convenienza economica delle iniziativa, in particolare in termini di Valore Aggiunto proprio e dell’indotto socioeconomico.
Renato Domenico Orsini

23 luglio 2008
Sono stato al mercato di "Marsciano Nostrano" e…

A Marsciano è stato realizzato un mercato locale "Marsciano Nostrano" con l’intento di realizzare una rete di aziende agricole del territorio che con i propri prodotti raggiungano direttamente il consumatore finale. Il mercato si tiene tutti i sabati dalle ore 8 alle 13 presso l’ex Tabacchificio.
Il mio interesse è stato immediato visto che auspico iniziativa analoga anche a Todi in alternativa al mercato tradizionale ormai logoro. Sono andato a Marsciano e desidero esporre alcune riflessioni.
In primo luogo alcuni elementi oggettivi:
1) Non era possibile degustare nulla; 2) Gli operatori presenti erano, sabato 19 luglio, in numero di 6.
Ho trovato i prezzi in linea con il mercato, con qualche ribasso ma anche qualche rialzo. Alcuni esempi: cocomero euro 0,40/0,45; lattuga a 1,40 euro; meloni a euro 1/1,2; pomodori verdi a euro 1/1,2; cetrioli a euro 1.
L’aspetto interessante (dal mio punto di vista) è nella prospettiva di consumare un prodotto di maggiore qualità ad un prezzo congruo. Alcune perplessità però rimangono.
Cosa consumiamo attraverso i supermercati se le differenze economiche non sono (ad oggi) cosi apprezzabili? Due le risposte: o il prodotto del supermercato è veramente di bassa qualità oppure qualche produttore locale fa il furbo.
Ora mi accerterò della qualità e bontà di quanto acquistato per vedere se effettivamente vale la pena un piccolo sforzo per mangiare meglio nel rispetto dell’ambiente.
Gli sviluppi di questi progetti (da sostenere) dipendono molto da noi consumatori. Facciamo in modo che sia sempre maggiore il numero di clienti, chiediamo migliori prezzi possibili, restituiamo il prodotto che non è gradito e/o reclamiamo. E, forse, riusciremo veramente a mangiare meglio, spendendo il giusto.
Maurizio Pierdomenico

23 luglio 2008
Ridate dignità ai giardini e le fontane del centro di Marsciano!

Caro Sindaco del Comune di Marsciano, cari Amministratori presenti e futuri, ma anche cari cittadini che vivete nel paese e che avete a cuore il decoro e gli spazi verdi per voi e per i vostri figli, vi rendete conto che i giardini di Marsciano sono un’oscenità?
Sono giovane ma ricordo con nostalgia ed affetto la vecchia fontana: un monumento storico di elevata raffinatezza e semplicità, simbolo dei giardini e spettacolo per tanti bambini che la affollavano. Ricordo le austere scalinate con i leoni, dove noi ragazzi eravamo soliti sedere nelle calde sere estive e nelle giornate di festa.
Non sono mai riuscita a capire perchè tutto questo è stato distrutto con tanta facilità e senza tenere conto del parere della gente. Nessuno ha lottato per non far sparire una parte di storia del paese. Assurdo!
Non ne faccio una colpa alla recente amministrazione, ma sicuramente si potrebbe fare qualcosa per migliorare lo scempio attuale.
Non è possibile guardare quell’ammasso di cemento attraversato da tubi di ferro verde e da vasche piene di acqua sporca, che qualcuno osa chiamare fontane.
La scultura del professor Ranocchia giace al centro di una delle vasche: è un insulto all’arte permettere che un’opera di tale livello rimanga in tale contesto!
I giardini sono, tra l’altro, il biglietto da visita del paese, in quanto situati nel punto principale di accesso.
Prima di pensare a tutti i centri commerciali e alle bellissime rotatorie con fontane, degne di questo nome, bisognerebbe mettersi una mano sulla coscienza ed intervenire al più presto per ridare dignità ai giardini, creando un luogo decoroso e ben curato dove giovani e meno giovani possano tornare ad incontrarsi e a far rivivere una zona che è sempre stata il fulcro del paese.
Grazie per l’attenzione e spero di risvegliare gli animi di quanti la pensano come me, perchè non si smetta mai di parlare dei miglioramenti che si possono apportare al paese in cui si vive e dove crescono i nostri figli.
G.R.S.P

22 luglio 2008
Quanto "rode" ai Sinistri la storia dell’undicesimo consigliere!

Noto con piacere che Romina, di ritorno dalle sue vacanze, oltre all’abbronzatura ha fatto anche il pieno di simpatia e sarcasmo.
Lasciamo perdere le osservazioni sulla piazza che probabilmente conosce e vive meno di tanti altri avendo come domicilio principale Perugia, ed in merito al quale non voglio di nuovo parlare perché già si è detto abbastanza nei giorni scorsi.
Mi permetto di sottolineare e ricordare, in merito al festival, che nelle ultime edizioni, la situazione era peggiore: la presentazione avveniva solo a Roma ed il materiale promozionale iniziava a circolare per Todi quasi in concomitanza con l’inizio della manifestazione. E non è che il programma fosse noto con largo anticipo a noi cittadini e nemmeno che fosse così ricco di spettacoli.
E quanto vi “rode” sta’ storia dell’undicesimo consigliere! Stà diventando un ritornello monotono che accompagna ogni intervento, ogni seduta del consiglio comunale, ogni sinistro pensiero, ogni sinistro sogno durante i sinistri sonni che non credo siano proprio, a questo punto, col sorriso sulle labbra…
Luca Cardaio

22 luglio 2008
A Todi una piazza tutta da ridere!

Ma guarda un po’… uno va qualche giorno in vacanza, torna e trova la città in cui vive cambiata. Sogno o son desta? Nella bellissima storica nostra piazza decine e decine di giovani che la sera socializzano comunicando dall’interno delle loro macchine. Non escono nemmeno, rimangono dentro: ce n’è uno, sorteggiato, che va a prendere i gelati e gli altri, tutti contenti, che li mangiano stando comodamente seduti nelle loro vetture. Il livello di socializzazione è talmente alto che qualcuno riesce anche a parlare con il volante.
Ogni mezz’ora un ausiliare del traffico fischia e allora si cambia la disposizione delle macchine, così, tanto per dare un ulteriore tocco di vitalità al tutto. Decine e decine di turisti, accorsi a visitare le rare e introvabili pietre del nostro museo lapidario, ancora purtroppo in fase di progettazione, sono comunque felici di vedere tale spettacolo. Ne incontro uno, che mi dice tutto soddisfatto: “anche se non sono riuscito a vedere le pietre più famose del mondo – confesso che ero venuto appositamente per questo – mi sono già prenotato una camera per settembre. Il programma del TodiArteFestival è così ricco e dettagliato che non posso perdermelo”.
Sbalordita da un tale cambiamento del flusso e degli usi e costumi dei turisti a Todi, scopro che quest’anno il festival avrà una gestione “a sorpresa”. Fino a poco prima si conoscerà poco o niente del programma, dei soldi spesi da chi e per chi. Ma non importa: si tratta di una scelta di comunicazione, per aumentare la suspense e l’attesa. Unico spettacolo certo: un assolo canoro di un certo “undicesimo” consigliere comunale che avrebbe barattato la propria collocazione politica in cambio della possibilità di esibirsi sul palco.
Sembra che alcuni gruppi di turisti cubani, innamorati di Todi da quando è stata fatta la visita ufficiale di Sindaco e parte della Giunta, abbiano già prenotato proprio per vedere tale performance. Mi ritengo soddisfatta. Dopo l’albero di Natale più alto d’Europa, avremo la piazza più moderna dell’Umbria, il festival più innovativo d’Italia e le lapidi più ambite del mondo. Grazie! Con il sorriso sulle labbra me ne vado a dormire…
Romina Perni

21 luglio 2008
Come si fa a pensare di sponsorizzare questo Todi Festival?

Dalle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Ruggiano a TamTam e ad altri organi di informazione circa il finanziamento del Todi Arte Festival, facendo due conti, sembrerebbe che il Festival costi 70.000 euro (già spesi) di contributo comunale + 280.000 di sponsor privati + di 300.000 contributo statale per un (possibile) totale di 650.000 euro, che mi sembrano una cifra veramente importante.
A tutto ciò dobbiamo aggiungere l’incasso del botteghino (come dichiara il sindaco) che procede alla grande con numerose prenotazioni on line, naturalmente al buio e con tariffe libere.
E’ poco? E’ molto? Non si può dire se non in presenza di un programma che consenta di valutare la loro destinazione. Al momento è moltissimo (programma = zero).
Una domanda agli sponsor (se ci sono?), una domanda che scaturisce da una mia esperienza. Lo scorso anno ho chiesto per il Tennis Tavolo un contributo ad una Banca di 100/150 euro (cento/centocinquanta avete letto bene): mi hanno chiesto una sorta di relazione scritta sul progetto e sulle attività per poi elegantemente rispondermi negativamente.
E Voi su cosa avete investito? Su quale progetto e programma? Con quali possibilità di ritorno, visto che, oltretutto, siamo arrivati ormai a ridosso dell’evento?
Mi chiedo se avete tanti soldi da buttare dal finestrino perché non date un contributo anche alle attività culturali, sociali e sportive realizzate dalle associazioni locali?
Maurizio Pierdomenico

19 luglio 2008
Trivellazioni in piazza del Mercataccio: c’è il petrolio a Todi?

Alcuni mesi fa presso il parcheggio del Mercataccio è stata effettuata una sorta di trivellazione, o altro, in prossimità della parte finale delle Mura, a cosa è servita?
Ad oggi si assiste ad uno spettacolo indecoroso con un cantiere aperto e semiabbandonato. Mi sono chiesto ci abbiamo trovato il petrolio e siamo in attesa di impiantare un pozzo? Non abbiamo trovato nulla e ce ne siamo andati lasciando tutto in quello stato? Ci sono pietre per il lapidario?
Lettera Firmata

18 luglio 2008
Quel tasso di "interesse" dell’Università di Perugia

Mi ha molto colpito (avendo anche io una figlia all’Università forse, fortunatamente, a Bologna) la lettera di Mariella Quartucci alla quale chiedo cortesemente di inoltrare questa mail non avendo io l’indirizzo.
Mi sono permesso, grazie alla tua segnalazione, di vedere cosa è possibile fare attraverso le ACLI – Lega Consumatori e sono a disposizione per inoltrarti la risposta dell’avvocato Damiano Marinelli responsabile del servizio.
Se i soggetti che lamentano la questione sono molti si potrebbe fare qualcosa, fermo restando che, a lume di naso, l’informativa sui pagamenti non è un obbligo dell’ente che eroga i servizi (pensa al pagamento delle tasse o al bollo auto).
Sicuramente invece, una penale di 150 euro su un importo di euro 200 è effettivamente eccessiva.
Sarebbe utile conoscere se esistono altri casi simili oppure avere elementi di analisi più completi e precisi.
Sono andato a leggermi il regolamento Tasse Università di Perugia e ho trovato all’articolo 10, indennità di mora: "Lo studente che effettui in ritardo un pagamento rispetto alla data prevista ovvero ometta di presentare nei termini la documentazione necessaria o non rispetti le scadenze fissate da provvedimenti amministrativi dell’Università è tenuto al pagamento di una indennità di mora in relazione a ciascuna delle inadempienze poste in essere.
Nel caso in cui più inadempienze vengono sanate contestualmente con un’unica istanza la mora è dovuta una sola volta.
Nelle ipotesi sopra previste si applicano le seguenti indennità di mora: euro 50,00 dal 1° al 10° giorno successivo alla scadenza; euro 100,00 dall’11° al 40° giorno successivo alla scadenza; euro 150,00 dal 41° giorno".
Il tutto approvato con delibera del Senato Accademico del 24 gennaio 2008. Quindi sembrerebbe tutto regolare… a tasso di usura!
Maurizio Pierdomenico

18 luglio 2008
Telenovela di Collazzone: seconda puntata

Non voglio alimentare sterili polemiche sulla vicenda del Comune di Collazzone, anche perché per carattere sono portato all’azione e vado fino in fondo quando sono convinto di essere dalla parte della ragione, ma, un ulteriore tassello della vicenda merita di essere reso noto.
Alle ore 15:37:59 del 17/07/08 ricevo una chiamata sul mio cellulare dal numero 075878…. (che, se non erro, dovrebbe corrispondere all’ufficio segreteria del suddetto Comune) da parte della signora ……., impiegata del Comune, che, piccata dal mio articolo pubblicato su TamTam, mi ha tacciato di “persona scorretta”.
Restituisco al mittente l’insulto facendo presente che per lo sfogo emotivo, riconducibile alla sfera privata, è stato utilizzato il telefono del Comune pagato dai contribuenti.
Rimango sempre in attesa di una risposta scritta sulle motivazioni che hanno indotto il Comune di Collazzone a non rilasciare la documentazione da me richiesta.
Paolo Federici

18 luglio 2008
Il lapidario come la guerra di Bush: chi è contro il museo è contro la cultura

In merito alla comunicazione dell’assessore alla cultura riguardo le mie considerazioni sul museo lapidario, vorrei solo sottolineare che in una frase, quella che riguarda i principi di tutela del patrimonio storico cittadino, sta proprio il pomo della discordia perché fra le pieghe del discorso leggo: chi è contro la costituzione del museo lapidario, è contro la tutela del patrimonio storico cittadino. Per fare un esempio pratico, questa fu la politica di consenso che conseguì l’amministrazione Bush all’indomani dell’11 settembre: chi è contro la guerra in Iraq, è amico dei terroristi.
Che il materiale lapideo sia significativo per la storia della città credo sia un concetto ampiamente condiviso da tutti, ritengo invece che sia inadeguata la gestione della Sala della delle Pietre, dove spesso il valore storico dei reperti conservati, viene avvilito e svilito, dai comportamenti umani di chi autorizza e gestisce gli eventi che lì vengono organizzati. Allora cosa si fa?
Invece di ripensare ad una corretta o nuova gestione della sala, cercando di tutelare e valorizzare al massimo la sala stessa e la storica collezione lapidea, si pensa di spendere una cifra esorbitante per toglierla di mezzo, con un’operazione finanziariamente e culturalmente rischiosa, relegandola in uno spazio dove avrà, nel prossimo futuro, morte sicura, trascinando nel buio anche l’intera struttura del Nido dell’Aquila che rimarrà così inutilizzabile per gli anni a venire.
Questo potrebbe accadere non per responsabilità dirette dell’assessore Bergamini, di cui è inutile discutere sulle capacità professionali di portare a termine missioni difficili (vedi Antiquarium di Baschi) ma in questo caso, la proposta di costituire e gestire un nuovo “polo museale” di queste dimensioni, è per me fuori dai tempi, perché costerà cifre iperboliche, soldi che non ci sono oggi e ce ne saranno sempre meno domani, anche in considerazione della scarsa sensibilità finora dimostrata dall’amministrazione comunale per le “attività culturali”.
Carlo Zoccoli

18 luglio 2008
Al Comune di Todi avevamo anticipato Brunetta ma…

Ci terrei a dare una informazione in più rispetto alle notizie date oggi dalla stampa riguardo alle misure adottate dal Ministro per la Funzione Pubblica Dott. Brunetta.
Ricordo perfettamente una disposizione dell’allora Segretario Comunale a Todi Dott. Alfonso Gentili che disponeva le visite fiscali anche per un solo giorno di malattia. Questo molti anni fa, molto prima di Brunetta. Quindi possiamo dire che il Comune di Todi è stato un precursore…
Sinceramente non mi sembra sia servito a molto, chiedetelo al solo medico di turno alla ASL o meglio chiedete alla ASL stessa quanta percentuale di richieste è riuscita ad evadere.
Sono la dipendente comunale che aspetta sempre la raccolta differenziata negli uffici municipali.
Lettera Firmata

17 luglio 2008
Povero Tracchegiani, non sa neppure di cosa (e di chi) parla!

Ci sono tre parole per definire l’intervento del consigliere della Destra Tracchegiani nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Giano: superficialità, cattiva informazione e una demagogia che va al di là di ogni ragionevole limite.
Ogni maggioranza deve essere attenta alle critiche che provengono dall’opposizione, soprattutto quando sono costruttive. Non certo quando si fa scientifica disinformazione, con anche un pò di fastidiosa supponenza.
È per questo che nel “guinness dei primati” non ci finiranno i presunti sprechi denunciati alla pubblica opinione, ma gli strafalcioni di chi insegue, come Tracchegiani e il sodale pseudo locale (nel senso che a Giano ci viene in vacanza) Jacopo Barbarito, questo strano modello di cattiva politica che oggi – purtroppo- va per la maggiore, ovvero un sensazionalismo di facciata che maschera un grande vuoto di rappresentatività e di proposta.
Invito Tracchegiani a documentarsi con maggiore dettaglio, soprattutto quando gli atti di cui si parla sono pubblici e verificabili da ogni cittadino.
Innanzitutto il bilancio corrente del Comune nell’anno 2007 è stato di 2 milioni e 900 mila euro e non di 800 mila. Per quanto riguarda i lavori, la pavimentazione della piazza del municipio (che è stata rifatta nel 2006), risale alla prima metà degli anni 90, ovvero a due legislature fa. (dire “due volte in pochi mesi” significa vivere sulla luna).
Nel citare la presunta svendita di terreni agricoli (si tratta di 28 lotti, disseminati nel territorio, spesso improduttivi che sommati fanno in totale poco più di 18 ettari) si omette di ricordare (o meglio si ignora) che gli introiti sono in buona parte destinati a coprire uno dei più grandi investimenti mai fatti dal Comune nella sua storia recente che ha consentito di acquisire al patrimonio comunale altri 18 ettari intorno alla frazione di Bastardo, garantendo possibilità di sviluppo alla frazione per i prossimi 20 o 30 anni.
Le spese telefoniche e internet (che comprendono anche le 4 scuole, la farmacia, la biblioteca e il centro handicap) sono state nel 2007 pari a 32 mila euro e non 56 mila, peraltro in costante riduzione rispetto agli anni precedenti.
Le spese per il giornalino del comune 3000 euro e non 7500. Le entrate da multe sono state pari a poco più di 100 mila euro e non 176 mila. Oreste Scalzone è stato invitato a Giano da una associazione privata e non certo a spese del Comune.
Per ultimo comunico al consigliere Tracchegiani che ha sbagliato anche l’unico dato non opinabile e cioè il numero degli abitanti, che sono 3700 e non 3400. Ma forse è per ragioni di coerenza. L’ultima volta che aveva parlato di Giano, qualche mese fa, mi aveva chiamato Giancarlo mentre io (posso provarlo) mi chiamo da ben 38 anni Paolo.
Paolo Morbidoni, sindaco di Giano dell’Umbria

16 luglio 2008
Napoli? Salerno? No, Bastardo!

Nella centralissima Bastardo, paese natio del sindaco di Giano dell’Umbria, la situazione rifiuti è sempre più grave. Il disinteresse di questa amministrazione per il problema è evidente e sotto gli occhi di tutti.
Bisogna agire subito prima che la situazione degeneri in emergenza, i cassonetti sono sempre più pieni e insufficienti, creando situazioni di disagio per i cittadini ,soprattutto adesso con l’aumentare del caldo.
La situazione della raccolta differenziata è ferma: organizzeremo riunioni anche nelle scuole per sensibilizzare i bambini alla cultura della raccolta differenziata unica vera soluzione al problema.
Chi ha responsabilità di governo in questo territorio, non si occupi solo di assicurarsi per l’ennesima volta un posto di governo dal quale dispensare favori e promesse, per la maggiorparte false, ma si occupi finalmente di gestire i bisogni di tutta la collettività prima che sia troppo tardi, come la questione rifiuti che rischia di diventare emergenza.
Un progetto dettagliato di raccolta porta a porta che verrà proposto in Consiglio comunale subito dopo la pausa estiva.
Augusto Frescura, capogruppo dell’opposizione Giano dell’Umbria

16 luglio 2008
Contro i tassi da usura dell’Ateneo di Perugia

Sono solidale con Mariella Quartucci per la situazione in cui si è venuta a trovare. Da anni sono socio di "Altroconsumo" ed ho risolto molte controversie grazie al loro intervento ed ai loro avvocati (che per i soci sono gratuiti).
Ti consiglio di contattare una qualsiasi associazione di consumatori (adiconsum, aduc, codacons) e fatti consigliare da loro. Secondo me hai ragione a dire che è da estorsione una mora di 150 euro a fronte di una spesa di 200. Una vera porcata. Fai anche di più, invia lettere anche ai quotidiani nazionali. Uno la pubblicherà.
Francesco Menghini

16 luglio 2008
I vantaggi di Internet secondo l’Università di Perugia

Con modifica in corso d’anno, l’Università degli Studi di Perugia ha disposto che, dopo l’avviso cartaceo dell’importo della prima rata delle tasse universitarie per l’anno accademico 2007/2008, avrebbe segnalato l’importo delle rate successive esclusivamente tramite Internet: la nuova disposizione era riportata nell’ultimo cartaceo, ma da me, come penso da molti altri utenti è passata inosservata per l’abitudine consolidata, dopo 5 anni di pagamenti di tasse universitarie, a ricevere comunicazione scritta. Ora, dopo una tale sospetta carenza informativa, una “cortese” telefonata della segreteria ha contestato il mancato pagamento delle due rate successive, di cui naturalmente non era pervenuto alcun avviso cartaceo, con l’addebito di 150 euro di mora per ciascuna, riducibile a “soli” € 150 se il pagamento di entrambe fosse stato effettuato in un’unica soluzione.
Ritengo incompatibile con i diritti dell’utenza una tale procedura e l’onerosità della mora (€ 150 per un dovuto di € 200) degna del peggior usuraio. Ecco i vantaggi di Internet per l’utente! Senza considerare che la tecnologia non è diffusa in modo così capillare in tutte le famiglie (che di solito eseguono il pagamento) e che, se si possiede solo una pratica generica con il WEB, l’esecuzione dell’operazione, in particolare per il pagamento della mora, non è affatto agevole.
Mariella Quartucci

16 luglio 2008
Per l’Idv il Todi Arte Festival è nato già morto

Dal sito www.todiartefestival.com… “Prende il via l’edizione 2008 del rinomato Todi Arte Festival, rassegna annuale di teatro, danza, musica, arti visive, incontri letterari il tutto nella splendida cornice di Todi in cui arte, cultura, tradizione si incontrano dando vita ad un qualcosa di straordinario in un luogo ed in momento altrettanto straordinari… Un festival di qualità, per dimostrare che l’arte in Italia è ancora vivace. E forse proprio questo dovrebbe fare un festival, essere un trampolino, un luogo in cui far conoscere e dare visibilità ad artisti di talento. Un evento unico, imperdibile. Emozionatevi con noi”.
Questo è tutto ciò che ha partorito la montagna.
Mentre su www.bellaumbria.net troviamo il vecchio logo (Marchini) e alcune date “Dal 7 Settembre 2008 al 14 Settembre 2008” (saranno reali?) – Tra i servizi si legge Prenotazione online: Si.
Ma tutto si risolve con il sito comunale www.comune.todi.pg.it dove siamo fermi alla “Presentazione in Movimento” singolare coincidenza per qualcosa che appare fermo.
Il preambolo solo per condividere le preoccupazioni espresse dal Pd-Mre alle quali ci permettiamo di aggiungere che siamo arrivati al capolinea. Non è più sostenibile che un evento del genere cavallo di battaglia della nuova amministrazione, che coinvolge un direttore dal nome altisonante, che esprime un logo pirotecnico sia giunto a 7 settimane dall’avvio senza sapere se e quanti fondi sono (e non saranno) disponibili, senza vedere un programma dettagliato sul quale far confluire prenotazioni ed iniziare a muovere la macchina turistica.
Mi chiedo quale operatore privato avrebbe fatto una operazione simile senza una certezza di copertura finanziaria.
Nell’esprimere il nostro profondo disappunto ci permettiamo di completare la frase del Pd-Mre che accusa: “..l’Amministrazione Ruggiano di "arroganza, superficialità, faciloneria ed irriverenza verso ogni istituzione” e non solo ma verso tutti i cittadini che speravano in un cambio di passo.
Il Festival è già morto.
Circolo Italia dei Valori – Todi

15 luglio 2008
Centrodestra di tutto Giano dell’Umbria uniamoci contro i Sinistri

In qualità di capogruppo del PDL del Comune di Giano dell’Umbria mi sento in dovere di rispondere all’intervento del Sig. Tracchegiani e al Sig. Barbarito, il quale, pur avendo tutta la mia stima, dimostra in questa fase tutta la sua inesperienza e superficialità nell’affrontare i temi politici del nostro Comune.
Precisando inoltre che il Sig. Tracchegiani non si è mai visto nel nostro comune, mi preme rimarcare come i dati elencati dal Sig. Barbarito, siano stati estrapolati proprio da attività di protesta e di denuncia fatte dai consiglieri di opposizione, come tutti possono leggere dai manifesti inviati insieme a
questo articolo ed affissi in tutto il comune negli anni scorsi.
Prendersela con l’opposizione, citando dati forniti proprio da questa, anzichè collaborare insieme per un progetto nuovo che cambi finalmente il volto del nostro Comune, mi sembra poco opportuno a meno di mire personalistiche che secondo noi non possono che portare all’ennesima vittoria della Sinistra.
Il nostro scopo è quello di mettersi al servizio dei cittadini e cercare di denunciare le malefatte dei signori della Sinistra, e nello stesso tempo proporre soluzioni nove, idee fresche per il nostro piccolo Comune, investendo tempo e soldi senza nessuna mira politica o altro.
Concludo invitando i Sig. Tracchegiani e l’amico Jacopo Barbarito a partecipare con noi attivamente per cambiare le sorti del nostro Comune, insieme, contro il nemico comune: la sinistra .
Pdl Comune di Giano dell’Umbria

15 luglio 2008
Lampadine: un affare per qualcuno, un danno per l’ambiente

In riferimento alla segnalazione di Francesco Menghini, mi permetto di segnalare che le lampadine a risparmio energetico, oltre ad essere inquinanti, visto la presenza di mercurio e dannose alla salute umana, per via dei campi elettrici ad alta frequenza che emettono, si stanno rivelando un lucroso affare per molti!
Ogni 68 lampadine regalate ai cittadini, lo Stato elargisce circa 100 euro all’ENEL; ora, dato che ne hanno distribuito circa 8.000.000 di pezzi e detratti i costi di produzione, il guadagno netto è stato di circa 4.000.000 di euro. Alla faccia del pensiero naturalistico ed ecologico!
Ed intanto numeri veramente imprecisati di lampadine con il loro carico di mercurio, vanno a finire nelle discariche indifferenziate, o peggio nei termo valorizzatori! Perchè "peggio"!? Perchè il mercurio è un metallo allo stato liquido, ed è molto sensibile al calore, infatti evapora e quindi viene facilmente "ingerito" con la semplice respirazione.
Speriamo almeno che presto posizionino dei contenitori per la raccolta differenziata.
Maurizio Pierdomenico

14 luglio 2008
Risparmio energetico o guadagno per qualcuno?

Lo scorso anno ho aderito volentieri all’iniziativa di risparmio energetico ed idrico e mi sono recato presso il magazzino del Comune di Todi a ritirare il mio kit.
Dei riduttori di flusso solo uno era utilizzabile (per il rubinetto di cucina) essendo quelli dei rubinetti di lavandino e bidet più piccoli. Poco male, ne avevo degli altri. Per quanto riguarda le lampade invece 2 su 3 sono già fuse (e nessuno ti dice dove smaltirle).
Utilizzo i tubi fluorescenti (impropriamente detti Neon) da anni, in tutta la casa, e quelli acquistati a negozio durano molti anni. Questi no. Si deve essere anche attenti nello svitarle e riavvitarle, perche sono molto fragili e tendono a spezzarsi facilmente.
A questo punto mi chiedo: era una operazione per il risparmio energetico o di smaltimento di fondi di magazzino per qualcuno? Sulle lampade c’è scritto solo Made in Ungheria. In caso di problemi chi vado a cercare? il presidente ungherese?
La prossima volta chiederò la garanzia scritta, come per tutti i prodotti!
Francesco Menghini

14 luglio 2008
L’assessore Antonio Serafini risponde a Valentini

Caro amico Manolo (Manuel Valentini) resto veramente allibito di quanto leggo nel tuo post e mi permetto (se vuoi accettare il mio consiglio) di spostate la tua giusta e necessaria polemica di presidente del circolo del PD su altri argomenti ben più seri ed importanti per i cittadini di Collevalenza, Chioano, Rosceto, Torrececcona, Monticello e Figareto.
Problemi di viabilità, sicurezza stradale, illuminazione pubblica, fognature, acquedotti, aree verdi non mancano di certo perché tu possa esporli, fartene promotore e sostenitore riuscendo così a mettere in difficoltà il sottoscritto e l’intera amministrazione (non è forse questo il tuo obiettivo e quello del tuo partito?).
Ma il voler gettare fango o il solo insinuare "mosse demagogiche impregnate del più basso populismo" (come tu scrivi) da parte di questa amministrazione solo per il gusto di volerlo fare mi sembra poco serio e veramente inaspettato da una persona come te che io ritengo (e tu lo sai che sono sincero) un valido ed intelligente avversario col quale confrontarmi sempre in modo costruttivo e in assoluta amicizia.

Alcune precisazioni al tuo intervento:
1) Ritengo che il tanto millantato presenzialismo a feste e sagre paesane da parte di alcuni componenti dell’amministrazione sia invece una cosa normale e direi addirittura una forma di rispetto e cortesia nei confronti "di chi si spende in prima persona nell’organizzazione di tali manifestazioni, in maniera spassionata, meritevole e degna del massimo plauso possibile, al di sopra di tutto, anche della politica"; ti ricordo (e lo dico con certezza assoluta visto e considerato che la festa di Collevalenza l’ho organizzata per diversi anni ed ho fatto il cameriere sino a poco tempo fa) che il sindaco Marini ed alcuni componenti della sua Giunta ci hanno quasi sempre onorato con la loro presenza e ti assicuro (a prescindere dal diverso orientamento politico) il sottoscritto e l’intera organizzazione (della quale purtroppo tu non hai mai fatto parte non collaborando mai a nessun titolo) sono sempre stati lieti della loro presenza.
2) Il dott. Ciani, in occasione del suo brevissimo discorso, non si è avvicinato furtivamente al palco, come tu lasci sottendere, per espropriare a forza il centro dell’attenzione, ma bensì è stato invitato dall’organizzazione della Festa unitamente alla prof.ssa Floriana Caroli (vice sindaco di Acquasparta), per un saluto a tutti i partecipanti e per la presentazione del simbolo delle Selvarelle che, dal 2007, da semplice toponimo di località è stata elevata al rango di frazione da parte del Comune di Acquasparta.
3) In merito alla fantomatica frase che tu demonizzi, ovvero "Questa è la gente che piace a noi, quella che di giorno lavora e la sera si diverte…", che cosa ci sarebbe di male? Non ci vedo alcun messaggio subliminale a meno che qualcuno non ce lo voglia trovare per forza. Ti fai forse promotore della protesta da parte di quelli che sono rimasti esclusi? Hai ragione caro Manolo, con quella frase Mario Ciani ha profondamente offeso i metronotte, i fornai e diverse centinaia di camionisti coi quali ti assicuro avremo modo di scusarci.
4) In merito al taglio dell’erba, l’unica spiegazione è che la redazione abbia pubblicato la tua lettera in ritardo. Infatti l’erba nel tratto Collevalenza-Chioano non c’è più da tempo ed è stata falciata proprio in occasione della festa paesana anche se la festa si è svolta alle Selvarelle.

Proprio su questo punto vorrei però dare alcune informazioni a tutti i cittadini.
E’ vero, siamo in ritardo sul taglio dell’erba e non mi vergogno di ammetterlo. Ma a quelli che vivono sotto il cielo tuderte (ci sei anche tu Manolo) non sarà sfuggito che sino alla data del 17 giugno u.s, le condizioni metereologiche si erano messe in modo tale che la mattina faceva un tempo discreto e la sera o la notte pioveva. E allora mi dirai tu?
Se hai modo di parlare col tuo vicino di casa, tale Emanuele Tiberi, dipendente comunale nonchè autista del trattore dotato del taglia-erba, potrà spiegarti che durante quel periodo l’erba era così bagnata che la barra operatrice non riusciva a tagliarla ma solo a schiacciarla.
Si è preferito allora concentrare il lavoro di taglio col decespugliatore sulle scuole materne (aperte sino al 30 giugno) e su alcune aree verdi nelle frazioni ove erano previste feste e/o sagre paesane (Canonica, Quadro, Camerata, Izzalini).
Il geometra Eli ed il sig. Scargetta (coordinatori degli operai dell’ufficio manutenzione) in modo a mio parere intelligente e razionale, hanno redatto un piano di intervento programmato per macro aree omogenee (che stiamo attuando) in virtù del quale, anzichè andare a rinfusa da un capo all’altro del territorio comunale, si sta operando su zone precise comprendenti diverse frazioni vicine.
Attualmente dopo avere pulito Pian di San Martino (festa paesana in corso) si è passati alle strade comunali di Cecanibbi, Canonica, Cordigliano e Pontecuti); il resto della settimana gli operai saranno impegnati su Ilci, Ripaioli, Cacciano, Frontignano con due rientri straordinari su Figareto e Monticello.
Personalmente mi scuso coi cittadini dello stato di incuria di alcune strade e di certe aree comunali ma assicuro che il sottoscritto, in stretta collaborazione con l’assessore Ugo Todini, si sta veramente impegnando a fondo per affrontare questo problema che, coi mezzi e le risorse umane attualmente a disposizione, è di difficile risoluzione. Un abbraccio caro Manuel
Antonio Serafini – assessore ai lavori pubblici del Comune di Todi

13 luglio 2008
Pane et Circenses: a Todi un’Amministrazione da fine settimana

In questi giorni di feste e sagre paesane, nel tuderte ci si può imbattere nell’amministrazione Ruggiano che le presiede con molta solerzia. Non che questo di per se sia negativo, anzi, è un ottimo modo per avere uno stretto contatto con i propri concittadini, come sempre deve fare un attenta amministrazione comunale.
Quello che non si capisce è il goffo tentativo di appuntarsi la medaglia, quando il merito è di chi si spende in prima persona nell’organizzazione di tali manifestazioni, in maniera spassionata, meritevole e degna del massimo plauso possibile, al di sopra di tutto, anche della politica, come comitati, circoli, parrocchie e singoli cittadini.
Questo fa pensare a Mattly, ve lo ricordate il cane mascott della simpatica squadriglia, al quale il capo, all’epilogo dei disastrosi inseguimenti al pennuto, chiedeva di fare qualcosa e lui, rispondeva, che in cambio voleva la medaglia (…).
Uno di questi goffi tentativi di appuntarsi medaglie non proprie lo si è avuto venerdì scorso, alla festa di Selvarelle fatta in collaborazione con Collevalenza. Avvicendandosi sul palco, non che in questo ci sia niente di negativo o di politicamente scorretto, a patto che non lo si faccia in maniera faziosa, sono sembrate sibilline, demagogiche e impregnate del più basso populismo possibile le parole dell’assessore Ciani, il quale ha detto: “Questa è la gente che piace a noi, quella che di giorno lavora e la sera si diverte”.
La frase, detta sì dal buon Ciani, ma figlia dell’intero Ruggiano pensiero, non si è capito quale alto insegnamento volesse dare. Chi sa, forse aveva il compito di fare da monito proprio per l’amministrazione, come le lettere dei buoni propositi che si scrivono da bambino e che di solito rimangono sulla carta. E cioè che da ora in poi, dopo oltre un anno dall’insediamento, è finita la sera e, cercando di imitare la gente che gli piace, finalmente, anche l’attuale Giunta si metterà a lavorare veramente per la città.
Oppure era solo una benedizione ai convenuti alla serata o, forse, era solo l’ennesimo tentativo di cercare di appuntarsi una medaglia, che non si capisce a che titolo, dovrebbe luccicare al petto dell’Amministrazione Tuderte. Di questi atti ormai ci si è abituati e c’è una particolare predilezione nei confronti di feste, serate, manifestazioni, addirittura anche quando si tratta di eventi figli dell’iniziativa privata.
Sin dalla campagna elettorale è sembrato evidente come l’Amministrazione Ruggiano facesse suo uno dei pilastri della politica dell’antica Roma: “PANE ET CIRCENSES”, il popolo fallo divertire e fallo stare a pancia piena che l’avrai in mano.
La mia analisi della “politica” studiata a tavolino dall’attuale Amministrazione non vuole denigrare a priori questo modo di operare, anzi, tenere una città sveglia e vivace è cosa più che giusta, ma a quanto pare ci si è scordati della prima parte della regola, dato che, ai nostri opulenti giorni, per pane, non si può più intendere la pancia piena, ma una buona, attenta, solerte amministrazione della cosa pubblica.
Che la Giunta si sia concentrata solo sul circo e poco sul pane, per distrazione o incapacità, a seconda dei punti di vista, è sembrato evidente, e anche nel caso del gravissimo ritardo avuto nel taglio primaverile dell’erba. Qui si parla solo delle realtà frazionali facenti riferimento al Circolo del PD di Collevalenza, che oltre alla medesima, riguardano Chioano, Rosceto,Torrececcona, Monticello, San Damiano, Figareto, ma in tutte le realtà tuderti è stato così. (…); emblematico è stato il segnale di inizio frazione di Collevalenza, venendo da Chioano, completamente ricoperto dalla vegetazione (per chi volesse contestare sono disponibili le foto), e lascia ancora più stupefatti il fatto che, chi se ne dovrebbe occupare, proviene proprio da una di queste località.
Tutto ciò fa pensare alla Giunta Ruggiano come ad una Giunta del fine settimana: preoccuparsi di amministrare la città occupandosi solo del tempo libero dei cittadini, spero sarà concessa la”licenza poetica”, sembra veramente un po’ tanto pochino.
Nel momento in cui, oltre al circo, inizierà a pensare anche al pane e, cercando di prendere buon esempio dalla gente che gli piace, per l’Amministrazione Ruggiano, finita la sera e i divertimenti con il sorgere del sole inizierà a lavorare veramente per la città, saremo ben lieti di augurarle il buongiorno!
Manuel Valentini

12 luglio 2008
E allora che le auto tornino in piazza… (ma non di trasforo)

Pur essendo consapevole di non essere più giovane, ho la brutta abitudine di pensare ancora, certe domande me le pongo e certi problemi li sollevo lo stesso, ad onor del vero non da adesso ma, a proposito di traffico, da molti anni, inascoltato quanto volete e le pagine di TamTam ne possono essere testimoni.
Puntualizzato questo, ritengo che base del vivere civile ovunque, sembrerebbe ovvio, ma purtroppo non sempre è così, il rispetto delle regole e delle scelte democraticamente assunte da parte di chi ha l’onore e l’onere di amministrare,in questo caso, la città.
Allora, dal momento che in Piazza Vittorio Emanuele II a Todi, vige incontrastato ormai da circa 25/30 anni il divieto di sosta 24 ore su 24, fino a che questo divieto sarà in vigore e nessuno lo cambierà, questo dovrà essere rispettato. Tutto ciò non per pignoleria o eccesso di zelo, ma perché a monte c’è stato un progetto, giusto o sbagliato che esso sia stato, che ha voluto che la piazza principale del centro storico della nostra città fosse libera dalle auto.
Personalmente ritengo che questa scelta sia stata non solo giusta, ma anche lungimirante, ne ringrazio l’allora sindaco Budassi, in quanto ormai tutti i più importanti centri storici europei, sono o interdetti al traffico e/o alla sosta delle auto. Se questa nuova amministrazione vuole rivedere tale scelta, non solo lo può, ma lo deve fare con un atto amministrativo ufficiale, punto e basta.
L’escamotage di girare lo sguardo da un’altra parte perché le regole che non sono condivise si possano eludere e tutto sia lasciato al buono o cattivo senso collettivo, non credo possa funzionare più. Si prenda apertamente ed ufficialmente tale decisione. Se si ha nostalgia della “spina di pesce” al centro della più bella piazza medievale d’Italia, se ci mancano le belle rotatorie intorno ad essa, si scelga di farlo e ci si assuma questa responsabilità alla luce del sole. La città intera e i turisti che a gran voce si dice di voler attirare in questa nostra città, giudicheranno.
Se dietro tutto questo ci sia la reale intenzione di questa amministrazione lo si dica, si spieghino le motivazioni, si esponga il progetto che c’è dietro, lo si condivida con la cittadinanza. Nulla di più semplice e corretto istituzionalmente. Non si faccia ricadere tutto il peso di una situazione di grande indecisione sugli operatori del traffico, che non riescono nemmeno a capire da che parte tira il vento.
Se invece si è deciso di voler far vedere quante belle auto possediamo ed esponiamo giorno e notte in mezzo o sopra quel gioiello che tanti c’invidiano, lo si dica apertamente. I cittadini di Todi e i turisti che vengono a visitarci, i quali a casa loro non avranno sicuramente tutte queste auto d’ammirare, ce ne saranno molto grati.
E se la linea programmatica è questa, allora credo che sarà necessario ripristinare il parcheggio della Fontana Cesi o della Rua, quello davanti alle Fonti Scarnabeccho o al Bastione e, in genere, in tutti quegli spazi sottratti alle nostre care, amiche ed inseparabili auto. Personalmente, all’inizio del terzo millennio, mi sarei aspettato un progetto che facesse somigliare di più la parte storica della città ad un luogo libero, aperto, destinato ad una fruizione più umana e estremamente servito da mezzi pubblici innovativi, non inquinanti e continuamente presenti a tutte le ore.
Se così non è, ma anzi si vuol percorrere la strada opposta, vuol dire che ci troveremo su sponde opposte, ognuno con la propria idea da difendere. Quanto ai radical – schic,la cosa mi appartiene poco, non foss’altro perché ho parlato anche della periferia poco amata da quest’ultimi e, a quanto ne so ed ho visto, mi sembra che siano approdati su ben altri lidi!
Paolo Ferracchiati

12 luglio 2008
A Todi c’è "Macchine per i Borghi"!

Un noto personaggio locale un giorno mi disse: "vedi, a Marsciano fanno "Musica per i Borghi", noi a Todi facciamo "Macchine per i Borghi!".
E’ certo che se il prezzo da pagare per riportare i cittadini in centro la notte è quello di sdoganare il parcheggio selvaggio in piazza, vuol dire che non si hanno idee alternative; e questa, francamente mi sembra più un alibi che un idea…
C’è da considerare che nonostante questa "concessione" notturna che si fa ai giovani (già inaugurata dalla vecchia amministrazione di sinistra; almeno in questa concezione di cultura della città, destra e sinistra vanno daccordo), la piazza non sembra assolutamente così popolata come si dice poichè ad ogni macchina corrisponde, in genere, un individuo.
Inoltre tale consuetudine fa letteralmente schifo ai turisti ospiti della città, sia temporanei che residenti, che sicuramente sarebbero ben più numerosi e propensi a spendere in bar, ristoranti e negozi, se invece del parcheggio e del traffico selvaggio notturno, si offrissero spettacoli o iniziative culturali (…che brutta parola!).
Comunque va bene così, accontentatevi di qualche gelatino da 1 euro, qualche birretta e tanti bicchieri d’acqua minerale consumati ai tavoli, tanto il Sagrantino, la musica e la cultura la consumano altrove!
P.S.: i benzinai invece ringraziano.
Carlo Zoccoli

11 luglio 2008
Non vogliamo più una Todi per i radical-chic

E’ da tempo che si discute dell’opportunità di aver permesso, di sera, la sosta di autovetture nella nostra bella e amata piazza.
C’è chi, come Paolo Ferracchiati, evidenzia questo fatto come “emergenza di convivenza civile”. Per prima cosa vorrei far notare che usando questo vocabolario non si contribuisce di certo a risolvere i problemi.
In tempi in cui una piazza spopolata contribuisce a rendere il nostro centro storico un autentico fantasma, polemizzare sul fatto che sia permessa la sosta mi sembra puro autolesionismo.
Non dimentichiamo poi che la piazza, assieme ai suoi bar e ai cosiddetti “voltoni”, è probabilmente il punto di aggregazione più importante per i giovani tuderti, in una città che sicuramente non offre loro, almeno fin ad ora, molte alternative a riguardo.
Se il prezzo per ripopolare e rianimare piazza è quello di verderci le macchine parcheggiare (e non in maniera selvaggia come si dice esagerando), ecco, mi sembra un compromesso più che accettabile.
A meno che non si voglia ritornare alla Todi con il Festival per pochi intimi (magari con biglietti omaggio) e la piazza trasformata in una vetrina che si può ammirare solo da lontano.
Ma noi la città della cultura (concepita in senso èlitario) e degli intellettuali radical-chic non la vogliamo più. Quello è un paese per vecchi…
Umberto Magni, giovane tuderte e frequentatore della piazza

11 luglio 2008
Per fortuna che l’Italia non è l’Europa

Per fortuna l’Unione Europa non è l’Italia. Per fortuna il Parlamento europeo non è il Parlamento italiano. Per fortuna non è sola la sinistra italiana (e per fortuna una parte importante della chiesa) a considerare le impronte ai rom una forma vergognosa di razzismo xenofobo che sa tanto di fascismo. Il Pse e il resto dell’Europa bene hanno capito che in Italia, nel silenzio di una stampa di regime sempre più schiacciata sul pensiero unico di Berlusconi, stava prendendo piede una legge oscena, discriminante e pericolosa. I rom sono malviventi, i rom sono pericolosi, i rom sono un male da combattere. E tutto questo solo perchè sono rom, diversi. E il diverso va combattuto. Insomma uno schifo. Fortunatamente è arrivata la censura europea. Speriamo solo che questa destra nostrana (sempre più vicina al manganello, alle sue radici becere, alla xenofobia, al razzismo… insomma al fascismo) non abbia il coraggio di continuare lungo questa strada nonostante tutto Dovesse farlo, crediamo, sarebbe giusto iniziare una lunga e calorosa protesta.
Per chi fosse interessato a conoscere il dispositivo approvato dall’europarlamento su proposta di Pse, Sinistra europea, Verdi e Liberldemocratici vi invitiamo a visitare il nostro blog roserosse.wordpress.com dove potrete trovare la versione in italiano della mozione.
Roberto Vicaretti – Associazione Rose Rosse d’Europa

11 luglio 2008
Quando in piazza c’era il parcheggio a spina e si girava intorno…

Sui quotidiani, dopo la già avvenuta pubblicazione su TamTam (come spesso accade…) non ho potuto non notare un articolo del signor Ferracchiati in cui si lamenta della sosta selvaggia sulla piazza principale.
La lettura mi suggerisce un spunto per una breve riflessione. È vero, non è un bel vedere il selciato occupato dalle auto, ma forse all’intervistato è sfuggito che la piazza negli ultimi anni si è spolata più rapidamente di quanto la desertificazione colpisca alcune aree del Mediterraneo. E ciò, credo sia opportuno sottolinearlo (semmai ce ne fosse bisogno), non a causa dell’attuale amministrazione e delle sue scelte.
La desertificazione di Todi è uno scempio che si è consumato, prevalentemente, in un decennio: non per dare colpe, ma per sottolineare ancora, sempre se fosse necessario farlo. La sosta selvaggia in piazza comunque non mi è sembrata poi così selvaggia e nemmeno tanto diversa dalla situazione che si verificava anche negli passati, magari non nel mese di luglio/agosto perchè in tale periodo o era negato l’accesso al centro o vietata la sosta sulla piazza con tanto di vigilanza.
In un momento in cui il centro cittadino ha bisogno di ricominciare a vivere può essere utile anche consentire la sosta in centro, cosa che per altro per decenni non ha disturbato nessuno: tutti ricordano quando piazza era percorsa dalle aute in senso rotatorio intorno al parcheggio centrale, a spina. E non mi sembra nemmeno così tanto rumorosa o chiassosa: ero in centro mercoledì sera ed il clima era quasi surreale, in una delle più belle piazze d’Italia “popolata” da qualche decina di persone.
Capisco il voler stare tranquilli, ma così è veramente troppo! Tutti quelli che per anni hanno subìto di tutto, ora additano qualunque cosa accada in città, anche se non differisce per niente dal passato.
Luca Cardaio

11 luglio 2008
Parte da Perugia la petizione nazionale contro il Governo Berlusconi
Walter Veltroni lancerà stasera dal palco della festa regionale di Pian di Massiano a Perugia la nuova campagna politica del Partito Democratico contro il governo Berlusconi. S’intitola “Salva l’Italia!” ed è la grande raccolta firme che Pd promuoverà in tutta Italia nei prossimi giorni, per concludersi il 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito. La petizione ha al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo; la lotta per far ripartire l’Italia, cominciando da stipendi e pensioni.
La prima firma che aprirà la strada a tutte le altre sarà proprio quella del leader del PD. L’obiettivo, come già dichiarato, è raggiungere quota “5 milioni” di firme per dire no a un governo che compromette le istituzioni, i salari e le pensioni, le politiche per la sicurezza e la famiglia.
Il Segretario del PD chiede una firma a tutti gli italiani che stanno assistendo al mancato rispetto degli impegni presi in campagna elettorale da parte del premier e dai suoi sostenitori. La petizione rappresenterà la base da cui partire per la grande manifestazione che il Partito Democratico ha annunciato per il prossimo autunno.
“Salvare l’Italia, non il premier” è il titolo della parte istituzionale in cui si indicano problemi e provvedimenti presi a difesa degli interessi privati del presidente del Consiglio e non certo per aumentare la sicurezza. La maggioranza, che ha puntato in campagna elettorale sul tema della sicurezza, oggi taglia drasticamente fondi e uomini e gioca tutto su provvedimenti demagogici e sbagliati, come la raccolta delle impronte dei bambini rom o il reato di immigrazione clandestina. Leggi ad personam e un sostanziale “azzeramento” del dibattito parlamentare su una manovra economica improvvisata: questa la miscela avvelenata proposta dal governo e che la petizione vuole battere e fermare.
Così sul versante dell’emergenza sociale la petizione sottolinea l’incapacità del governo di affrontare i problemi della crisi economica, dell’impoverimento e del reddito di chi vive di salari e pensioni e non arriva più alla fine del mese. Una situazione che il governo ignora, mentre le promesse elettorali vengono clamorosamente smentite.
Le tasse, che si diceva di voler abbassare al 40 per cento, cresceranno e resteranno per tutta la legislatura al 42,9%. Mentre per i redditi bassi si inventa la “carta” per fare la spesa, finanziata soltanto per il 2008 e con 200 milioni, ovvero due euro al mese per ciascun anziano con pensione inferiore ai mille euro al mese. E non basta: il governo reintroduce i ticket sulla sanità e taglia gli investimenti per le opere pubbliche e le spese per garantire servizi essenziali alla crescita, come la scuola dove si perderanno 150 mila posti di lavoro, con classi più affollate e studenti meno seguiti.
Partito Democratico dell’Umbria

9 luglio 2008
Il centrodestra rifiuta le paternali di Cappelletti sul Quartiere Europa

In merito all’intervento del consigliere Cappelletti nell’ambito della conferenza stampa tenuta dal Partito Democratico di Todi, mi stupisco della sopravvenuta attenzione dello stessoi per il quartiere di Cappuccini, per il quale viene sollecitata l’Amministrazione ad urgenti lavori per la riqualificazione del popoloso rione.
Viene spontaneo sottolineare come la riqualificazione non sarebbe certo una urgenza a Cappuccini se, in cinquant’anni le amministrazioni di sinistra che si sono succedute, avessero pensato a piani urbanistici e della viabilità degni di una città moderna. Il disordinato sviluppo e lo scempio attuale, nonchè il ritardo nell’adeguamento delle strade a chi deve essere addebitato? Non certo a chi governa la città da un anno, ma più probabilmente a chi sui banchi del Consiglio siede da più di un decennio.
Con questo come Pdl vogliamo dire basta alle paternali di chi proprio nessun titolo ha per farne. Peraltro i necessari lavori di adeguamento della viabilità della strada provinciale, competono, per l’appunto, alla Provincia, ed in particolare all’assessorato alla viabilità della stessa, le cui strutture purtroppo sono state investite dalla bufera giudiziaria che tutti noi con costernazione leggiamo ogni mattina.
Detto questo, chiudo il mio intervento dicendo che anche un modesto cambiamento, come quello del senso unico, peraltro a costo zero, può essere un primo segnale della volontà che stiamo mettendo nella riprogettazione dell’intera zona, che sicuramente nel medio-lungo periodo sapremo migliorare in maniera decisiva.
Franco Ranieri – consigliere comunale

8 luglio 2008
A chi serve il museo-lapidario? Se lo chiede anche la Cisl

Quale senso ha la realizzazione di un museo lapidario a Todi, quando la stessa Amministrazione Ruggiano non dà sufficienti garanzie per la gestione del Museo Comunale?
Il Museo Pinacoteca cittadino infatti al momento si trova in una situazione di proroga della convenzione per la gestione, in attesa di un nuovo affidamento o di una nuova gara, ma le risorse economiche che si vogliono destinare a tale struttura non sembrano essere sufficienti a garantire lo standard di servizi fino ad oggi erogato.
Da alcune ricerche che mi sono appassionato a realizzare, quella del lapidario sembra essere una tipologia museale ampiamente superata, alla quale peraltro, pure negli ormai datati momenti di maggiore sensibilità verso simili esposizioni, furono spesso dedicati spazi come cortili di palazzi (Verona, Lapidario Maffeiano; Modena, Galleria Estense; Novara,Cortile del Broletto) o chiostri di chiese e conventi (Siena, San Francesco; Ravenna, San Vitale), nei quali i pezzi risultano spesso collocati con mere finalità conservative, il più delle volte in modo arrangiato ed improvvisato.
Pensare quindi di investire oggi cifre impegnative su una apposita e costosa struttura sembra quantomeno fuori tempo massimo, come risulta inoltre difficile trovare una legittimazione scientifica per una impresa simile, essendo le “pietre” della omonima Sala delle Pietre materiali disorganici, la cui indubbia importanza civica, oltre a non rappresentare certamente una attrattiva turistica, rischia di non destare neppure gli appetiti degli specialisti.
Ancor più terrificante appare il quadro della situazione se si ipotizza che una simile operazione istituzional-promozionale possa venire a detrimento dello stesso Museo cittadino, i cui costi di gestione sono ridotti all’osso e la cui attività propulsiva, se esistente, parrebbe ad oggi sepolta sotto una spessa coltre di polvere; no di certo per le responsabilità della direzione e degli operatori impiegati.
Sarebbe auspicabile quindi che risorse significative, come quelle stanziate per la gloria delle nostre “pietre”, potessero essere dirottate su iniziative capaci di una maggiore attrattiva turistica e connotate da un appeal decisamente più moderno e seducente; vien da pensare all’organizzazione di una mostra di importanza nazionale o, ancor meglio, all’allestimento di un prestigioso museo di Arte contemporanea con i rilevanti materiali della Collezione Dorazio a disposizione della nostra città, che potrebbero essi stessi essere esposti alla Lucrezie se quegli spazi non fossero “bruciati” in favore del Lapidario! Due eventi che all’Amministrazione locale darebbero un lustro assolutamente differente rispetto ad un superato museo lapidario, che pure l’ininfluente e trasversale opinione della piazza sembra bocciare con decisione.
Allora sorge spontanea la domanda “a chi serve il museo lapidario” ed inoltre, ammesso che lo stesso venga realizzato, come si penserà di gestirlo? Dove si pensa di reperire le risorse economiche per garantirne una corretta ed efficace gestione?
Vista la difficoltà a garantire la sopravvivenza del Museo Pinacoteca, la creazione di un Museo Lapidario rischia di determinare una situazione di crisi economica per la gestione delle due strutture che poco potrebbero contare sulla capacità di autofinanziarsi senza costi per la collettività.
Pertanto chiediamo cortesemente, prima di prendere le legittime decisioni che spettano ad una Amministrazione, di valutare attentamente se il costo di un investimento del genere porterà dei benefici alla collettività tuderte ed alla sua economia.
Valerio Natili – segretario Fisascat Cisl Perugia

7 luglio 2008
Rischio nucleare in Umbria: il no degli ecologisti democratici

Gli Ecologisti Democratici dell’Umbria esprimono la loro profonda e motivata contrarietà, non solo e non tanto sull’ipotesi di ubicazione di una centrale termonucleare in quel di Terni, ma sull’idea del ritorno al nucleare avanzata dall’attuale Governo Berlusconi.
Una scelta grave sia sotto il versante ambientale perché non sono stati ancora risolti i problemi di sicurezza zero e di trattamento delle scorie radioattive prodotte, sia dal punto di vista economico perché è ampiamente dimostrato che gli investimenti necessari per la costruzione di una centrale nucleare sono elevatissimi e non compensati dal costo del Kwh prodotto, sia infine dal punto di vista della risorsa prima, l’”URANIO”, che, come noto, è una materia prima esauribile più o meno nei tempi previsti per il petrolio.
Siamo invece convinti che la strada giusta sia una forte sollecitazione verso la RICERCA SCIENTIFICA, insieme ai partners europei del NUCLEARE PULITO di 4° GENERAZIONE, laddove questa porterebbe ad una tecnologia che riutilizza le scorie prodotte come ulteriore materiale combustibile.
Siamo altresì favorevoli a che si acceleri la ricerca sul nucleare da fusione che, se risolti i grossi problemi di natura tecnologica insiti, porterebbe ad avere una enorme mole di energia pulita con un processo ad inquinamento zero.
Nel frattempo e per i prossimi anni onde ridurre drasticamente l’emissione di anidride carbonica e rispettare gli impegni presi con il Protocollo di Kyoto che, nonostante imposti senza deroghe dalla Comunità Europea, sono ampiamente disattesi dal nostro Paese, occorre attivare da subito il meccanismo comunitario “20 + 20 + 20”, cioè 20% di risparmio energetico, 20% di utilizzo di energie rinnovabili e 20% di minori emissioni di anidride carbonica.
Siamo in ritardo e su questo la politica, anche in Umbria, deve investire di più in termini di risorse, di nuova cultura di governo e nel promuovere un impegno da parte di tutti: società civile, sistema economico e imprenditoriale locale e regionale.
Lorena Pesaresi, Sergio Santini – Ecodemocratici Umbria

7 luglio 2008
Il silenzio degli interpellati

Le ragioni che spingono molti di noi a chiedere la pubblicazione di articoli sono dettate nella maggior parte dei casi dal desiderio di far conoscere le proprie opinioni, ricercare il confronto su temi di largo interesse, segnalare particolari situazioni, evidenziare problematiche che altrimenti forse passerebbero inosservate, arrivando in qualche caso anche a suggerire ipotesi risolutive.
Ed è perciò che tale dialogo, anche se virtuale, acquista una rilevanza notevole, particolarmente quando l’argomento in discussione riguarda la collettività. L’esito relazionale che ci si aspetta dai destinatari e che dovrebbe dare un giusto seguito alle nostre riflessioni, oltre ad essere quasi un obbligo istituzionale o quanto meno un dovere civico, rinvigorirebbe considerevolmente il ruolo informativo del sito oltre a rendere il servizio stesso molto più interessante, apprezzabile e di maggiori aspettative, perché ne stimolerebbe ulteriormente la partecipazione.
D’altra parte non a tutti realisticamente è data la possibilità di interloquire con chi si vorrebbe, ed il valore di questi liberi interventi, i cui contenuti sono da ritenersi importanti nel rispetto delle idee e fondamentali per una democrazia partecipata, non possono andare perduti o invalidati da un gesto di superficialità o indifferenza e tanto meno di autoreferenzialità qualora se ne scorgesse l’intento.
Ed è a tale proposito che vorrei lanciare, se mi è consentito, una rispettosa provocazione-suggerimento alla Redazione di TamTam (se non l’avesse già messo in atto) perché esamini la possibilità di promuovere, nella propria struttura, una iniziativa di sensibilizzazione e sollecitazione, nei confronti dei chiamati in causa, prevalentemente politici, tesa alla ricerca della risposta quando, i quesiti posti dai sottoscrittori, sono di ragguardevole contenuto e dovessero restare volutamente disattesi, oppure sfuggono casualmente alla loro attenzione; il tutto nel rispetto dei reciproci ruoli e dei classici principi deontologici dell’informazione.
Volendo verificare concretamente a quante lettere pubblicate è stata data una risposta diretta, anche su quesiti di un certo spessore sociale o politico, ci renderemo conto che sono veramente una bassa percentuale e questo non è edificante per chi si sottrae, né incoraggiante per chi scrive ma anche, credo, per chi s’impegna a gestire e rendere funzionale l’intero impianto informativo.
Elio Andreucci

7 luglio 2008
Il Tetra Pak non è una soluzione ecocompatibile

Se il signor Pierdomenico evitasse la pubblicità ai prodotti della multinazionale Tetra Pak tutti sarebbero più contenti.
Non capisco quanto ci guadagni, ma sostenere che quella è una ditta ed una soluzione ecocompatibile lascia sconcertati.
Ricordi quante persone sono rimaste intossicate per l’uso di inchiostri cancerogeni negli scorsi anni.
Si fa presto a sbandierare che si piantano alberi per ogni tot di cartoni prodotti. E dell’inquinamento dei corsi d’acqua derivante dalle loro lavorazioni non ne parliamo?
Signor Pierdomenico si cerchi uno sponsor più ecologico, e poi… non ce lo venga a dire.
Matteo L.

7 luglio 2008
Epifani: è vero, nel centrodestra le cose non vanno, sono pronto a lasciare

Questa volta, compagni Sinistri, avete ragione: le cose nella maggioranza non stanno andando del tutto per il verso giusto. Con voi allo sbando non dovrebbe neanche essere difficile! Però così è. Più volte ho detto ai cittadini di Todi che qualora avessi sentito puzza di bruciato me ne sarei andato, abbandonando il mio impegno politico. Forse è giunta l’ora di valutare questa eventualità e che Mario Epifani torni a fare il cittadino qualunque.
I giorni a venire saranno giorni di valutazione e non si esclude una mia scomparsa dalla scena politica tuderte, dopo quella già avvenuta a livello nazionale. Lo farò con lo stesso rammarico ma certamente non lascio poltrone od interessi personali. Fino ad ora, per il supremo bene della coalizione di Centrodestra, ho spesso subito, inghiottendo bocconi amari, sconfessioni sul mio operato, peraltro prima condiviso e poi disconosciuto. Ho patito scelte che non condivido e delle quali spesso non sono stato nemmeno informato. Sono fatti gravi, ma ho soprasseduto.
C’è poi stato e c’è l’atteggiamento di alcuni di quelli che chiamavo camerati che non sempre mi sono stati e sono ad oggi solidali. Si dimenticano che mentre potevo pretendere cariche con emolumenti, ho preferito restare in consiglio a fare il mio dovere, lasciando ad altri queste cariche e che mai le mie scelte sono state determinate "pro domo mea".. Non ho problemi a confessare che di questa situazione ne ho le scatole piene. Io so di aver dato tutto quel che potevo per ottemperare al mio mandato amministrativo, soffocando spesso il mio temperamento e facendo finta di non vedere ed udire. Valuterò in questi giorni se sia il caso di dire basta!
Stiano tranquilli gli elettori di centrodestra che, come ho sempre assicurato, non porrò in atto decisioni che possano compromettere la stabilità dell’Amministrazione Ruggiano. Sono sempre stato del parere che nessuno è indispensabile e qualcun altro potrà fare benissimo l’undicesimo in Consiglio comunale al mio posto.
Mario Epifani – consigliere comunale Todi

6 luglio 2008
Vicenda Veralli-Cortesi: ormai Epifani fatica anche a farsi notare

La lettera del Consigliere Epifani intitolata “Veralli-Cortesi: altro che auguri, il Cda se ne deve andare!” non stupisce e ormai fatica anche a farsi notare. La solita violenza, i soliti processi sommari…
Riteniamo, però, doveroso portare all’attenzione dei cittadini almeno tre brevissime considerazioni:
– il consigliere Epifani, nel pieno esercizio delle funzioni di controllo affidate ai consiglieri comunali, può continuare ad entrare in possesso di tutta la documentazione utile a confermare o smentire le sue supposizioni. Esercizio, peraltro, al quale il Consigliere Epifani ha sempre dedicato molto tempo;
– a questa possibilità mai venuta meno si aggiunge quella di poter vantare, ormai da mesi, nel Consiglio di Amministrazione della Veralli Cortesi la presenza amica del consigliere Giorgio Pordenoni, che nulla ha avuto da eccepire in ordine al bando pubblicato ed alla successiva gara di aggiudicazione, prendendo atto di quanto compiuto in precedenza e deliberando esso stesso la commissione di gara che ha valutato le offerte pervenute;
– facciamo, poi, notare che alla celebrazione di posa della prima pietra erano presenti Sindaco, Vicesindaco e mezza giunta – della stessa coalizione e maggioranza di Epifani – che non hanno certo risparmiato parole di apprezzamento e di ringraziamento, anche per il lavoro del Presidente Avv. Enrico Marconi e del Consiglio di Amministrazione dell’Ente.
Tutto ciò mentre il mandato del Consiglio dell’Ente non è ancora assolutamente scaduto, come vorrebbe far credere il Consigliere Epifani. Lo sarà solo nella primavera del 2009.
Partito Democratico Todi

6 luglio 2008
Ancora a proposito di rifiuti e di riduzione degli imballi

Noto con piacere l’attenzione prestata da Cardaio in merito al problema dei rifiuti e vorrei aggiungere alcune considerazioni.
Il punto che lui tocca – riduzione rifiuti – è di primaria importanza. Se si decide,finalmente, di attuare un sistema di raccolta porta a porta vedrà come la produzione diminuirà perché a nessuno piace tenere i rifiuti in casa e ognuno di noi dovrà prestare attenzione ad acquistare il minor numero di imballi possibile.
Alcune puntualizzazioni su quanto riportato nell’intervento di Cardaio.
Il sito richiamato non è corretto in quanto è www.riducimballi.it al quale si possono aggiungere: www.rifiutinforma.it www.rifiutilab.it.
Tra le soluzioni citate ne manca una molto importante l’utilizzo di acqua di rubinetto che spesso è superiore qualitativamente all’acqua imbottigliata.
Mentre il latte alla spina, pur apprezzabile dal punto di vista culturale, lo è meno da quello della riduzione dei rifiuti. Per il Tetra Pak l’eventuale riduzione non è significativa, ma è molto più importante divulgare l’informazione che va conferita con la carta e non con la plastica o con l’indifferenziato.
Dal riciclo dedicato dei cartoni per alimenti (Tetra Pak) si ottengono due nuovi prodotti: Cartafrutta™ ed EcoAllene®.
Cartafrutta™ é il risultato del riciclo delle confezioni per alimenti a lunga conservazione (latte, succhi di frutta, vino). E’ utilizzata per produrre articoli di cancelleria, stampati, sacchetti.
Le componenti di polietilene e alluminio vengono invece avviate ad un nuovo processo di lavorazione per produrre l’EcoAllene®. Quest’ultimo è un materiale plastico, stampabile, utilizzato nell’edilizia e nel promotional per la realizzazione di gadgets, bigiotteria, articoli da scrivania, nella florovivaistica per la produzione di vasi e fioriere.
Maurizio Pierdomenico

5 luglio 2008
Veralli-Cortesi: altro che auguri, il Cda se ne deve andare!

Chissà se il Partito Democratico di Todi plaude il Presidente Marconi anche per l’affido della stesura della bozza d’appalto stilata dal responsabile del servizio affari generali della Provincia ed attualmente in galera a seguito delle indagini sugli appalti pilotati?
Mentre il PD di Todi gli fa l’auguri per il futuro lavoro, il gruppo consiliare di Fiamma rinnova, al Presidente Marconi ed ai consiglieri di amministrazioni nominati dalla Marini, la richiesta di andarsene a casa. Malgrado da un anno ci sia un Sindaco che essi non rappresentano ed una maggioranza che non li vuole, proseguono ad essere abbarbicati alle loro poltrone.
Ah, dimenticavo di dire che l’affidamento della stesura della bozza per la gara d’appalto ha portato in tasca al dirigente della Provincia ben 30.000 euro e che questi soldi sono usciti dalle casse della Veralli Cortesi. Altro che amministrazione attenta, lungimirante, competente ed incisiva!
Il presidente Marconi renda pubblica in Consiglio Comunale la situazione finanziaria dell’Ente e giustifichi la sua presenza e quella dei consiglieri, a mandato già scaduto, alla guida di questa istituzione.
Mario Epifani, capogruppo consiliare di Fiamma

5 luglio 2008
Vicenda Umbria Olii: non si spengano i riflettori

Dopo un anno e mezzo è ritornata sui mezzi d’informazione, con una richiesta, che definire vergognosa è poco, la strage sul lavoro alla Umbria Olii di Campello sul Clitunno, dove persero la vita quattro operai: Tullio Mocchini, Giuseppe Coletti, Wladimir Toder e Maurizio Manili.
L’amministratore delegato della Umbria Olii, Giorgio Del Papa si è permesso di chiedere ai familiari delle vittime ben 35 milioni di euro di risarcimento danni, perchè secondo lui la colpa di quella strage è da imputare ai quattro operai.
Però Del Papa si dimentica di dire che in quei silos c’era un gas, che si chiama "esano", che è un gas esplosivo (mi sono letto anche la scheda di sicurezza per conferma), e ho forti dubbi che gli operai fosserò stati informati della presenza di questo gas nei silos, perchè altrimenti nessuno di loro sarebbe stato a lavorare lassù.
L’Italia è un paese davvero strano, adesso chi è responsabile di una strage sul lavoro si professa vittima, e accusa le vittime di esserne i colpevoli.
E’ facile accusare degli operai morti, che purtroppo non ci sono più, quindi non possono controbattere.
Solo in Italia un imprenditore si permette di fare simili richieste, in altri paesi non sarebbe mai accaduto.
Dopo che questa scandalosa richiesta è stata pubblicata sui tg, sui quotidiani, anche i politici, i sindacati, le Istituzioni, si sono ricordati di questa strage sul lavoro, e hanno rilasciato, indignati, commenti, interviste, ecc.
Mi domando: dove erano queste persone, quando per quasi due anni i familiari delle vittime di Campello sono stati abbandonati da tutti?
Inoltre, una domanda mi sorge spontanea, cosa sarebbe successo se dopo la strage della Thyssenkrupp di Torino, la Thyssen, invece di concedere 13 milioni di risarcimento ai parenti delle vittime, gli avesse richiesto 35 milioni di euro come risarcimento danni?
Sicuramente una confusione incredibile, che si sarebbe protratta sui mezzi di informazione per mesi.
Ecco perchè chiedo ai mezzi d’informazione di non spegnere nuovamente i riflettori sulla strage sul lavoro di Campello Sul Clitunno.
L’11 Luglio ci doveva essere la prossima udienza del processo, in cui Giorgio Del Papa sarebbe stato quasi sicuramente rinviato a giudizio, però Del Papa ha superato se stesso, ricusando il Gip, denunciando i periti del tribunale che avevano redatto una perizia a lui avversa, e l’assicurazione Unipol che ha liquidato i quattro lavoratori morti assolvendoli da qualsiasi responsabilità.
Quindi il processo è stato sospeso, in attesa che la Cassazione si decida sul trasferimento del processo oppure no, e come è molto probabile, questa decisione non avverrà prima di Settembre- Ottobre 2008.
L’unica speranza e che familiari abbiano giustizia, perchè purtroppo con la legislazione che abbiamo qui in Italia, quasi nessun imprenditore che era colpevole di una strage sul lavoro, ha mai messo piede in carcere.
Marco Bazzoni-Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

5 luglio 2008
Il Pd plaude alla Veralli Cortesi

Il Partito Democratico di Todi plaude all’avvio dei lavori per la realizzazione del progetto di ampliamento della residenza protetta “Letizia Veralli e Angelo Cortesi”.
Un progetto di grande rilevanza sociale, che consentirà alla città di Todi di potenziare l’offerta di servizi in favore di anziani e soggetti non autosufficienti, per una politica attenta e vicina alle fasce di popolazione più deboli.
La posa della prima pietra del nuovo complesso residenziale testimonia le grandi qualità ed il proficuo lavoro di un Consiglio di Amministrazione attento e lungimirante, competente ed incisivo.
Al Presidente, Avv. Enrico Marconi, all’intero Consiglio di Amministrazione ed a tutte le professionalità coinvolte nel lavoro dell’Ente il nostro ringraziamento e gli auguri di buon lavoro per il prossimo futuro, nell’attesa che il progetto giunga presto a compimento.
Partito Democratico Todi

5 luglio 2008
Rifiuti: iniziamo a ridurre gli imballi

Apprendo di diverse iniziative per la riduzione dei rifiuti alla fonte, riducendo così gli sprechi energetici e l’inquinamento. Così scopro che le regioni Lazio e Piemonte hanno dato il via ad un progetto, in collaborazione con Ecologos, per la vendita di detersivi “alla spina”, ossia una serie di distributori automatici che erogano appunto il detersivo nel contenitore che l’utilizzatore si porta da casa: il riutilizzo dei flaconi in plastica consente un grosso risparmio energetico, di acqua e riduce l’inquinamento. Oggi si tende a privilegiare i beni durevoli a quelli usa e getta, un vero ritorno al passato, quando ad esempio i piatti erano solo di porcellana, i bicchieri di vetro e le stoviglie di metallo.
Poi la passione per le materie plastiche ha cambiato le abitudini di tanti, molti, anche troppi. Quindi si può dire che il progresso “ecologico” ci porta indietro, facendoci recuperare le abitudini del passato traslandole in un contesto moderno. Sulla scia di ciò c’è chi distribuisce, ad esempio a Rivoli, il latte alla spina, con un notevole risparmio di Tetrapack: lo stesso risparmio di quando, trent’anni fa Porta Fratta era affollata da cestini di vimini legati ad una corda che scendevano con una bottiglia vuota e risalivano con il pieno di buon latte appena munto che il buon Poponi consegnava casa per casa! Sarebbe un bel traguardo per Todi essere inserita tra i comuni che per primi hanno avviato la politica per la riduzione degli imballi (www.ridunciballi.it).
Luca Cardaio

5 luglio 2008
Massa ricorda Michele Bernacchia ad un anno dalla scomparsa

Nel mese di luglio dello scorso anno, nel pieno di un solleone che, nonostante tutto, continua ad infiammare la spesso arida solitudine di queste terre, qualcuno ha voluto chiamare a sé il nostro caro amico Michele, giovane ventiquattrenne di Massa Martana. Non so se sia vero o illusorio il detto secondo cui sempre i migliori se ne vanno. Non so se sia spicciola saggezza popolare o specchio per le allodole. So soltanto che quanti lo conoscevano più o meno direttamente non lo potranno mai dimenticare. Perché Michele era un ragazzo pieno di entusiasmo e di allegria. Simpatico, intelligente e gioviale, sapeva coniugare la battuta ironica, talvolta tagliente, ad argomenti seri e profondi, capaci di affrontare, tramite quella forza comunicativa che lo caratterizzava, anche gli scogli più impervi della realtà quotidiana. E nonostante la realtà avesse assunto nei suoi ultimi mesi di vita un sapore sempre più amaro, aveva saputo affrontarla con tutto se stesso senza perdere mai di vista quel barlume nascosto che solo a tratti e repentinamente si svela, ma che ci fa da motore. Ciao Michele, sorridici sempre, noi non ti dimenticheremo.
I tuoi amici

4 luglio 2008
Non c’è ombra sul popolo missino tuderte

E’ necessario un mio intervento per ristabilire, sul piano della chiarezza, la situazione a seguito dell’articolo apparso su TamTam dal titolo: A Todi la Fiamma Tricolore non esiste più.
Che Fiamma Tricolore non esistesse più a Todi, dal momento delle mie dimissioni e le seguenti di tutti gli altri, è un dato di fatto. La volontà di ognuno di lasciare il Partito era maturata nei giorni precedenti. Da quel momento ogni iscritto era libero di fare le proprie scelte, assolutamente non condizionato da quelle prese da un altro. La mia è stata quella di chiudere definitivamente con l’impegno politico a livello nazionale per dedicarmi a quello prettamente cittadino.
Non c’è quindi nessuna spaccatura e se i giovani credono di dover aderire a Casa Pound chi meglio di me li può capire? Per me volge al termine un lungo percorso con il venir meno dello stimolo della ricerca di un punto di riferimento ideologico, per loro è l’ansia del voler affermare e lottare per quel patrimonio ideale, che qualcuno gli ha alimentato per poi tradirli e deluderli. Bene fanno a restare uniti e a non disperdere questa collettività. Ciò non toglie che l’adesione a Casa Pound Italia sia restrittiva nell’azione politica. Per cui resta valido il mio appello per sapere chi tra i miei camerati è intenzionato a profondere impegno per tener fede alle assunte responsabilità verso la cittadinanza.
A scanso di equivoci e strumentali illazioni non c’è ombra sul popolo missino tuderte: io non cerco più una casa politica, perché ormai demotivato politicamente, altri, i più giovani, andranno avanti lottando in difesa del loro ideale e per affermare la legittima voglia di esserci. Io e chi con me ha partecipato, in lista o meno, alla campagna elettorale ed alla vittoria, ci siamo assunti un compito al quale dobbiamo ottemperare. Ad ognuno di costoro l’arbitrio di voler proseguire per questo cammino.
Una cosa va detta: se qualcuno ha avuto in animo la pretesa che anche io aderissi a Casa Pound non ha tenuto conto della mia scelta a restare fuori da ogni vincolo partitico e associazionistico. Ognuno è responsabile delle proprie determinazioni, che vanno rispettate, riconoscendogli il diritto di affermarle. Ribadisco che sento fortemente il senso del dovere verso la città. Chi condivide con me questi propositi proseguirà ad affiancare l’opera del consigliere, dell’assessore e dei rappresentanti negli Enti. Chi deciderà di non aderire è assolutamente arbitro delle proprie scelte, come io lo sono delle mie.
Mario Epifani – consigliere comunale Todi

3 luglio 2008
Asfaltatura "a sorpresa" lungo il salitone di Todi

Stamattina alle 7,30 era chiuso l’ingresso alla superstrada E 45 Todi-sud in direzione Perugia per lavori di bitumatura. Peccato che, in cima a quello che noi a Todi chiamiamo "salitone" non compariva alcuna segnalazione dei lavori in corso, così che io come altri che dovevamo prendere la E 45, per far prima abbiamo fatto un rally sotto una nuvola di polvere percorrendo il tratto di strada bianca che sbuca alla stazione di Ponterio per poi arrivare all’ingresso Todi-Orvieto.
Un attimo di organizzazione e di informazione in più non sarebbe guastata!
Lettera Firmata

3 luglio 2008
Tornano le dimissioni in bianco…

«Quale tutela ora contro le dimissioni in bianco?»: se lo chiedono le ACLI dopo che il Governo, con il decreto legge entrato in vigore due giorni fa (n. 112 del 25 giugno 2008), ha deciso di abolire la nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie, che era stata istituita appena l’anno scorso (legge 188/2007) con l’obiettivo di contrastare il triste fenomeno dei licenziamenti mascherati, le cosiddette ‘dimissioni in bianco’.
Contro questa pratica illecita, tendente a colpire soprattutto le donne e i lavoratori atipici – costretti a firmare al momento dell’assunzione un foglio di dimissioni senza data utilizzabile dal datore di lavoro in caso di maternità, infortunio o lunga malattia – la legge 188 prevedeva l’obbligo di utilizzare per le dimissioni un modulo predisposto dal Ministero del Lavoro, con tanto di numero identificativo, data di registrazione e scadenza a 15 giorni.
Il decreto legge del Governo ha cancellato quest’obbligo (art.39 comma 10, lettera 1, D.Lgs. 112/2008).
Secondo le ACLI «sarebbe stato opportuno fare una più attenta distinzione e non abrogare in modo integrale la norma, che aveva il merito di introdurre modalità per evitare contraffazioni e falsificazioni».
Se infatti è giusto provvedere a snellire gli adempimenti formali in capo alle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro, una particolare attenzione e tutela andava mantenuta relativamente alle dimissioni volontarie delle lavoratrici e nel lavoro atipico.
Quale procedura di tutela contro le dimissioni in bianco intende ora mettere in campo il Governo a favore delle donne e della maternità sul posto di lavoro?
Apprezzamento delle ACLI, invece, per l’abolizione dei limiti al cumulo tra pensione e redditi di lavoro che consentirà il prolungamento della vita attiva, e per le misure che tendono a favorire la nascita di nuove imprese riducendo l’eccessivo carico di pratiche burocratiche che oggi rallentano in particolare l’imprenditoria giovanile, estendendone gli effetti anche all’ambito delle imprese sociali.
Acli Todi

1 luglio 2008
Non una città dei balocchi, ma neppure un paese di allocchi!

Todi non è una città dei balocchi e non credo sia destinata a diventarlo, ma la strada della sola cultura, del salotto raffinato ed esclusivo per un elitè di persone, francamente non premia, o comunque non premia la maggior parte di chi a Todi vive da sempre e che ancora spera in un futuro (professionale e non solo) nella sua città.
Mi ricollego a quanto letto qualche giorno tra le pagine internet de ilTamTam.it e mi schiero a sostegno di una città che propone e che cerca di incrementare anche le manifestazioni non prettamente culturali (“concerti, gincane, sport, botanica, macchine d’epoca…”) o di rilanciare appuntamenti come il Festival o Tuder Rock.
Lo “svago” serve e fa bene a tutti, non si può e non si deve pensare sempre e solo a lavoro, problemi, politica o quantaltro. E comunque questi momenti tanto criticati da molti (come se un po’ di divertimento fosse peccato) servono ad attirare gente in città ed il movimento di gruppi di persone crea un indotto di lavoro per imprenditori ma anche opportunità da sfruttare per chi di lavorare ha bisogno e voglia.
La presenza di turisti crea inevitabilmente occasioni di guadagno e via via di benessere per l’intera comunità tuderte. La scorsa settimana, per esempio, il Relais Todini, luogo esclusivo e raffinato, ha sperimentato, con un buon successo di gente, una formula di aperitivo per “attirare” i tuderti ma anche gente da fuori: una formula promozionale sì per la struttura ma anche per Todi grazie alla vista che della città si ha da quel luogo.
E speriamo che all’inaugurazione delle luci della piscina di Pontenaia possano seguire una serie di aperture serali per chi durante il giorno per diversi motivi non vi può accedere o per chi semplicemente preferisce restare a Todi invece di andare fuori dal comune, magari con qualche festa per movimentare un po’ una città in cui troppo spesso si sentono le lamentele dei giovani che, nel tempo libero, non sanno cosa fare. Non un paese dei balocchi, ma nemmeno un paese di allocchi!
Luca Cardaio

 

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